Alberto Baldasseroni - Centro regionale infortuni e malattie professionali, Regione Toscana
22 dicembre 2011 - Partiti dal presupposto che sedentarietą equivalesse a scarsa attivitą fisica, gli estensori del documento hanno invece chiarito le differenze esistenti fra questi due corni del problema. Se da un lato, per la Promozione dell’attivitą fisica le prove di efficacia e le raccomandazioni sono numerosissime, dall’altro lato, per la Lotta alla sedentarietą manca ancora di una sufficiente massa di evidenze per poter predisporre raccomandazioni specifiche di sanitą pubblica. Il documento quindi si concentra sulla promozione dell’attivitą fisica, proponendo un gruppo di 145 raccomandazioni reperite dalla letteratura scientifica internazionale e sottoposte ad accurato lavoro di adattamento alla realtą italiana, grazie al supporto di un valido gruppo panel e pronte per essere valutate da un eventuale gruppo di stakeholder. Molti gli spunti di riflessione presenti nel testo, tra i quali segnaliamo, oltre alla questione gią riportata della definizione di sedentarietą come distinta da scarsa attivitą fisica, anche i diversi approcci adottati nella redazione di raccomandazioni, secondo il gruppo professionale promotore delle stesse. Da una parte si rilevano le raccomandazioni di origine clinica, da parte soprattutto dei medici di medicina sportiva e dei cardiologi, prescrittive, posologiche, quasi ricettabili. Dall’altra quelle a maggior contenuto di sanitą pubblica, volte a incrementare l’attivitą fisica dell’insieme della popolazione, piuttosto che quella dei singoli individui.
Risorse utili