Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Informazioni e documenti dal mondo

2008

 

27 marzo

L’Indonesia è il Paese più colpito dal virus dell’influenza aviaria malgrado gli sforzi di contenimento delle autorità nazionali e della comunità internazionale: lo ha affermato Joseph Domenech, direttore del Servizio veterinario della Fao. Leggi il notiziario (in italiano).

 

10 gennaio

È stato confermato il primo caso di influenza aviaria provocato da virus A/H5N1 in Pakistan. I test di laboratorio hanno infatti confermato la presenza del virus nei campioni provenienti da un giovane di 25 anni del Peshawar, che ha contratto una febbre respiratoria il 21 novembre, è stato ricoverato in ospedale due giorni dopo ed è morto il 28 novembre scorso. Nuovi casi umani anche in Egitto. Leggi il notiziario.

 

2007

 

10 settembre

A cura della redazione di EpiCentro, la versione in italiano (aggiornata al 27 agosto 2007) della timeline dei casi di influenza aviaria che si sono verificati sia negli uomini che negli animali, a partire dal 1996 a oggi.

 

12 luglio

Il 27 giugno 2007 Joseph Domenech, Direttore del Servizio Veterinario della Fao, ha dichiarato che la risposta all’A/H5N1 è migliorata in modo significativo negli ultimi tre anni, ma la presenza del virus rimane stabile in molti Paesi e continuerà a diffondersi. In seguito alle campagne di contenimento e controllo sull’A/H5N1 nel pollame, sono stati riscontrati solo sporadici casi tra gli esseri umani, ad eccezione di Egitto e Indonesia. Leggi il comunicato (in italiano).

Il ministero della Salute vietnamita ha confermato due nuovi casi umani di infezione da virus influenzale A/H5N1. Questi sono i primi casi umani riferiti dal Vietnam dal novembre 2005. I due casi si sono verificati in coincidenza con molti focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità tra il pollame, riportati in Vietnam tra maggio e giugno 2007. Leggi il comunicato (in italiano).
Il 15 giugno l’Oms ha annunciato di star lavorando con i produttori di vaccini per andare avanti verso la creazione di una scorta globale di vaccino contro il virus dell’influenza aviaria A/H5N1. L’annuncio fa seguito alla richiesta fatta in proposito all’Oms da parte dell’Assemblea sanitaria mondiale lo scorso maggio. Leggi il comunicato (in italiano).

 

26 aprile

La Food and Drug Administration (Fda) ha annunciato di aver approvato un vaccino umano contro il virus A/H5N1. Si tratta del primo vaccino di questo tipo approvato negli Stati Uniti. Il vaccino è stato prodotto dal St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis (Tennessee), in collaborazione con l’US National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid). Leggi l’articolo di Eurosurveillance (in italiano).

 

5 aprile

Nonostante i notevoli passi avanti registrati per tenere sotto controllo il virus ad alta patogenicità dell’influenza aviaria A/H5N1 a livello mondiale, la malattia continua a diffondersi in nuovi Paesi e in altre regioni di quegli Stati dove non si è riusciti a contenerla. Secondo la Fao, il virus continua a rappresentare una minaccia per la vita delle persone che vivono e lavorano in prossimità del pollame, a danneggiare le economie rurali, e a ridurre la disponibilità di carne di pollo. Leggi il comunicato (in italiano).

22 marzo

Alcuni ricercatori dell’Università “Irvine”, California, Usa (UCI) hanno combinato dati genetici e geografici del virus dell’influenza aviaria A/H5N1 per ricostruire la loro storia degli ultimi dieci anni. Hanno così scoperto che diversi ceppi virali hanno avuto origine nella provincia cinese del Guangdong, oltre ad aver identificato molti percorsi attraverso i quali i ceppi si sono diffusi a livello regionale e internazionale. Lo studio, apparso nell’edizione on line della rivista scientifica Pnas il 13 marzo 2007, offre la prima analisi statistica dettagliata sulla distribuzione geografica del ceppo di influenza aviaria A/H5N1.

 

1 marzo 2007
Il ministero della Salute del Laos ha confermato il primo caso umano di influenza aviaria, provocato dal virus A/H5N1. Si tratta di una ragazza di 15 anni proveniente da Vientiane. Leggi il comunicato (in italiano).

Nell’aprile del 2006, un editoriale della rivista Lancet Infectious Diseases ha messo in dubbio le responsabilità della diffusione del virus A/H5N1 ad alta patogenicità a carico degli uccelli migratori. Stefano Marangon (Izs Venezie) discute del ruolo delle rotte migratorie e delle rotte commerciali nella diffusione della malattia, visti anche i recenti focolai che hanno colpito l’Europa (prima in Ungheria e poi in Gran Bretagna) e il loro possibile legame diretto, al momento al vaglio degli esperti.

 

22 febbraio 2007
Il 15 e il 16 febbraio 2007 si è svolto all’Oms il meeting sui progressi nello sviluppo del vaccino per l’influenza pandemica. Al momento sono stati completati, o sono ancora in corso, più di 40 trial clinici. La maggior parte coinvolgono adulti sani. Alcune aziende, dopo aver completato gli studi di biosicurezza negli adulti, hanno iniziato trial clinici in anziani e bambini. Tutti i vaccini si sono dimostrati sicuri e ben tollerati in ogni tipologia di persone sottoposte ai test. Malgrado i progressi, però, l’Oms ha sottolineato la carenza della capacità produttiva da parte dell’industria nel rispondere alla domanda di vaccino in caso di influenza pandemica globale: la capacità attuale stimata è infatti inferiore a 400 milioni di dosi all’anno per il vaccino trivalente contro l’influenza stagionale. Leggi il comunicato dell’Oms (in italiano).
La Fao esorta la Nigeria a rafforzare le misure di controllo negli allevamenti e nei mercati avicoli, per evitare la diffusione dell’influenza aviaria e ridurre il rischio di ulteriori casi umani. L’agenzia delle Nazioni Unite ha reso noto che nel Paese africano il virus è tuttora in circolazione tra il pollame, e negli ultimi mesi focolai sono stati riscontrati in almeno 10 Stati. Il virus si è diffuso con tutta probabilità lungo le principali rotte commerciali interne della Nigeria. Questo mette a rischio i Paesi vicini, per via dei trasporti non controllati di volatili oltreconfine. Leggi il comunicato della Fao (in italiano).

 

8 febbraio

In via precauzionale, la Fao raccomanda che nelle aree dove si sono verificati focolai di aviaria nel pollame o nei volatili selvatici, ci si assicuri che i gatti siano tenuti separati dai volatili, fintanto che esista un pericolo di contagio. La Fao avvierà studi sul campo a Giava, nelle zone dove il virus H5N1 è diffuso e dove si sono verificate morti di felini, per analizzare il loro ruolo nella trasmissione della malattia. La ricerca sarà poi estesa ad altre parti dell’Indonesia e in altri Paesi. Leggi il comunicato (in italiano).

