Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio sui farmaci

Prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata

7 marzo 2013 – La popolazione immigrata incide poco in termini di consumo di risorse economiche: infatti, nonostante gli immigrati regolari nel 2011 abbiano rappresentato il 7,5% della popolazione italiana, la loro spesa farmaceutica è stata pari al 2,6% del totale. È uno dei dati emersi durante il convegno “Prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata” (pdf 87 kb) che si è svolto a Roma il 4 marzo 2012 per presentare il libro “Farmaci e immigrati. Rapporto sulla prescrizione farmaceutica in un paese multietnico” (pdf 1,8 Mb) realizzato grazie alla collaborazione tra la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie (Sifo), il Cineaca, l’Istituto superiore di sanità (Iss), la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) e il Consorzio Mario Negri sud (Cmns).

Gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata hanno messo in luce l’originalità e l’importanza dei dati ricordando tuttavia la necessità di considerare il lavoro svolto come una base su cui intervenire per ottenere una copertura dell’intera popolazione immigrata in Italia. Infatti, i dati analizzati si riferiscono ai cittadini presenti nelle anagrafi sanitarie al 31 dicembre 2011, residenti nelle Asl della Regione Umbria e in quelle afferenti all’Osservatorio Arno-Cineca.

 

L’annozero dei dati

La prima parte del convegno, coordinata da Enrico Costa (Sifo) e Angela Spinelli (Cnesps-Iss), è stata dedicata alla descrizione e all’analisi dei dati ottenuti dall’indagine sottolineando come l’approccio utilizzato in questo contesto sia stato in grado di produrre non solo dati e riflessioni, ma anche lanciare provocazioni a interlocutori diversi tra loro.

 

Giuseppe Traversa (Cnesps-Iss) ha presentato i risultati (pdf 1,3 Mb) più significativi e la metodologia utilizzata per l’indagine. Per una migliore comprensione del fenomeno è stato scelto di appaiare ogni persona immigrata dell’indagine con una residente in Italia di uguale sesso, età e Comune di residenza (o, in alternativa, stessa Asl di appartenenza). Il 52% della popolazione immigrata inclusa nello studio e il 59% di quella italiana hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica. Dato che affianca la minore spesa pro capite (72 euro vs 97). L’analisi della variabilità interna alla popolazione immigrata ha mostrato un consumo leggermente diverso tra donne e uomini, soprattutto nelle fasce d’età centrali (dai 25 ai 54 anni) in cui le donne hanno prevalenze superiori, simili a quelle delle donne italiane. Qualitativamente, le sostanze utilizzate tra la popolazione femminile immigrata sono tipiche di una popolazione giovane e comprendono antibiotici, contraccettivi e antinfiammatori. Il confronto tra le due popolazioni evidenzia inoltre un minore uso negli immigrati di farmaci cardiovascolari, antibiotici, antidepressivi e di quelli per il sistema respiratorio. Emerge anche la differente prevalenza sulla base del Paese di origine con una larga forbice tra i consumi della popolazione di origine peruviana e quelli dei cinesi. Michele Gangemi (Ulss 20 di Verona) ha fornito un focus sull’uso dei farmaci in età pediatrica. I dati di questa popolazione indicano ai primi posti della prevalenza d’uso i farmaci antibiotici e del sistema respiratorio, con differenze più marcate tra i bambini immigrati nati all’estero e quelli nati in Italia. Infatti, in generale, i bambini immigrati di seconda generazione hanno un livello di accesso ai servizi sanitari più simile a quello degli italiani rendendo evidente la presenza di disuguaglianze legate alla scolarizzazione e alla conoscenza della lingua da parte dei figli.

 

Giovanni Baglio (LazioSanità) ha fornito una riflessione metodologica sugli indicatori utilizzati nell’indagine e sulle criticità presentate da ciascuno di loro, mettendo in luce, ancora una volta, la necessità di proseguire il lavoro per migliorare e implementare gli sforzi compiuti e per arrivare alla definizione di linguaggi comuni in grado di fornire dati di qualità e completi.

 

La salute dei migranti nelle politiche nazionali e internazionali

La seconda parte, coordinata da Ombretta Checconi (Regione Umbria), si è concentrata sull’aspetto politico delle migrazioni e le politiche sanitarie adottate nel tempo. Maurizio Marceca (Università degli studi di Roma La Sapienza) ha aperto la sessione descrivendo lo scenario normativo nazionale e internazionale, dall’articolo 32 della nostra costituzione alla conferenza “Global Consultation on Migrant Health” (Madrid, 3-5 marzo 2010). “Il ruolo della società civile tra solidarietà e diritto” è il titolo dell’intervento di Salvatore Geraci (Simm) sul lavoro svolto negli anni dalla Simm, e più in generale da tutti i gruppi e le associazioni del settore, per la promozione di politiche sanitarie rivolte alla popolazione immigrata, ricordando gli interventi normativi che si sono susseguiti, in Italia, dagli anni 90 ad oggi. Foad Aodi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia, Amsi) ha ricordato il lavoro dell’Amsi e la situazione legislativa per i medici di origine straniera che vogliono lavorare nel nostro Paese. Per concludere, Gianni Tognoni, del Consorzio Mario Negri Sud, ha ricordato l’occasione rappresentata da questo libro per l’epidemiologia sull’uso dei farmaci tra la popolazione immigrata e la necessità di far evolvere il progetto e lavorare sulle variabilità messe in luce dai numeri di questo testo.

 

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