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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 11 ottobre 2007

IzsVe: nessun allarme per le mutazioni del virus H5N1

Nessun allarme per l’uomo. In seguito alle notizie riguardanti uno studio pubblicato recentemente su Plos Pathogens sulla mutazione del virus H5N1, l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, sede del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria, precisa che il rischio di contagio per l’uomo non è aumentato. Lo studio, effettuato su ceppi virali isolati nel 2004 in topi di laboratorio infettati sperimentalmente, mostra la possibilità da parte dei virus di replicarsi in maniera efficace nelle vie respiratorie superiori di questi animali. L’esistenza di virus con queste caratteristiche è quindi nota da ormai tre anni: pertanto, benché lo studio fornisca nuove conoscenze sui meccanismi di azione del virus influenzale H5N1, non si evidenziano novità tali da giustificare un aumento del rischio per l’uomo.

Leggi il comunicato stampa dell’Izs delle Venezie.

 

Ministero della Salute: non cambia livello di allerta né rischio di pandemia influenzale

Il ministero della Salute sottolinea che non cambia in alcun modo l'attuale livello di allerta e che il rischio di una pandemia influenzale è oggi assente. Tutti i virus influenzali, sia aviari che umani, subiscono costantemente mutazioni genetiche e in questo senso la nuova ricerca apporta un’ulteriore conoscenza sui ceppi circolanti nelle specie aviarie. Attualmente il virus H5N1 ad alta patogenicità si trasmette negli uccelli, che hanno una temperatura corporea di 41°C, mentre la temperatura umana è stabile a 37°C. Il naso e la gola degli uomini, da dove i virus a trasmissione aerea abitualmente penetrano, rappresentano una barriera naturale, perché si trovano ad una temperatura di circa 33°C.

Da sottolineare, infine, che quest’anno in Italia non si è ancora verificato alcun caso di infezione su animali da parte del virus H5N1.

Leggi il comunicato stampa del ministero della Salute.


 

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