Secondo l’Oms, sono premature le conclusioni sulla resistenza del virus H5N1 ai farmaci in Egitto: i virus A/H5N1 isolati in Egitto, che presentavano una mutazione associata a una riduzione della sensibilità all’osteltamivir, non sono infatti sufficienti a dedurre conclusioni a livello clinico. Lo ha affermato a Ginevra nel corso di una teleconferenza David Heymann, rappresentante dell'Oms per l'influenza aviaria. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

Confermato in Nigeria il primo decesso per influenza aviaria: si tratta di una giovane donna di Lagos. Le persone entrate in contatto con la ragazza sottoposte a follow up non hanno mostrato sintomi fino al doppio del tempo del periodo di incubazione previsto per l’influenza aviaria. Sono in corso ulteriori indagini per identificare la fonte dell’infezione per la giovane donna deceduta. Il virus A/H5N1 dell’influenza aviaria è stato individuato in focolai nel pollame in Nigeria e, come è avvenuto in altri Paesi, ci si aspetta che si possano verificare sporadici casi di infezione tra gli esseri umani. Leggi il comunicato (in italiano).

 

1 febbraio

Negli ultimi mesi sono stati registrati diversi nuovi focolai di influenza aviaria, soprattutto in Asia orientale e in alcuni Paesi africani. Anche se la diffusione è minore rispetto all’anno scorso, la Fao ed Eurosurveillance avvertono che non è il caso di abbassare la guardia, anche perché in alcuni Paesi continuano a registrarsi nuovi casi di contagio all’uomo. Fra le misure più importanti per affrontare la situazione, la Fao suggerisce di coinvolgere gli allevatori nella sorveglianza. L’obiettivo finale, per evitare rischi futuri di pandemia, resta l’eradicazione del virus. Leggi l’articolo completo.

 

25 gennaio

Due virus con una mutazione genetica, responsabili di due casi umani di influenza aviaria da virus A/H5N1, verificatisi in Egitto, hanno mostrato, attraverso test di laboratorio, una suscettibilità leggermente ridotta all’oseltamivir. Fino a oggi, non c’è indicazione che la resistenza all’oseltamivir sia diffusa in Egitto o in altre aree. L’Oms, infatti, non ha proposto alcuna modifica alle linee guida per il trattamento antivirale pubblicate a giugno 2006, per le persone infettate dal virus A/H5N1, in quanto il livello di resistenza clinica rispetto a queste mutazioni non è ancora stato stabilito. I test in corso indicano che la riduzione della sensibilità del virus al farmaco è infatti moderata. Non cambia, quindi, il livello di allerta pandemia che rimane alla fase 3.

Leggi il comunicato dell’Oms (in italiano).

 

2006

 

16 novembre

Secondo un rapporto pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), un nuovo sottotipo di virus H5N1, detta variante Fujian, sembra essere diventato il ceppo predominante dell’influenza aviaria che sta circolando nel pollame in gran parte dell’Asia. Secondo Fao e Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) non si tratta comunque di un fatto sorprendente. Leggi il comunicato (in italiano).

 

3 agosto

Il ministero della Salute tailandese ha confermato un caso umano di influenza aviaria da H5N1. Questo caso, il primo nell’uomo riportato in Thailandia nel 2006, coincide con una ripresa in alcune zone del Paese dell’epidemia di H5N1 fra gli animali.

Leggi il comunicato (in italiano).

 

6 luglio

L'Oms ha pubblicato una bozza, aggiornata al 30 maggio 2006, del protocollo di risposta rapida e contenimento della pandemia. Si tratta di un documento non definitivo che sarà aggiornato via via che saranno disponibili nuove informazioni sulla situazione epidemiologica globale in corso. Scarica il documento (in italiano nella traduzione a cura della redazione di EpiCentro).
L’ultimo numero di Weekly Epidemiological Record, pubblicato online dall’Oms, presenta i risultati della prima analisi dei dati epidemiologici relativi a tutti i 205 casi nell’uomo di H5N1 confermati dall’Oms, da dicembre 2003 fino al 30 aprile 2006. Anche se la qualità e l’affidabilità delle informazioni raccolte non sono le stesse in tutti i Paesi, è stato comunque possibile giungere a diverse conclusioni. Scarica il bollettino e leggi il comunicato (in italiano).

 

8 giugno
Le autorità sanitarie indonesiane e l’Oms hanno monitorato i casi di sindromi simil-influenzali in quattro infermiere che avevano curato i pazienti con infezione da H5N1 confermata. I test hanno confermato che nessuna di loro è stata infettato dal virus dell’influenza aviaria. Leggi il comunicato (in italiano).

 

1 giugno

Dopo gli ultimi casi registrati nell’uomo in Indonesia e basandosi sulle attuali evidenze, l’Oms ha concluso che il livello attuale di allerta pandemia è appropriato e non deve essere corretto. L'attuale stato di allerta è: livello 3.

Le autorità sanitarie indonesiane e l’Oms hanno rafforzato la risposta ai casi riscontrati nel cluster familiare del villaggio di Kubu Simbelang, distretto di Karo, nel nord di Sumatra. Ad oggi sono stati identificati e messi sotto regime di quarantena volontaria 54 persone del cluster familiare sopravvissute e altri venuti a stretto contatto con loro. Tutte questi, ad eccezione dei bambini e delle donne incinte, sono curati con antivirali (oseltamivir) per scopi profilattici. Operatori sanitari visitano quotidianamente queste persone controllando i sintomi. È in atto, inoltre, una sorveglianza casa per casa per monitorare la comparsa di malattie di tipo influenzale nelle 400 famiglie del villaggio.
Il ministro della salute indonesiano ha confermato altri sei casi di infezione umana da virus dell’influenza aviaria H5N1, di cui tre fatali. Nessuno dei nuovi casi è associato al cluster familiare di Karo, nel Nord di Sumatra. I casi sono diffusi in tutto il Paese. Leggi il comunicato (in italiano).

 

25 maggio

Il ministero della Salute indonesiano ha confermato l’esistenza di un cluster di sette casi (sei decessi) di infezione umana da virus H5N1. Tutti e sette i casi sono membri della stessa famiglia, del villaggio di Kubu Sembelang, distretto di Karo, nord dell’isola di Sumatra.

Tutti i casi potrebbero essere stati provocati da una stretta e prolungata esposizione al primo paziente, quando questi versava in gravi condizioni. Nonostante la trasmissione diretta da uomo a uomo del virus non possa essere esclusa, sono ancora al vaglio ipotesi alternative.

Al momento non c’è traccia di un contagio più esteso tra gli altri membri della famiglia, né nella popolazione generale. Non si è mai verificato nemmeno un passaggio rapido ed efficiente del virus da uomo a uomo. È stato completato il sequenziamento di due virus isolati nei casi del cluster familiare: i virus isolati sono simili a quelli identificati nel pollame durante una precedente epidemia scoppiata nel nord di Sumatra.

Leggi il comunicato (in italiano).

 

18 maggio

Il ministero della Salute del Gibuti ha confermato il primo caso nel Paese di infezione umana da virus dell’influenza aviaria H5N1. La persona colpita è una bambina di 2 anni di un piccolo villaggio rurale nel distretto di Arta. Ha sviluppato i sintomi il 23 aprile e al momento è in condizioni stabili con sintomi persistenti.
Leggi il comunicato (in italiano).

 

20 aprile

L’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) e la Fao confermano che le specie animali coinvolte nella trasmissione e diffusione del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 sono fondamentalmente uccelli domestici e selvatici. Leggi il comunicato (in italiano).

