Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 5 gennaio 2006

Il punto della situazione

  • Umana
    Turchia: un ragazzo di 14 anni e la sorella di 15 sono morti a causa di una malattia respiratoria. Le autorità sanitarie turche, dopo i primi risultati dei test di laboratorio, sospettano che si tratti del virus dell'influenza aviaria. Le vittime, originarie di un villaggio nella provincia di Van nell'est del Paese al confine con Iran e Armenia, vivevano nella stessa casa, dove c'erano polli malati.
    Il ragazzo deceduto era stato ricoverato in ospedale la scorsa settimana con altri otto membri della sua famiglia, tra cui proprio la sorella e tre bambini.
    La regione di Van era già stata messa in quarantena la settimana scorsa, dopo che alcuni uccelli erano risultati positivi al virus dell'influenza aviaria. Se le analisi dei laboratori inglesi di riferimento dell'Oms dovessero confermare i sospetti, sarebbe la prima volta che il virus H5N1 viene individuato nell'uomo in Turchia.

  • Veterinaria
    Cina: il ministero dell'Agricoltura ha confermato l'esistenza di un focolaio di influenza aviaria nella provincia sud orientale di Sichuan. Nella zona, dallo scorso dicembre, quasi 13mila volatili sono stati soppressi per cercare di contenere la pandemia.
    Turchia: nuovi abbattimenti di volatili nella Turchia orientale, in prossimità della frontiera armena. Nella città di Aralik, dopo il secondo caso di influenza aviaria, sono stati abbattuti 160 animali e 27 allevamenti sono stati disinfestati secondo le norme internazionali. I volatili abbattuti precauzionalmente nell'area di quarantena, che ha un diametro di 10 chilometri attorno ad Aralik, sono stati 756.

Oms: la situazione in Turchia

Il ministro della salute turco ha confermato i primi due casi di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria del sottotipo H5, entrambi fatali. Il primo caso è stato quello di un ragazzo di 14 anni proveniente dalla zona rurale del Dogubayazit, nella provincia orientale di Agri, al confine con Iran e Armenia. Ricoverato il 1 gennaio, è morto il giorno stesso. Il secondo caso è stato quello di sua sorella di 15 anni, ricoverata lo stesso giorno e morta il 5 gennaio. Le autorità turche hanno dichiarato all'Oms che dal 1 gennaio sono stati ricoverati in totale 11 pazienti (inclusi i due deceduti) nella provincia di Van, con sintomi che fanno sospettare un'infezione da influenza aviaria. La maggior parte dei pazienti sono bambini di età compresa fra i 6 e i 15 anni, tutti della zona di Dogubayazit. Due dei bambini sono parenti dei due ragazzi morti.
Dalle prime informazioni sui casi confermati sembra che i bambini siano stati infettati dopo essere stati a stretto contatto con pollame. È noto che in quella zona del Paese sono morti dei polli verso la fine del 2005. Nonostante non ci siano state dichiarazioni ufficiali di epidemie fra gli animali nel Dogubayazit, il 27 dicembre è stata riportata ufficialmente un'epidemia di H5N1 fra polli e papere nella provincia adiacente di Igdir.
Le autorità hanno dichiarato all'Oms che il distretto di Dogubayazit è stato posto sotto quarantena: animali e persone non possono né entrare né uscire da quest'area. Contemporanemente sono in atto operazioni di abbattimento del pollame.
Quelli riportati in Turchia sono i primi casi confermati di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria al di fuori del Sud est asiatico.
La Turchia ha riportato la prima epidemia di H5N1 fra i volatili nella metà del mese di ottobre dello scorso anno. Quell'epidemia, verificatisi nella zona nord-occidentale del Paese, era stata attribuita al contatto diretto tra il pollame domestico e gli uccelli acquatici migratori. Si ritiene che anche l'epidemia di Igdir e altre sospette in questa zona del Paese siano avvenute a causa dell'introduzione del virus da parte degli uccelli migratori. La regione, infatti, è nota per essere una meta di sosta di questi uccelli, per la presenza di numerosi laghi di grandi dimensioni.

 

Ministero Salute: alta attenzione, ma in Italia nessun rischio

Il ministero della Salute segue l’evolversi della situazione, in contatto con la Commissione europea e il Centro di referenza dell’Oms per l’Europa. L’Italia partecipa con un esperto veterinario del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria di Padova alla missione di una delegazione dell’Oms in Turchia.

