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bioterrorismo

Rischio antrace: aggiornamenti scientifici

Notizie di cronaca e scienza, si alternano freneticamente in questi giorni. Dati ufficiali che arrivano dal CDC (Center for Disease Control) parlano di 11 persone contagiate in Usa per via inalatoria dall’antrace, e fra queste due sarebbero state le morti accertate. Intanto In una lunga conferenza stampa tenutasi a Washington lo scorso 19 ottobre, le autorità federali statunitesi hanno spiegato che le indagini genotipiche effettuate sui ceppi di antrace usati a Washington, New York e in Florida sarebbero molto simili. Anzi indistinguibili, ma non avrebbero subito i trattamenti necessari “per essere elevati al livello di arma”.

Il crescente numero di persone colpite ha però l’effetto immediato del dilagare della paura. Tanto che sull’ultimo numero del British Medical Journal, tre ricercatori, Simon Wessely, inglese, psicologo e psichiatra, Kenneth Craig Hyams, americano, a capo del comitato di consulenza dell’Occupational and Environmental Strategic Healthcare Group, e Robert Bartolomew, australiano, sociologo, spiegano che “i danni provocati sulla psiche di intere popolazioni dal timore delle conseguenze di un attacco biologico o chimico, possono essere molto peggiori delle conseguenze stesse. Negli USA e nel mondo, si stanno già sviluppando patologie di massa di origine sociale (mass sociogenic illness) nate dal timore degli attentati”. Si stanno così già verificando casi in cui decine di persone, che per timore di essere esposte ad un attentato chimico o biologico, finiscono per svilupparne i sintomi: nausea, mal di testa, difficoltà alle vie respiratorie e così via.

Le possibili manipolazioni genetiche
“La minaccia del terrorismo biologico è reale, anche se oggi il pericolo è ancora limitato”. Per Claire Fraser, dell’Istituto per la Ricerca Genetica di Rockville e Malcom Dando, dell’Università di Bradford, la manipolazione genetica di virus e batteri potrebbe avere essere impiegata nella fabbricazione di vere e proprie “bombe a orologeria” di natura biologica. Sulle pagine di Nature Genetics ( di prossima pubblicazione e disponibili per ora solo on line) Fraser e colleghi sottolineano che ormai moltissime informazioni su pericolosi microbi patogeni,come la peste e la malaria, sono nelle banche dati alla portata di tutti.

Il pericolo maggiore potrebbe arrivare dalla produzione di particolari virus capaci di nascondersi all’interno del Dna delle vittime e lì rimanere fino a quando il rilascio di sostanze chimiche normalmente inoffensive, non ne determinano il risveglio.

Ma i due scienziati non si limitano a delineare i tratti di un possibile contagio “telecomandato”. Si azzardano a dire che anche alcune tecniche attualmente sotto studio, come l’induzione all’autodistruzione delle cellule tumorali, potrebbero rappresentare un seria minaccia in mano a terroristi o gruppi di maleintenzionati. Per essere sicuri che le tecniche dell’ingegneria genetica  vengano utilizzate per scopi benefici e non per nuocere alle persone, secondo i due ricercatori statunitensi, i biologi dovrebbero vincere la loro riluttanza a parlare delle implicazioni del loro lavoro e affrontare concretamente il problema.

 

L’àncora del batterio
E’ un risultato che “porta con se’ la promessa per lo sviluppo di un nuovo approccio al trattamento dell’antrace”, si legge su un articolo in uscita su Nature il prossimo 8 Novembre. E in tempi come questi speranze di nuove terapie sono salutate con entusiasmo ancora maggiore. Ricercatori dell’Università di Madison nel Wisconsin, hanno individuato il recettore presente nelle cellule umane a cui si aggancia la tossina PA (fattore antigene protettivo) liberata dall’antrace per entrare nella cellula assieme alle altre due tossine LF (fattore letale) e EF (fattore che porta all’edema) liberate dal battere.

Infatti il batterio attiva un processo a catena da cui si formano tre tossine. Si tratta di una proteina, nota come PA, e di due enzimi, LF e EF. I tre svolgono un complesso lavoro di equipe per superare le pareti esterne delle cellule dell’organismo. In particolare il PA non svolge un ruolo patogenico, ossia non conduce da solo alla morte della cellula, ma sfonda le barriere opposte dalla membrana cellulare e permette alle due sostanze davvero tossiche di entrare. Queste altre due interferiscono poi con svariati processi vitali della cellula e ne inducono la morte. All’Università di Wisconsin-Madison hanno descritto per la prima volta quell’ancora (il recettore cellulare), che si trova sulla superficie della cellula, a cui si aggrappa il PA. Inoltre hanno mostrato che in vitro una proteina simile a questo recettore cellulare era in grado di impedire al PA prodotto dall’antrace di attaccarsi alle cellule e in questo modo forniva una sorta di protezione contro l’azione delle tossine.

 

Alcune importanti riviste scientifiche hanno attivato pagine web con una raccolta degli articoli più significativi che sono stati pubblicati negli ultimi anni sul bio-terrorismo.

  • Su Nature si può visitare lo Speciale sull’Antrace da cui è possibile scaricare i lavori scientifici sopra citati.
  • Usamriid. E’ il sito dell’Istituto militare statunitense di ricerca medica sulla malattie infettive su cui è possibile trovare informazioni dettagliate sugli agenti biologici.
  • APIC (Association for professional infections control and epidemiology). Il sito dell’associazione statunitense è aggiornatissimo sulle vicende legate al rischio bioterrorismo.
  • Cdc (Center for Disease Control). Pagine dedicate al bioterrorismo con aggiornamenti sulla situazione statunitense.

 

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