Il ministero della salute egiziano ha riferito all’Oms il dodicesimo caso umano di infezione da virus H5N1 del Paese. Si tratta di una giovane diciottenne, ricoverata l’11 aprile, che ora si trova in ospedale in condizioni stabili. Leggi il comunicato (in italiano).

L’Indonesia ha confermato il trentaduesimo caso umano di influenza aviaria da H5N1 del Paese. Leggi il comunicato (in italiano).
Il ministero della sanità cinese ha confermato il diciassettesimo caso umano di influenza aviaria da H5N1 del Paese. Leggi il comunicato (in italiano).

 

13 aprile

Nonostante la presenza del virus H5N1 sia stata confermata in 45 Paesi di 3 continenti diversi, minacciando vite umane e comprimendo i prezzi del pollame in numerose regioni, gli sforzi messi in atto negli allevamenti per combattere il virus stanno lentamente dando i loro frutti su diversi fronti. Leggi il comunicato della Fao (in italiano).

Il ministro della salute egiziano ha dato notizia dell’undicesimo caso umano di influenza aviaria da virus H5N1 e del terzo decesso nel Paese. Leggi il comunicato (in italiano).

La Cambogia conferma il sesto caso umano di influenza aviaria da H5N1 del Paese: si tratta di un ragazzo di 12 anni della provincia sud-orientale di Prey Veng, al confine con il Vietnam. Leggi il comunicato (in italiano).
Il ministero della Salute dell’Indonesia ha confermato il trentunesimo caso umano di influenza aviaria da H5N1 del Paese. Si tratta di un ragazzo di 23 anni che lavorava come allevatore di polli nella parte occidentale di Java. Leggi il comunicato (in italiano).

 

6 aprile

Salgono a 4 i pazienti risultati positivi all’H5N1 in Egitto. Due sono deceduti, mentre due sono completamente guariti e sono già stati dimessi dall’ospedale. Leggi il comunicato (in italiano).
L’Indonesia ha confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus H5N1. Si tratta di una bambina di 20 mesi che viveva a Kapuk, a ovest di Giacarta. La bambina ha sviluppato sintomi (febbre e tosse) il 17 marzo, è stata ricoverata il 22 marzo ed è morta il giorno dopo. Leggi il comunicato (in italiano).

 

30 marzo

L'Oms ha pubblicato una bozza (aggiornata al 17 marzo 2006) del protocollo di risposta rapida e contenimento della pandemia. Si tratta di un documento non definitivo che sarà aggiornato via via che saranno disponibili nuove informazioni sulla situazione epidemiologica globale in corso. Scarica il documento (in italiano nella traduzione a cura della redazione di EpiCentro).

La Cambogia ha confermato il primo caso di infezione umana da parte del virus dell’influenza aviaria H5N1 del Paese. Era da quasi un anno che non si verificano casi nell’uomo nel Paese asiatico. Leggi il comunicato (in italiano).
Il ministero della salute cinese ha confermato il sedicesimo caso di infezione umana da parte del virus H5N1, il primo riportato nella città di Shangai. Leggi il comunicato (in italiano).
Le autorità egiziane hanno confermato il secondo caso mortale di infezione umana da parte del virus dell’aviaria. Si tratta di una donna di 30 anni del governatorato di Qaliubiya, vicino al Cairo, che ha sviluppato i sintomi il 12 marzo dopo aver macellato dei polli a casa. Leggi il comunicato (in italiano).

 

23 marzo

Degli undici pazienti sotto osservazione in Azerbaijan per una possibile infezione da H5N1, sette sono risultati positivi al virus. Di questi, cinque sono morti. Leggi il comunicato (in italiano).

Il ministero della Salute egiziano ha dato notizia del primo caso umano di infezione da virus dell’influenza aviaria H5N1 nel Paese. Si tratta di una donna di trent’anni del governatorato di Qaliubiy, nei pressi del Cairo, deceduta a metà marzo. Leggi il comunicato (in italiano).

L’Oms ha aggiornato le raccomandazioni relative all’uso e alla somministrazione dell’antivirale oseltamivir, sia per quanto riguarda il trattamento che la profilassi dell’influenza.

Leggi le raccomandazioni (in italiano).

 

16 marzo
Primi casi di aviaria nell’uomo in Azerbaijan, tutti mortali: tre ragazze sono decedute dopo aver sviluppato rapidamente febbre e polmonite. Il virus ad alta patogenicità H5N1 è presente nel Paese caucasico dall’inizio di febbraio, quando sono stati registrati focolai prima in volatili selvatici, poi in allevamenti domestici.
Leggi i comunicati (in italiano)
Il ministero della Salute indonesiano ha confermato la scoperta di altri due casi umani di infezione dovuta al virus dell’influenza aviaria H5N1.
Leggi i comunicati (in italiano).

 

9 marzo
Dopo il gatto, le autorità tedesche hanno confermato l'infezione da H5N1 in una seconda specie di mammifero, la faina. Si tratta del primo caso di infezione da virus dell'influenza aviaria in questa specie (Martes foina). Leggi il comunicato (in italiano).
L'epidemia di influenza aviaria da H5N1 ad alta patogenicità in Nigeria, confermata per la prima volta in un singolo allevamento l'8 febbraio, si è ormai diffusa in diverse parti del Paese. Sinora sono stati rilevati focolai epidemici in più di 130 allevamenti in 11 delle 37 regioni del Paese. Leggi il comunicato (in italiano).
Al termine di tre giorni di un dibattito fra 70 esperti di sanità pubblica, conclusosi a Ginevra, il piano operativo per contenere il principio di pandemia umana di influenza comincia a prendere la forma definitiva. Leggi il comunicato (in italiano).

Il ministro della Salute cinese ha annunciato la conferma di laboratorio del quindicesimo caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Leggi il comunicato (in italiano).

 

2 marzo

La Fao dichiara che il virus H5N1 continua a diffondersi tra il pollame nigeriano e potrebbe causare un disastro regionale, nonostante gli intensi sforzi effettuati dalle autorità per contenerne la diffusione. Leggi il comunicato (in italiano).

La conferma della presenza in Niger del virus dell'influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità segna la diffusione del virus in un altro paese dell'Africa sub-sahariana. Leggi il comunicato (in italiano).

Sull'ultimo bollettino della Fao, gli aggiornamenti sulla situazione in corso e le preoccupazioni per una possibile diffusione del virus nei Paesi confinanti con la Nigeria.

Il ministro della salute cinese ha confermato in laboratorio altri due casi umani di influenza aviaria da H5N1. Entrambi i pazienti sono in gravi condizioni. Leggi il comunicato ((in italiano)

Anche Giacarta conferma un altro caso umano di influenza aviaria da H5N1. Si tratta di una donna di 27 anni della provincia occidentale di Java, che ha sviluppato i sintomi il 13 febbraio ed è morta il 20 febbraio. Leggi il comunicato (in italiano).

 

23 febbraio

L'Oms ha pubblicato la bozza del protocollo per la risposta rapida e il contenimento dell'influenza pandemica. Si tratta di un documento "aperto", suscettibile di essere continuamente aggiornato e modificato in base all'evoluzione della situazione epidemiologica mondiale.