 

L'Ue a fianco delle autorità turche e delle istituzioni per fare luce sulla situazione

La Commissione europea è stata informata dall'Oms che i risultati forniti dai laboratori nazionali e dell'università di Ankara indicano che quattro persone (tra cui un ragazzo e una ragazza morti rispettivamente il 1 e il 4 gennaio) potrebbero essere state infettate dal virus dell'influenza aviaria. Potrebbero inoltre esserci altri casi sospetti.
Un'epidemia della malattia fra i polli era stata confermata qualche giorno fa nella zona orientale della Turchia, vicino al confine con l'Armenia e l'Iran. Un esperto veterinario dell'Ue, che è anche membro del network Oie-Fao per l'influenza aviaria (Offlu), un epidemiologo dell'Ecdc e altri esperti dell'Oms si recheranno oggi in Turchia per controllare la situazione, in collaborazione con le autorità turche. Contemporaneamente, alcuni campioni prelevati dai polli malati che potrebbero aver trasmesso la malattia all'uomo sono attesi presso il laboratorio di riferimento per l'influenza aviaria della Comunità europea, a Weybridge.
Sarà quindi possibile stabilire se l'epidemia fra gli animali è stata provocata dal ceppo mortale di influenza aviaria H5N1. le autorità turche stanno anche inviando a uno dei laboratori di riferimento dell'Oms, a Colindale (Gran Bretagna), dei campioni prelevati dalle persone infettate per confermare o escludere che il virus coinvolto sia lo stesso che ha colpito il pollame.
La Commissione europea, insieme all'Ecdc e all'Oms, sta effettuando un attento monitoraggio della situazione, soprattutto dal punto di vista epidemiologico. Ovviamente rimane valido il blocco totale di qualsiasi importazione di uccelli vivi o di prodotti aviari dalla Turchia adottato all'inizio dell'ottobre del 2005.

 

Cnesps: casi umani sospetti in Turchia, non cambiano le raccomandazioni

In Turchia un ragazzo di 14 anni e la sorella di 15, originari della provincia orientale di Van (una regione di confine con Iran e Armenia), sono morti nei giorni scorsi in seguito a una malattia respiratoria. Secondo quanto dichiarato dal ministero della sanità turco, i risultati delle analisi molecolari, effettuate nei laboratori di Ankara sui campioni biologici prelevati ai due pazienti, hanno permesso di identificare la presenza dell'infezione da virus H5. “L'Organizzazione mondiale della sanità non ha ancora confermato la notizia, e siamo in attesa sia dei risultati delle ulteriori analisi di laboratorio in corso presso i laboratori di riferimento, sia di ulteriori notizie circa le esposizioni e le modalità di contagio dei pazienti. Notizie che saranno raccolte sul campo da un team di esperti internazionali che collaboreranno con le autorità sanitarie turche. Il gruppo di esperti è stato costituito dall'Oms, con la collaborazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”, dichiara Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps), dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

In Turchia, fin dallo scorso 13 ottobre era stata confermata la presenza di focolai di infezioni da H5 in polli in allevamenti domestici. Secondo le notizie disponibili, le ultime due vittime vivevano nella stessa casa, a stretto contatto con pollame che positivo al virus dell'influenza aviaria H5N1, in una situazione ambientale quindi molto simile a quella dei Paesi del Sud est asiatico già colpiti dal virus e in cui si sono verificati casi umani. “Le recenti notizie, pur confermando la necessità di mantenere un elevato livello di attenzione, non modifica il livello di rischio per l'Italia. Restano quindi valide tutte le raccomandazioni che l'Ecdc di Stoccolma ha diffuso nell'ottobre scorso, quando la Turchia era stata inserita tra i Paesi colpiti dalla malattia”, conclude Salmaso.

La regione turca di Van era del resto già considerata ad alto rischio, dopo che alcuni uccelli erano risultati positivi al virus dell'influenza aviaria.

 

I documenti tecnici dell'Ecdc di Stoccolma

Dopo i casi sospetti di influenza aviaria riscontrati nell'uomo in Turchia, secondo l'Ecdc di Stoccolma al momento la valutazione del rischio rimane comunque invariata.

Restano valide anche le linee guida per minimizzare il rischio di contagio nell'uomo in seguito a esposizione a pollame e animali infetti.

In italiano, tradotte dalla redazione di EpiCentro, sono disponibili: un documento di sintesi relativo alla valutazione del rischio, alle linee guida sulle misure di protezione per i gruppi di lavoratori a maggior rischio, alle precauzioni generiche e a quelle per chi visita i Paesi colpiti dal virus H5N1; la versione di ottobre del documento tecnico dell'Ecdc per minimizzare il rischio di contagio nell'uomo in seguito a esposizione a pollame e animali infetti.

