Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio sui farmaci

Scolpisci ogni parola prima di lasciarla cadere
(Oliver Wendell Holmes, giurista, Usa 1841-1935)

A cura del reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss

 

7 febbraio 2013 - Diversi tipi di studio possono essere condotti nell'ambito della ricerca clinica: gli studi osservazionali di coorte, gli studi caso-controllo, le sperimentazioni cliniche controllate, ecc. Diventa quindi importante nel documentare i risultati di una ricerca scegliere un linguaggio idoneo al tipo di studio che è stato condotto. Una scelta inappropriata delle parole può generare inaccuratezza scientifica. In un editoriale della rivista Journal of the American College of Cardiology (“Statement on Matching Language to the Type of Evidence Used in Describing Outcomes Data”) che commenta la pubblicazione di un articolo su questo argomento (“The importance of matching language to type of evidence: avoiding the pitfalls of reporting outcomes data”) viene raccomandato un linguaggio che non sopravvaluti i risultati o che non conduca ad erronee conclusioni circa il nesso di causalità quando questo non può essere stabilito. In sintesi tutti gli articoli dovrebbero essere scritti non solo in funzione della accuratezza scientifica ma anche con un linguaggio appropriato nel descrivere il livello di evidenza fornita dallo studio. Il tema è stato affrontato anche dalla rivista Jama Pediatrics con l'articolo “Spin and Boasting in Research Articles”.

 

Argomento analogo è stato affrontato dal lavoro “Bias in reporting of end points of efficacy and toxicity in randomized, clinical trials for women with breast cancer” pubblicato recentemente su Annals of Oncology. Gli autori, analizzando 164 studi clinici di fase III, relativi a farmaci contro il cancro al seno, hanno riscontrato che la maggior parte degli articoli pubblicati tendevano a minimizzare i rischi associati alle terapie e riportare risultati positivi utilizzando esiti clinicamente non rilevanti.