Scarica il documento (in italiano nella traduzione a cura della redazione di EpiCentro).
Il 18 febbraio le autorità indiane hanno confermato la prima epidemia nei polli di influenza aviaria da H5N1 ad alta patogenicità del Paese. La malattia è stata individuata in diversi allevamenti del sotto-distretto di Navapur, nello stato occidentale di Maharashtra.
Leggi il comunicato ((in italiano).
Il riscontro della malattia in India rientra nella tendenza generale alla rapida diffusione geografica del virus fra gli uccelli riscontrata nelle ultime settimane. L'India è solo uno dei 13 Paesi che dall'inizio di febbraio hanno riportato il loro primo caso di infezione da H5N1 fra gli uccelli.
Leggi il comunicato (in italiano).
L'epidemia di influenza aviaria da H5N1 fra i polli, confermata l'8 febbraio in un allevamento della regione di Kaduna, si è diffusa in diversi allevamenti di numerose regioni limitrofe. Fino a oggi non sono stati riportati casi umani.
Leggi il comunicato ((in italiano).

Il ministro della salute iracheno ha confermato il secondo caso umano di infezione aviaria da H5N1 nel paese. Il caso, rivelatosi fatale, si riferisce a un uomo di 39 anni della provincia settentrionale di Sulaimaniyah.

 

20 febbraio

L'Organizzazione mondiale della sanità ha ricostruito, dal 1996 a oggi, tutte le tappe della diffusione del virus H5N1, dai focolai negli animali e nell'uomo nel Sud est asiatico fino ai recenti casi in Europa. Scarica il documento (in italiano nella traduzione a cura della redazione di EpiCentro).

 

16 febbraio

Il ministro della Sanità cinese ha riferito di aver rinvenuto l'undicesimo e il dodicesimo caso umano di influenza aviaria da H5N1. Si tratta di due giovani contadine di 26 e 27 anni che vivevano rispettivamente nella provincia sud-orientale di Fujian e nella provincia meridionale di Hunan. Leggi i due comunicati (in italiano).

Il ministro indonesiano della Sanità ha dato conferma di ulteriori due casi di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. In entrambi i casi le vittime sono decedute.
Leggi il comunicato (in italiano).

 

Dal 2003 il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

2003

2004

2005

2006

Totale

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

Cambogia

0

0

0

0

4

4

0

0

4

4

Cina

0

0

0

0

8

5

4

3

12

8

Indonesia

0

0

0

0

17

11

9

8

26

19

Iraq

0

0

0

0

0

0

1

1

1

1

Thailandia

000

0

17

12

5

2

0

0

22

14

Turchia

0

0

0

0

0

0

12

4

12

4

Viet Nam

33

3

29

20

61

19

0

0

93

42

Totale

3

3

46

32

94

41

26

16

170

92

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 20 febbraio 2006)

14 febbraio

I Paesi confinanti con la Nigeria devono rafforzare la sorveglianza e i controlli alle frontiere: il virus H5N1, infatti, si diffonde con la circolazione di animali infetti. La Fao e l'Oie hanno fatto un appello alle autorità veterinarie della Nigeria a chiudere immediatamente i mercati di pollame negli stati di Kaduna e Kano e nelle regioni limitrofe.

Leggi il comunicato (in italiano).

Sul sito della Fao è possibile consultare una serie di mappe che permettono di fotografare la situazione in corso e l'andamento della diffusione del virus H5N1 negli ultimi mesi in Asia, Europa e Africa. Di particolare interesse la mappa dei focolai che, da ottobre a oggi, sono esplosi in Turchia ed Europa. Per quanto riguarda la Nigeria, sono on line la mappa con il focolaio identificato all'inizio di febbraio e quella relativa alla densità del pollame presente sul territorio del Paese africano.
Sull'ultimo bollettino della Fao, gli aggiornamenti sulla situazione in corso e le preoccupazioni per una possibile diffusione del virus nei Paesi confinanti con la Turchia e in Africa. C'è anche un rischio concreto legato ai flussi migratori per la prossima primavera.

 

9 febbraio

Il ministero della Salute ha annunciato che, presso il Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (Padova), è stato isolato un campione positivo al virus H5N1 ad alta patogenicità in un allevamento di volatili domestici a Kaduna, in Nigeria. Si tratta del primo isolamento di H5N1 nel continente africano.

 

In Iraq il primo caso nell'uomo, verificatosi in una ragazza di 15 anni che viveva nella parte settentrionale del Paese, rappresenta una novità: si tratta infatti della prima volta che la diagnosi nell'uomo viene confermata anche in assenza di un focolaio confermato negli animali. Un team di esperti si trova ora nella zona di Erbil e Sulaimaniyah, nel nord del Paese.

Leggi il comunicato (in italiano).

Il ministro della salute indonesiano ha confermato altri 4 casi di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1, di cui due fatali. Con questi nuovi casi confermati, il totale in Indonesia sale a 23, di cui 16 fatali.

 

Dal 2003 il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

2003

2004

2005

2006

Totale

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

Cambogia

0

0

0

0

4

4

0

0

4

4

Cina

0

0

0

0

8

5

3

2

11

7

Indonesia

0

0

0

0

17

11

6

5

23

16

Iraq

0

0

0

0

0

0

1

1

1

1

Thailandia

000

0

17

12

5

2

0

0

22

14

Turchia

0

0

0

0

0

0

12

4

12

4

Viet Nam

33

3

29

20

61

19

0

0

93

42

Totale

3

3

46

32

94

41

22

12

166

88

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 9 febbraio 2006)

2 febbraio

L'Oms ha pubblicato una bozza, aggiornata al 27 gennaio 2006, del protocollo di risposta rapida e contenimento contro l'influenza aviaria. Si tratta, appunto, di un documento non definitivo che sarà aggiornato via via che saranno disponibili nuove informazioni sulla situazione epidemiologica globale in corso.

Il ministro della salute iracheno ha confermato il primo caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1 in Iraq. Si tratta di una ragazza di 15 anni morta il 17 gennaio a causa di gravi complicanze respiratorie, con sintomi compatibili con una diagnosi di influenza aviaria da H5N1. Leggi il comunicato (in italiano).

 

Dal 2003 il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

2003

2004

2005

2006

Total

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

casi

morti

Cambogia

0

0

0

0

4

4

0

0

4

4

Cina

0

0

0

0

8

5

2

2

10

7

Indonesia

0

0

0

0

16

11

3

3

19

14

Iraq

0

0

0

0

0

0

1

1

1

1

Thailandia

0

0

17

12

5

2

0

0

22

14

Turchia

0

0

0

0

0

0

12

4

12

4

Viet Nam

33

3

29

20

61

19

0

0

93

42

Totale

3

3

46

32

94

41

18

10

161

86

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 2 febbraio 2006)

26 gennaio

In seguito ai casi di influenza aviaria registrati nelle ultime settimane in Turchia, l'Oms presenta la scheda aggiornata sulla malattia, con tutte le informazioni utili su: la malattia nei volatili, il ruolo degli uccelli migratori, i Paesi colpiti da epidemie nei volatili, storia ed epidemiologia, la valutazione di possibili casi, le caratteristiche cliniche e i Paesi colpiti da casi umani di influenza aviaria.

Leggi le fact sheet dell'Oms (in italiano, in inglese).