 

Influenza aviaria e pandemia: cinque domande per il 2006

Nell'ultimo numero del 2005, Eurosurveillance ha posto cinque domande cruciali sul rischio pandemia per l'anno nuovo. Una riguarda da vicino l'Europa che, secondo l'autore Angus Nicoll, “non è così preparata come potrebbe o dovrebbe essere”.

Leggi la traduzione dell'articolo.

 

Cina, settimo caso di infezione umana

Il 13 i primi test di laboratorio su campioni provenienti dalla paziente sono risultati negativi per l'H5N1, ma ulteriori esami condotti il 23 dicembre (compresi test Pcr effettuati nel Centro cinese per il controllo delle malattie di Pechino) sono poi risultati positivi. Nessun membro della famiglia ha sviluppato i sintomi. Non è stato confermato alcun contatto diretto con dei volatili prima della comparsa della malattia.

Si tratta del settimo caso confermato in laboratorio di infezione umana in Cina da virus H5N1 dell'influenza aviaria. Di questi casi, tre sono risultati fatali. Finora la Cina ha riportato casi umani in sei tra regioni e province: Hunan, Anhui, Guangxi, Liaoning, Jiangxi and Fujian.

 

Indonesia: altri due morti a causa del virus H5N1

Il ministro della Salute indonesiano ha confermato due altri casi di infezione umana da virus H5N1 dell'influenza aviaria. Il primo riguarda un bambino di 8 anni di Giacarta, che ha sviluppato i sintomi di febbre e tosse l'8 dicembre, è stato ricoverato il 13 ed è morto il 15. Nessun membro della famiglia ha sviluppato i sintomi. Sono state disposte comunque indagini per scoprire la fonte dell'infezione. Il secondo caso riguarda un uomo di 39 anni della parte orientale di Giacarta. Inizialmente ha sviluppato sintomi di febbre, mal di testa, tosse e difficoltà respiratorie il 9 dicembre. È stato ricoverato l'11 ed è morto il giorno dopo. I membri della sua famiglia sono stati posti sotto osservazione. Questi nuovi casi portano il bilancio delle infezioni umane in Indonesia a 16. Di questi, 11 sono risultati fatali.

 

E il counselling?

La comunicazione interpersonale faccia a faccia rappresenta uno dei mezzi più efficaci che gli operatori hanno a disposizione per poter entrare in contatto con la percezione delle singole persone, con le loro emozioni, per poter capire e farsi capire. Questo delicato e complesso processo mediante il quale l'operatore entra con empatia nel mondo dell'altro e interagisce consapevolmente, senza giudizi e senza forzature, con le sue emozioni e con i suoi meccanismi decisionali, può essere favorito dall'applicazione delle competenze di base del counselling. Barbara De Mei (reparto malattie infettive, Cnesps) cura una sessione sul ruolo della comunicazione e del counselling in condizioni di emergenza: questa settimana, E il counselling?

The Lancet afferma: "Il summit di Ginevra rappresenterà un momento cruciale per la minaccia dell'influenza H5N1. Le attuali conoscenze sull'influenza umana e su quella aviaria - dal punto di vista molecolare, epidemiologico, da quello dell'infettività e della patogenicità, della preparazione, del contenimento e del trattamento - rappresentano le sole speranze per ridurre la mortalità causata da una pandemia umana di virus H5N1. Dopo il summit, le risposte dei vari Paesi dovranno mostrare la serietà con la quale essi stanno prendendo la minaccia di una possibile pandemia. I Paesi dovranno essere capaci non solo di cooperare, ma anche di cedere una certa parte di sovranità per limitare quella minaccia. Dopo il summit, l'Organizzazione mondiale della sanità, la Fao e l'Oie avranno bisogno di ottenere un potere d'iniziativa sulla preparazione contro l'influenza. Devono fare ciò anche a scapito dei propri Stati membri. Una leadership chiara e visibile è essenziale", conclude la rivista.

 

Influenza aviaria: i pediatri provano a fare chiarezza

Un'epidemia di influenza aviaria e il timore di una possibile pandemia: uno scenario tutt’altro che semplice e in continuo divenire. In occasione del Congresso nazionale dell'Associazione culturale pediatri che si è da poco svolto a Napoli (20-22 ottobre 2005), Luisella Grandori, responsabile prevenzione vaccinale Acp, ha fatto il punto della situazione. Leggi il documento.


 

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