Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio sui farmaci

Uso dei farmaci

Revisione a cura del reparto di Farmacoepidemiologia (Cnesps-Iss)

 

In Europa

 

6 dicembre 2012 - In base a quanto riportato nel rapporto “Health at Glance. Europe 2012” pubblicato a novembre 2012 dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – Organization for economic co-operation and development, Oecd), in Europa negli ultimi dieci anni il consumo di medicinali è aumentato non solo in termini di spesa ma anche dal punto di vista delle quantità consumate. Il documento Ocse presenta i dati più recenti comparabili in relazione a indicatori selezionati relativi alla salute e ai sistemi sanitari in 35 Paesi europei (i 27 Stati membri dell'Unione europea, 5 Paesi candidati e 3 Paesi Efta) fino al 2010 e, riguardo ai farmaci, analizza il consumo (in termini di Dose Definita Giornaliera, DDD, come raccomandato dal Who Collaborating Center for Drug Statistics) di tre grandi categorie: gli antibiotici, gli antidiabetici e gli antidepressivi.

 

Il consumo di antibiotici, antidiabetici e antidepressivi

Secondo il rapporto Osce, l’uso di antibiotici in Europa varia da Paese a Paese, passando dalle 10 DDD ogni 1000 abitanti in Lettonia, Paesi Bassi e Romania alle oltre 30 in Grecia e a Cipro. Negli ultimi dieci anni il consumo di questi farmaci si è per lo più stabilizzato nella maggior parte degli Stati, in alcuni è diminuito (Estonia, Francia, Ungheria, Slovenia e Portogallo) mentre in altri (come in Belgio, Grecia e Italia) è aumentato. Promuovere un uso appropriato degli antibiotici è ormai un’esigenza della sanità pubblica e molti sono i Paesi, tra cui l’Italia, hanno lanciato campagne informative rivolte a cittadini e a operatori sanitari.

 

Anche per gli antidiabetici il rapporto “Health at Glance. Europe 2012” mette in evidenza una grande variabilità nell’uso tra i diversi Paesi europei: il consumo in Islanda ed Estonia è per esempio la metà di quello registrato in Finlandia e Germania. Questa differenze possono solo in parte essere spiegate con una differenza di prevalenza del diabete all’interno dei singoli Stati, poiché, per esempio, alcuni dei Paesi con i consumi più alti (Finlandia, Germania e Regno Unito) non hanno un’alta prevalenza di diabete. Nell’ultimo decennio, il consumo di antidiabetici è aumentato in media del 75% in tutti gli Stati Ue. Il tasso di crescita risulta particolarmente elevato in Finlandia, Germania e Repubblica Slovacca. I motivi principali sono legati al numero di persone trattate e al dosaggio medio utilizzato nei trattamenti.

 

Differenze significative tra Stati si riportano anche riguardo ai farmaci antidepressivi. Questo è vero sia per le linee guida utilizzate per il trattamento farmacologico della depressione sia per il comportamento dei singoli medici rispetto alla prescrizione. È l’Islanda il Paese con i maggiori consumi per gli antidepressivi seguita da Danimarca e Portogallo. Un dato dovuto all’elevata proporzione di popolazione che riceve almeno una prescrizione di antidepressivo all’anno. Nel 2008, per esempio, circa il 30% delle donne con 65 o più anni d’età ha ricevuto una prescrizione per antidepressivi, cifra decisamente più alta rispetto al 15% scarso delle donne norvegesi. La spiegazione di questa variabilità geografica e temporale è anche data da intensità e durata dei trattamenti. Per i Paesi per i quali sono disponibili i dati, il consumo degli antidepressivi è comunque aumentato molto negli ultimi dieci anni con un valore medio di circa l’80%. Questo incremento può essere spiegato da diversi punti di vista: se da una parte può essere attribuito a un aumento generale della prevalenza della depressione, dall’altra può anche riflettere uno sforzo maggiore nel fornire un trattamento a chi soffre di depressione grave a alla maggiore intensità dei trattamenti. Infine, questo aumento può anche essere dovuto a un’estensione delle indicazioni per alcuni antidepressivi per trattare forme più lievi di disagio come depressione e ansia.

 

Quanto spendono gli europei per i farmaci?

Nel 2010, la spesa farmaceutica in Europa rappresenta circa un quinto (19%) di tutta la spesa sanitaria dei Paesi Ue, raggiungendo in totale i 190 miliardi di euro. Tuttavia le ampie differenze che si osservano nella spesa pro capite dei diversi Paesi, riflettono le diversità peculiari delle singole realtà nazionali. Con 528 euro pro capite, l’Irlanda è lo Stato che ha speso di più per acquistare medicinali: dato che supera di oltre il 50% la spesa media degli Stati membri dell’Unione europea che si attesta a 349 euro. Germania (492 euro), Belgio (479 euro) e Francia (468 euro) seguono l’Irlanda in testa alla classifica mentre Romania, Danimarca, Estonia, Lettonia e Polonia sono i Paesi con la spesa più bassa. La crisi economica vissuta da molti Stati europei ha avuto un effetto significativo sulla spesa farmaceutica. Tra il 2000 e il 2009, nei Paesi membri si è registrato un aumento medio del 3,2% l’anno ma questo incremento si è fermato nel 2010.