Il ministro della salute indonesiano ha confermato altri due casi di influenza aviaria nell'uomo, entrambi fatali: si tratta di due fratelli, una ragazza di 13 anni e un bambino di 4. Le indagini condotte dalle autorità sanitarie hanno identificato un grosso focolaio tra il pollame domestico dei vicini: entrambi i ragazzi erano entrati in stretto contatto con i polli malati e morti. Leggi il comunicato originale.

Anche Pechino riporta due nuovi casi di infezione da H5N1 in due donne di 29 e 35 anni originarie della provincia di Sichuan, entrambe decedute. I due casi si sono verificati in diverse prefetture, distanti 150 km l'una dall'altra. Un'epidemia di influenza aviaria aveva colpito pollame nella provincia cinese di Sichuan alla fine di dicembre 2005. Leggi il comunicato originale.

Secondo la Fao, attraverso lo scambio commerciale e la mobilità di persone e animali, il virus dell'influenza aviaria potrebbe contaminare durante la prossima primavera altre regioni, come l'Africa, il Mar Nero, il Caucaso e il vicino oriente.

Leggi il comunicato (in italiano).

 

19 gennaio

In Turchia sono saliti a 21 i casi di influenza aviaria nell'uomo. Il ministero della Sanità turco ha infatti confermato un nuovo caso nell'est del Paese, nella provincia di Erzurum. Tutti i soggetti colpiti sono stati ricoverati in ospedale nei primi dieci giorni di gennaio. Non c'è comunque alcuna indicazione di una trasmissione diretta da uomo a uomo del virus.

Indagini condotte nella maggior parte delle zone più colpite del Paese hanno permesso di verificare un'ottima consapevolezza e conoscenza della malattia e dei fattori di rischio nella popolazione. Una situazione quindi positiva, accompagnata anche da un cambiamento dei comportamenti a rischio.
Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

 

18 gennaio

Confermati altri due casi di infezione umana in due bambini di Dogubeyazit, provincia di Agri. Come per tutti gli altri casi umani registrati in Turchia, entrambi hanno sviluppato i sintomi della malattia dopo essere stati esposti a pollame infetto. Salgono così a 20 i casi umani confermati (4 mortali), nessuno dei quali, però, provocato da trasmissione diretta da uomo a uomo del virus. Confermati anche 19 focolai epidemici nel pollame, in 12 delle 81 province del Paese. Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

L'Oms ha intanto completato l'analisi genetica dei virus isolati dai primi due casi fatali di influenza aviaria nell'uomo registrati in Turchia. Si tratta di virus molto simili a quelli isolati negli uccelli, correlati anche ai virus isolati durante l'epidemia che si è verificata ad aprile fra gli uccelli migratori della riserva naturale del lago di Qinghai, in Cina. Uno dei virus isolati dai pazienti ha mostrato delle mutazioni a livello del sito di legame con il recettore.

Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

L'Indonesia, infine, ha confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Si tratta di una giovane donna di 29 anni che lavorava come ostetrica nel reparto materno-infantile di un ospedale di Giacarta. La donna era stata a stretto contatto con pollame malato.

Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

 

Dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

17

12

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

8

5

Turchia 4 2
Totale

148

79

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 14 gennaio 2006)

12 gennaio

Si è aperta oggi a Tokyo una conferenza internazionale di due giorni, organizzata congiuntamente dal Giappone e dall'Oms, per valutare le forme di lotta contro una possibile pandemia causata dalla diffusione del virus H5N1, ormai giunto alle porte dell'Europa.
Leggi il comunicato (in italiano).

 

11 gennaio
La Fao avverte che il virus H5N1 potrebbe diventare endemico in Turchia e rappresentare così un serio rischio per tutti i Paesi vicini. Dovrebbe cessare ogni movimento di pollame nelle aree dove si sono già manifestati focolai, se non quando consentito dai veterinari.
Leggi il comunicato (in italiano).
Ankara, intanto, ha lanciato una serrata campagna nazionale di sensibilizzazione per aiutare a ridurre il rischio di nuovi casi nell'uomo e a controllare l'infezione fra gli uccelli. I test condotti nei laboratori turchi hanno confermato il quindicesimo caso umano di infezione da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1.
Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).
Dalle prime indagini non sembra comunque che il virus abbia acquisito una maggiore capacità di trasmettersi direttamente da persona a persona.
Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).
Anche la Cina conferma un altro caso di infezione umana da virus H5N1. Il paziente, un bambino di 6 anni della provincia meridionale di Hunan, ha sviluppato febbre e polmonite il 24 dicembre scorso. Fino a oggi, degli otto casi registrati in Cina, cinque sono risultati fatali.
Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

 

Dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

16

11

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

8

5

Turchia 4 2
Totale

147

78

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 10 gennaio 2006)

 

9 gennaio
Il ministro della salute turco conferma quattro casi di infezione umana (di cui due mortali) da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Gli ultimi sono due bambini, rispettivamente di 5 e 8 anni, entrambi ricoverati. Il ministro ha anche dichiarato la morte di una terza persona, una ragazzina di 12 anni, presumibilmente a causa del virus H5N1: la ragazza, morta il 6 gennaio, è sorella dei due bambini deceduti. Un quarto bambino della stessa famiglia, di sei anni, è a sua volta ricoverato. Sono in corso test di laboratorio su campioni prelevati da questi pazienti. Leggi il comunicato dell'Oms (in italiano).

 

Dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

16

11

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

7

3

Turchia

4

2

Totale

146

76

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 7 gennaio 2006)

 

5 gennaio
L'Organizzazione mondiale della sanità segue costantemente l'evolversi della situazione in Turchia e fa il punto sui casi sospetti registrati nella provincia orientale di Van. Leggi il comunicato ufficiale.
Il ministro della salute cinese ha confermato un altro caso di infezione umana da virus H5N1 dell'influenza aviaria. Il caso riguarda una donna di 41 anni della provincia di Fujian. Ha sviluppato sintomatologia febbrile seguita polmonite il 6 dicembre ed è stata ricoverata in ospedale due giorni dopo. La paziente è morta il 21 dicembre. Il 13 i primi test di laboratorio su campioni provenienti dalla paziente sono risultati negativi per l'H5N1, ma ulteriori esami condotti il 23 dicembre (compresi test Pcr effettuati nel Centro cinese per il controllo delle malattie di Pechino) sono poi risultati positivi. Nessun membro della famiglia ha sviluppato i sintomi. Non è stato confermato alcun contatto diretto con dei volatili prima della comparsa della malattia. Si tratta del settimo caso confermato in laboratorio di infezione umana in Cina da virus H5N1 dell'influenza aviaria. Di questi casi, tre sono risultati fatali. Finora la Cina ha riportato casi umani in sei tra regioni e province: Hunan, Anhui, Guangxi, Liaoning, Jiangxi and Fujian.
In Indonesia, il ministro della Salute ha confermato due altri casi di infezione umana da virus H5N1. Il primo riguarda un bambino di 8 anni di Giacarta, che ha sviluppato i sintomi di febbre e tosse l'8 dicembre, è stato ricoverato il 13 ed è morto il 15. Nessun membro della famiglia ha sviluppato i sintomi. Sono state disposte comunque indagini per scoprire la fonte dell'infezione. Il secondo caso riguarda un uomo di 39 anni della parte orientale di Giacarta. Inizialmente ha sviluppato sintomi di febbre, mal di testa, tosse e difficoltà respiratorie il 9 dicembre. È stato ricoverato l'11 ed è morto il giorno dopo. I membri della sua famiglia sono stati posti sotto osservazione. Questi nuovi casi portano il bilancio delle infezioni umane in Indonesia a 16. Di questi, 11 sono risultati fatali.

