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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Influenza aviaria: La situazione attuale

Reparto Malattie infettive del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps), Istituto superiore di sanità
20 ottobre 2005

Come è noto, i virus dell’influenza sono caratterizzati da una estrema variabilità, e possono colpire diverse specie animali. In particolare, oltre all’uomo possono essere infettati dai virus influenzali i volatili e i suini. L’influenza che colpisce i volatili (influenza aviaria) è stata identificata per la prima volta in Italia, oltre 100 anni fa. Gli uccelli migratori, in particolare le anatre selvatiche, sono la riserva naturale dei virus dell’influenza aviaria, di cui sono noti diversi tipi. Il virus H5N1 è uno di questi e, come osservato anche per altri tipi di virus dell’influenza aviaria (per esempio H7N7, che nel 2001 ha causato in Olanda il decesso di un veterinario), può talvolta causare infezione nell’uomo.
Nei volatili, il virus H5N1 causa un’infezione grave, che rappresenta quindi una minaccia per la popolazione avicola e per gli allevamenti di pollame. Il rischio per la salute dell’uomo, invece, è molto basso, e non riguarda la popolazione generale. Infatti, come sottolineato sia dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) che dall’Oms, la trasmissione all’uomo è avvenuta in pochi casi, e in condizioni di stretto contatto con gli animali malati. Bisogna infatti ricordare che in Asia circa 150 milioni uccelli sono morti o sono stati abbattuti a causa dell’infezione da virus H5N1. Centinaia di migliaia, se non milioni, di persone sono state probabilmente esposte al virus H5N1, mentre finora sono stati identificate solo 117 persone malate. Persone che erano coinvolte nell’allevamento e nella macellazione di pollame infetto, mentre non è stata dimostrata la trasmissione né per via aerea né attraverso il consumo di carni cotte.
Quest’anno il virus è stato isolato in uccelli migratori e in pollame domestico in diverse nazioni europee (Turchia, Romania, forse Grecia), ed è possibile che anche altre nazioni lo identifichino in futuro nella popolazione aviaria.
In Italia, si sta diffondendo la percezione che l’arrivo del virus aviario H5N1 indichi l’arrivo di una pandemia influenzale nell’uomo. In realtà, il rischio legato alla circolazione del virus aviario H5N1 va tenuto separato da quello di una possibile pandemia, perché:

  • il rischio immediato per la salute umana legato al virus H5N1 è basso, e limitato ad alcune specifiche categorie di individui che sono a stretto contatto con animali potenzialmente infetti

  • sebbene una pandemia influenzale sia probabilmente inevitabile, non c’è modo di sapere quando questa arriverà e da quale virus sarà causata.

Per questo, è importante chiarire le raccomandazioni per la prevenzione di una possibile infezione da virus aviario H5N1 nelle categorie professionali a rischio, nei viaggiatori verso i Paesi dove sono stati segnalati animali infetti e nella popolazione generale italiana.

Categorie professionali a rischio (persone che allevano o macellano pollame, persone che trasportano pollame vivo, veterinari):

  • lavarsi le mani con acqua e sapone dopo il contatto con il pollame o con superfici contaminate da deiezioni

  • vaccinarsi annualmente contro l’influenza umana. La vaccinazione annuale contro l’influenza non protegge dal virus H5N1, ma ha lo scopo di ridurre il rischio di una possibile infezione contemporanea da virus dell’influenza aviaria e virus dell’influenza umana. La co-infezione è una possibilità remota, che però potrebbe portare a una ricombinazione dei virus con creazione di un nuovo virus influenzale che si può trasmettere da uomo a uomo

  • ulteriori raccomandazioni si applicano solo ai lavoratori in aree in cui è stato isolato il virus H5N1 nella popolazione aviaria

  • Viaggiatori verso nazioni in cui sono stati segnalati volatili o pollame infetto da virus H5N1 (Vietnam, Tailandia, Cambogia, Indonesia, Laos, Cina, Kazakhstan, Mongolia, federazione russa a est degli Urali, Romania, Turchia, forse Grecia)

Non vi sono restrizioni per i viaggi, ma si raccomanda ai viaggiatori di adottare alcune precauzioni:

  • evitare i contatti con pollame vivo e uccelli selvatici

  • evitare di visitare mercati dove si vendono animali vivi, o fattorie

  • evitare il contatto con superfici contaminate da feci di animali

  • evitare di toccare volatili trovati morti

  • non mangiare pollame, anatre o uova crudi o poco cotti

  • curare l’igiene personale e lavarsi spesso le mani

Non è invece raccomandato che i viaggiatori portino con sé farmaci antivirali

 

Popolazione generale italiana. La popolazione generale italiana non è a rischio; a parte le comuni norme igieniche, le uniche misure precauzionali sono:

  • non toccare volatili morti

  • cuocere bene il pollame e le uova

La vaccinazione stagionale contro l’influenza non ha alcuna relazione con l’infezione da H5N1. È raccomandata per le categorie previste dalla circolare ministeriale relativa alla stagione 2005-2006, ma non ci sono evidenze a supporto di una vaccinazione universale di tutta la popolazione.


 

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