Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Violenza domestica

Rapporto mondiale su violenza e salute

Il Rapporto mondiale sulla violenza e la salute (World report on violence and health) pubblicato dall'Oms è la prima analisi completa su scala globale del problema della violenza. Lanciato nel 2002, il Rapporto forma lo scheletro di sostegno dell'intera campagna globale sulla prevenzione della violenza. La campagna infatti mira ad aumentare la consapevolezza dell'impatto della violenza sulla salute pubblica e il ruolo che la salute pubblica può giocare nella prevenzione. Inoltre, la campagna punta a raccogliere e rafforzare le risorse umane e finanziare in questo settore, nonché a migliorare l'attuazione di strategie nazionali di prevenzione.

 

Il Rapporto si apre con la definizione e la misura della violenza nei diversi contesti sociali del mondo. Prosegue quindi andando ad analizzare l'incidenza e l'impatto dei diversi tipi di violenza per poi individuare approcci preventivi, individuali, sociali e comunitari, che consentano un'efficace prevenzione dei comportamenti violenti. Infine elenca una serie di raccomandazioni rivolte alle istituzioni locali e nazionali per agire sulla violenza e ridurne gli effetti.

 

Il Rapporto è disponibile in più lingue sul sito dell'Oms. Oltre a una consultazione del Rapporto nel suo insieme, è possibile scaricare i singoli capitoli, disponibili in inglese, francese e russo, l'abstract, un summary con le definizioni, gli strumenti di misura, i dati conclusivi delle analisi e l'elenco delle raccomandazioni per l'attuazione della campagna, nonché una fact sheet e una serie di raccomandazioni.

 

I dati e azioni preventive

Secondo il Rapporto mondiale, ogni giorno più di 500 adolescenti e giovani muore per effetto di violenza interpersonale, e tra i 3,5 e i 7,5 milioni di giovani vengono ospedalizzati ogni anno per lo stesso motivo. Una delle strategie più efficaci è l'attuazione di programmi di sviluppo sociale volti a ridurre i comportamenti aggressivi e antisociali tra gli adolescenti.

 

Tra le vittime della violenza, si contano milioni di bambini maltrattati e molestati dai propri familiari adulti. Secondo i dati Oms, l'esperienza di abuso sessuale è alla base del 4-5% di depressione, alcolismo e tossicodipendenza negli uomini e del 7-8% tra le donne. Una adeguata formazione dei genitori e un contatto continuo con le famiglie si sono dimostrate misure adatte a ridurre il rischio di maltrattamento domestico per i bambini.

 

Sono tantissime le donne uccise per mano dei propri partner. Un assassinio su due, quando la vittima è una donna, avviene infatti tra le mura domestiche, ed è spesso il risultato di una relazione ricca di episodi di violenza e abuso. In alcuni Paesi quasi il 70% delle donne ha subito una violenza fisica dal proprio partner. Una donna su quattro è stata molestata sessualmente dal proprio partner nel corso della propria vita e quasi un terzo delle adolescenti a livello mondiale sono state forzate ad avere la prima esperienza sessuale. Una misura efficace di prevenzione in questo caso è la messa a punto di programmi di educazione e di formazione, avviati fin dall'adolescenza, che mettano al centro le questioni di genere e che contribuiscano a ridurre lo sviluppo di comportamenti violenti nei ragazzi.

 

Anche gli anziani sono spesso soggetti a violenza, sia in famiglia che negli istituti dove passano gli ultimi anni della propria vita. Il numero è assai difficile da stimare, perché il problema è ancora largamente sotto considerato. Il primo passo per prevenire questo genere di violenze è proprio riconoscere la gravità del problema e cominciare a studiare apposite strategie di risposta.

Infine, elevato è anche l'impatto della violenza autoinflitta: ogni 40 secondi una persona si uccide nel mondo e per ogni suicidio ci sono tra i 10 e i 40 tentativi. Intervenire sia con misure di sostegno alle persone che manifestano disagio, sia riducendo l'accesso a strumenti e sostanze pericolose e potenzialmente letali può contribuire a ridurre significativamente questi numeri drammatici.