 

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

16

11

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

7

3

Totale

142

74

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 30 dicembre 2005)

 

2005

 

22 dicembre
In Cina salgono a sei le persone colpite dal virus H5N1. Il ministro della salute cinese ha infatti confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Si tratta di un uomo di 35 anni che vive nella provincia sud-orientale di Jiangxi. Il 4 dicembre l'uomo ha sviluppato febbre, seguita da polmonite. Al momento è ricoverato in ospedale, nel reparto di terapia intensiva. Le autorità hanno confermato la presenza di un virus del sottotipo H5 fra le papere presenti nei dintorni della casa dell'uomo. Anche i familiari e le persone a stretto contatto con lui sono state messe sotto osservazione. Ad oggi sono cinque le province o le regioni cinesi in cui sono stati riportati casi umani di influenza aviaria: Hunan, Anhui, Guangxi, Liaoning e Jiangxi.

L'efficacia dell'antivirale oseltamivir nel combattere l'influenza aviaria è stata messa in discussione da un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine da ricercatori del British Wellcome Trust della Oxford University, coordinati da Jeremy Farrar. Lo studio ha preso in esame otto cittadini vietnamiti infettati dal virus H5N1. In due di questi il virus è diventato ben presto resistente alla terapia a base di oseltamivir. In particolare, il caso è preoccupante per il primo paziente, una ragazza di 13 anni che all'inizio sembrava rispondere bene alla terapia e stabilizzarsi. Poi però, una volta che il virus è mutato nella forma più aggressiva, è peggiorata rapidamente fino alla morte. La terapia era stata iniziata per tempo, quando la madre della ragazza era morta proprio a causa dell'influenza.
In un editoriale pubblicato sulla rivista, gli esperti sottolineano come quanto riportato da Farrar sia preoccupante. Lo studio segnala infatti che quattro degli otto pazienti sottoposti alla terapia antivirale sono sopravvissuti, ma comunque, secondo quanto dichiara Alan Hay del Centro per l'influenza dell'Oms, "ci sono ormai preoccupazioni sull'uso di questi farmaci per trattare le persone infette".

 

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

14

9

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

6

2

Totale

139

71

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 16 dicembre 2005)

 

16 dicembre
Il ministro della salute dell'Indonesia ha confermato un altro caso di infezione umana dal virus H5N1 dell'influenza aviaria. Il caso riguarda un uomo di 35 anni di Giacarta, che ha sviluppato sintomi di febbre, tosse e difficoltà respiratorie il 6 novembre, è stato ricoverato in ospedale il 9 ed è morto il 19 dello stesso mese. Vai al comunicato dell'Oms (in inglese).

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

14

9

Thailandia

22

14

Vietnam

93

42

Cina

5

2

Totale

138

71

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 14 dicembre 2005)

 

7 dicembre

Non ci sono rischi nel mangiare ogni genere di pollame, se cotto a dovere. Nessun volatile proveniente da stormi infetti, però, deve entrare nella catena alimentare. È quanto affermano la Fao e l'Oms in un comunicato congiunto distribuito alle autorità nazionali che vigilano sulla sicurezza igienico e sanitaria degli alimenti. Il documento è rivolto in particolare ai Paesi in cui sono stati registrati focolai di influenza aviaria nel pollame. Leggi la traduzione del documento congiunto Fao-Oms e la traduzione del rapporto Infosan, entrambi a cura della redazione di EpiCentro.

Il ministro della Salute indonesiano ha confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1 in una giovane donna di 25 anni di Tangerang, città a ovest di Jakarta. Il 17 novembre la donna aveva sviluppato alcuni sintomi come febbre e dolori di stomaco, seguiti da tosse e difficoltà respiratorie. Il 23 novembre è stata ricoverata in ospedale, dove è morta due giorni dopo. Dall'anamnesi è emerso che la donna era stata esposta per lungo tempo a pollame infetto che circolava nei pressi della sua abitazione. Il ministero dell'Agricoltura ha avviato analisi di laboratorio sul pollame e su campioni ambientali. Tutte le persone che sono state a stretto contatto con la donna vengono costantemente monitorate.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

13

8

Thailandia

21

13

Vietnam

93

42

Cina

3

2

Totale

134

69

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 6 dicembre 2005)

 

2 dicembre
Il ministro indonesiano della Salute ha confermato un nuovo caso di infezione umana da virus H5N1. Riguarda un ragazzo di 16 anni della provincia di occidentale Giava. È in condizioni stabili. Su invito del ministro cinese della Salute, l'Oms sta partecipando a una missione congiunta nella provincia di Anhui per indagare sulle circostanze in cui sono stati recentemente segnalati due casi di infezione umana in quella provincia.
Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

12

7

Thailandia

21

13

Vietnam

93

42

Cina

3

2

Totale

133

68

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 29 novembre 2005)

 

26 novembre

Nel corso del XX secolo si sono succedute tre pandemie: quella del 1918, del 1957 e del 1968. I virus responsabili hanno subito numerosi cambiamenti genetici prima di poter trasmettersi con facilità da uomo a uomo. Un articolo del New England Journal of Medicine cerca di individuare le lezioni che possiamo trarre da quelle esperienze. Scritto da Robert Belshe della Saint Louis University School of Medicine, l'articolo evidenzia come la biologia molecolare abbia ottenuto "avanzamenti spettacolari". Tra questi, il principale è stato il sequenziamento del genoma del virus dell'influenza del 1918 e la sua ricreazione, che potrebbe offrire importanti notizie sui meccanismi di adattamento agli umani dei virus aviari.

 

In Cina una contadina di 35 anni è morta dopo essere stata colpita dal virus dell'influenza aviaria. È il secondo caso letale confermato di infezione umana. La donna è morta 11 giorni dopo aver manifestato i sintomi di una polmonite.

Nuovo caso umano anche in Vietnam in un ragazzo di 15 anni che però è stato dimesso dall'ospedale, dove era stato ricoverato lo scorso 16 novembre.

Il ministro cinese della Salute ha invitato l'Oms a partecipare a una missione congiunta nella provincia di Anhui per ricontrollare quanto accertato dai laboratori e indagare su come abbiano contratto l'infezione i due casi segnalati nella zona.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

11

7

Thailandia

21

13

Vietnam

93

42

Cina

3

2

Totale

132

68

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 25 novembre 2005)

 

23 novembre
La probabile diffusione dell'influenza aviaria ad alta patogenicità in nuove regioni richiederà un intervento deciso dei Paesi a rischio, specialmente quelli situati lungo le rotte di migrazione degli uccelli. Saranno richieste una maggiore sorveglianza, capacità di individuazione e preparazione all'emergenza. Gli operatori dovranno essere addestrati e il pubblico informato: tutto ciò servirà per permettere di prevenire, individuare e controllare la malattia al fine di impedirne il radicamento in nuovi ecosistemi. Leggi la traduzione del documento della Fao.

 

18 novembre

L'Oms registra ufficialmente i primi due casi di influenza aviaria nell'uomo in Cina, uno dei quali (una ragazza di 24 anni che lavorava in un allevamento di pollame nella provincia di Anhui) è risultato mortale. In Indonesia intanto sono stati confermati due nuovi casi, entrambi fatali.

 

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

11

7

Thailandia

21

13

Vietnam

92

42

Cina

2

1

Totale

130

67

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 17 novembre 2005)

 

16 novembre
Sul sito dell'Oms è possibile consultare le presentazioni e i documenti chiave relativi a tutti gli interventi e le relazioni dei partecipanti al meeting sull'influenza aviaria organizzato da Oms, Fao, Oie e Banca mondiale (Ginevra, 7-9 novembre 2005). Vai alle pagine dell'Oms con tutte le presentazioni e i documenti discussi. Leggi anche su EpiCentro lo speciale sul meeting.
Il ministro della Salute thailandese ha confermato un altro caso di infezione umana dal virus H5N1 dell'influenza aviaria. Si tratta di un bambino di 18 mesi, proveniente dalla periferia di Bangkok. Il bimbo ha sviluppato i sintomi lo scorso 1 novembre ed è stato ricoverato il 5 dello stesso mese. Ora si trova in buone condizioni. È il quarto caso dell'anno confermato in Thailandia. Da gennaio 2004, il Paese asiatico ha riportato 21 casi, 13 dei quali risultati fatali.
I ricercatori dell'Istituto Pasteur di Ho Chi Min City, in Vietnam, hanno completato il sequenziamento di 24 campioni virali di H5N1 prelevati nella regione del Delta del Mekong e avrebbero scoperto che il virus nel tempo ha subito una serie di mutazioni che lo rendono più pericoloso: leggi la notizia.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

9

5

Thailandia

21

13

Vietnam

92

42

Totale

126

64

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 14 novembre 2005)


10 novembre
Il vertice mondiale sull'influenza aviaria, organizzato da Oms, Fao, Oie e Banca mondiale, che si è concluso ieri a Ginevra, ha individuato alcune componenti chiave del piano di azione globale per il controllo della malattia negli animali e per il contenimento della minaccia di una pandemia: leggi la traduzione del documento congiunto oppure.
È stato confermato in Vietnam un altro caso fatale di infezione umana dal virus H5N1. Si tratta di un uomo di 35 anni di Hanoi ricoverato con sintomi respiratori il 26 ottobre e deceduto il 29 dello stesso mese. È la 42esima vittima, su 92 casi accertati, del virus dell'influenza aviaria in Vietnam dalla sua comparsa nel 2003.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

9

5

Thailandia

20

13

Vietnam

92

42

Totale

125

64

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 9 novembre 2005)

 

9 novembre
Alla luce dei focolai di influenza aviaria da H5N1 registrati in Asia e in Europa, sono state aggiornate tutte le raccomandazioni del Network internazionale delle autorità per la sicurezza alimentare (Infosan).

 

8 novembre

Più di 400 esperti sono riuniti a Ginevra per lavorare a un accordo globale sul controllo del virus negli animali e per farci trovare preparati a un'eventuale pandemia umana: leggi la traduzione del comunicato con cui l'Oms presenta il meeting di Ginevra.

Per Donato Greco, direttore del Ccm, "la novità che emerge con maggior forza è che le organizzazioni internazionali si sono riunite per individuare le strategie più efficaci per far fronte al rischio pandemico".

Una pandemia rischia di generare anche enormi perdite economiche, nell'ordine dei 550 miliardi di dollari per i Paesi industrializzati. È il monito lanciato dalla Banca Mondiale, secondo la quale le perdite sarebbero molto più gravi nei Paesi in via di sviluppo. Leggi la traduzione del comunicato della Banca Mondiale.

Secondo la Fao, per fermare la malattia negli animali servono interventi più decisi da parte di tutti i soggetti coinvolti: leggi il comunicato (nella traduzione).

Su EpiCentro, consulta tutti i documenti prodotti dall'Oms sull'influenza aviaria, con le schede di presentazione tradotte in italiano.

 

L'Indonesia ha confermato altri due casi di infezione umana da virus dell'influenza aviaria. Il primo riguarda una ragazza di 19 anni, morta il 28 ottobre scorso. Il secondo riguarda il fratello di quest'ultima vittima, un bambino di 8 anni. Finora l'Indonesia ha confermato nove casi di infezione umana da virus H5N1, cinque dei quali sono risultati fatali. Leggi la traduzione del comunicato dell'Oms.
Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

9

5

Thailandia

20

13

Vietnam

91

41

Totale

124

63

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 7 novembre 2005)

5 novembre
L'Organizzazione mondiale della sanità, la Fao, l'Organizzazione mondiale per la salute animale e la Banca mondiale hanno organizzato un meeting sull'influenza aviaria e la pandemia influenzale umana che si terrà da lunedì 7 a mercoledì 9 novembre nel quartier generale dell'Oms a Ginevra. Leggi tutti i documenti prodotti dall'Oms sull'influenza aviaria, con le schede di presentazione tradotte dalla redazione di EpiCentro.

 

4 novembre
Usando una tecnica risalente alla Seconda guerra mondiale, secondo un approfondimento pubblicato sull'ultimo numero della rivista Nature sarebbe possibile raddoppiare le scorte di Tamiflu in caso non fossero sufficienti a coprire il fabbisogno durante la temuta pandemia influenzale. Il segreto starebbe tutto nella somministrazione di un secondo farmaco, il probenecid, che impedisce al Tamiflu di essere eliminato attraverso le urine. Leggi l'articolo.

 

3 novembre
Il presidente americano George W. Bush ha illustrato con un discorso all'Istituto nazionale della sanità il piano Usa per fronteggiare un'eventuale pandemia di influenza nel caso il virus aviario H5N1 dovesse mutare e trasmettersi da persona a persona. Bush ha chiesto al Congresso un miliardo di dollari per l'acquisto di scorte antivirali, 1,2 miliardi per l'acquisto di vaccino contro l'H5N1, 2,8 miliardi per la ricerca sui vaccini, e 583 milioni di dollari per la campagna di prevenzione. Gli Stati, le città e le comunità locali riceveranno specifiche istruzioni su come, quando e a chi somministrare le 20 milioni di dosi. Consulta sul sito della Casa Bianca la strategia americana contro l'influenza pandemica e leggi il Piano contro l'influenza pandemica, a cura del Department of Health & Human Services.

 

2 novembre
L'Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie) mette in guardia contro l'uso di metodi scorretti per l'abbattimento degli uccelli infetti e di quelli che potrebbero diventarlo. Per le procedure di controllo delle malattie, tra cui proprio l'abbattimento degli animali, sono state adottate da tutti i 167 Stati membri dell'Oie linee guida specifiche. Leggi la traduzione (a cura della redazione di EpiCentro).
In Thailandia registrato un nuovo caso di infezione da virus H5N1 in una donna di 50 anni, ora ricoverata in condizioni soddisfacenti.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

7

4

Thailandia

20

13

Vietnam

91

41

Totale

122

62

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 1 novembre 2005)

 

31 ottobre
Il Pogramma globale sull'influenza dell'Oms segue l'evoluzione genetica e antigenica dei virus H5N1, specialmente degli isolati umani. Le ultime indagini indicano che i geni per l'emoagglutinina 5 (HA) dei virus provenienti da uccelli in Cina, Indonesia, Giappone, Mongolia, Russia, Corea del Sud e Turchia, oltre a tre virus provenienti da esseri umani in Indonesia, sono geneticamente distinguibili dai ceppi prototipi selezionati lo scorso anno per lo sviluppo di un vaccino contro l'influenza pandemica. Al momento, l'Oms raccomanda di non cambiare i prototipi precedentemente selezionati per lo sviluppo in corso del vaccino anti-pandemico. Ma, per scopi legati alla ricerca sul vaccino, il WHO H5 Reference Laboratory Network, a cui è affidato il compito di selezionare e sviluppare i ceppi pandemici del vaccino, ha iniziato lo sviluppo di ceppi prototipi sperimentali del vaccino da virus recenti.

 

24 ottobre
Tre nuovi casi in Asia di infezione umana da virus H5N1, di cui uno in Thailandia e due in Indonesia.
Dopo i focolai di influenza aviaria scoperti in Turchia e in Romania, il virus H5N1 è stato identificato anche in Russia, in un allevamento a sud di Mosca.
L'Oie ha inviato una missione in Siberia per fare il punto sulla situazione e valutare il ruolo degli uccelli migratori: leggi il rapporto.

Nel Sud-est asiatico, dal 28 gennaio 2004 a oggi, il numero di casi umani confermati e di decessi per influenza aviaria è:

 

Paese

Casi totali

Morti

Cambogia

4

4

Indonesia

7

4

Thailandia

19

13

Vietnam

91

41

Totale

121

62

(Fonte: Organizzazione mondiale della sanità, dati aggiornati al 25 ottobre 2005)

Consulta su EpiCentro l'argomento di salute dedicato all'influenza aviaria.

 

17 ottobre
Dopo l'identificazione dei virus aviari in Turchia e Romania, l'Oms ricorda che il livello di allerta pandemica rimane alla fase 3 e raccomanda tutti coloro che si mettono in viaggio per i Paesi colpiti da influenza aviaria (Vietnam, Tailandia, Cambogia, Indonesia, Laos, Cina, Kazakhstan, Mongolia, Russia e Turchia) di evitare qualsiasi contatto con uccelli migratori ritrovati morti, uccelli selvatici e con tutto il pollame presente nei mercati e negli allevamenti. Il contatto diretto con questi animali o con oggetti e superfici contaminate dai loro escrementi rappresenta infatti la principale via di infezione. Ad alto rischio di esposizione al virus anche chi macella o prepara prodotti derivati da pollame per cucinare. Non c'è alcuna prova, invece, che il pollame già cotto sia fonte di infezione: l'Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie) ricorda infatti che il virus viene ucciso se esposto per alcuni secondi alla temperatura di 70°C.
L'Oms consiglia a tutti i Paesi che hanno avuto focolai di influenza aviaria di seguire particolari precauzioni durante le procedure di abbattimento degli animali infetti, e di continuare a controllare le persone che possono essere state esposte e che presentano febbre e sintomi respiratori.

6 ottobre
Sul numero 437 della rivista britannica Nature del 6 ottobre 2005 è stato pubblicato un articolo dal titolo "Characterization of the 1918 influenza virus polymerase genes", a firma di Jeffery K. Taubenberger e colleghi, dell'Istituto militare di patologia di Rockville, Maryland, negli Stati Uniti. I ricercatori hanno analizzato il virus della "spagnola", l'influenza pandemica che tra il 1918 e il 1919 colpì centinaia di milioni di persone e ne uccise quasi 50 milioni. Scopo della ricerca è la comprensione dell'origine e dell'insolita virulenza del virus del 1918. Secondo i ricercatori, il virus del 1918 non è il risultato di una ricombinazione tra virus di origine aviaria e virus di origine umana (come invece è successo nelle successive pandemie del 1957-1958 e del 1968), ma piuttosto un virus aviario che si è adattato direttamente all'uomo.
Gli scienziati hanno scoperto che alcune mutazioni del virus H5N1 attualmente in circolazione nel Sudest asiatico sono le stesse di quelle che hanno reso così aggressivo il virus del 1918. La composizione di alcune proteine virali della "spagnola" risulta poi conservata anche nei virus aviari delle pandemie di fine anni '50 e '60. C'è quindi la possibilità che queste proteine siano coinvolte nel processo di adattamento del virus aviario agli esseri umani.
L'editoriale pubblicato il 7 ottobre 2005 sul numero 5745 della rivista Science propone una riflessione sul significato di questo studio, sulle sue implicazioni e sulle responsabilità della ricerca scientifica. EpiCentro ne propone una sintesi in italiano.

Sul sito web di Nature, consulta il focus dedicato alla pandemia del 1918. Leggi anche il comunicato stampa dei Cdc, che sottolinea l'importanza di questi studi per aumentare le capacità di preparazione e risposta a un'eventuale pandemia. Il focus messo a punto sul sito web di Nature propone, tra l'altro, una storia delle epidemie e pandemie provocate da influenza aviaria, dal 1890 a oggi: EpiCentro l'ha tradotta, integrandola con una mappa interattiva.

Nel corso di una riunione dei ministri dell'agricoltura e delle risorse forestali, i dieci Paesi membri dell'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) hanno firmato un accordo regionale per un piano di tre anni per controllare e sconfiggere il virus dell'influenza aviaria. Il piano prevede otto azioni strategiche assegnate ai diversi Paesi membri: la Tailandia dovrà gestire la sorveglianza e la diagnosi, la Malesia si prenderà cura delle misure di contenimento e di emergenza, l'Indonesia delle iniziative di vaccinazione, le Filippine promuoveranno l'informazione e la conoscenza verso il pubblico mentre Singapore garantirà il flusso e la condivisione delle informazioni. La task force dell'Asean lavorerà congiuntamente con le organizzazioni internazionali: Fao, Oms e Organizzazione della sanità animale. I ministri hanno anche deciso la creazione di zone "libere dal virus" nelle aree colpite dall'epidemia di aviaria, per facilitare la ripresa delle esportazioni di polli dalla verso il Giappone e altri paesi. Per la realizzazione di questo programma regionale, l'Asean ha stabilito lo stanziamento di 2 milioni di dollari.

14 settembre
L'Oms ha predisposto un piano di preparazione all'influenza globale: guarda le presentazioni relative all'incontro tecnico sull'influenza aviaria che si è tenuto a Ginevra il 18 maggio 2005.
L'Oms ha pubblicato anche un nuovo documento rivolto ai policy maker, con l'indicazione di una serie di azioni strategiche da intraprendere in caso di emergenza.
Sul sito della Fao, una scheda sull'influenza aviaria con la descrizione dei segni e dei sintomi degli animali colpiti dalla malattia e le vaccinazioni consigliate in ambito veterinario. Leggi la sintesi e traduzione, a cura della redazione di EpiCentro.

Un articolo, apparso sul numero di luglio/agosto di Foreign Affairs (il periodico dell'Ufficio affari esteri americano) sui rischi legati alla pandemia di influenza, invita ad approntare al più presto misure di contrasto efficaci e piani adeguati per limitare i danni di una possibile emergenza. Leggi la traduzione, a cura della redazione di EpiCentro.


 

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