Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 12 gennaio 2006

Ecdc: tre nuovi casi in Turchia, uno mortale
Da ieri sono stati confermati tre nuovi casi umani, che portano il totale delle infezioni a 18.
Questi comprendono il bambino morto appartenente al primo nucleo familiare colpito.
La situazione sembra ancora consistere in una serie di focolai indipendenti, che quasi sempre coinvolgono bambini (spesso fratelli) che sono entrati in contatto con polli infetti. Non ci sono indicazioni di una trasmissione diretta da uomo a uomo.
Ci sono focolai confermati fra il pollame in 11 province (la Turchia ne ha in tutto 81): è chiaro che anche un solo uccello con H5N1 confermato è considerato un focolaio.
La Commissione europea oggi ha ospitato a Lussemburgo una seduta congiunta straordinaria dello Health Security Committee (che comprende l’Ecdc) con i coordinatori per l’influenza degli Stati membri e con i rappresentanti degli Stati membri del sistema di allerta e risposta rapida per discutere dell’influenza aviaria e dello stato di preparazione degli Stati a una pandemia.

 

Oms, rischio pandemia: in Giappone un meeting per fare il punto

Si è aperta oggi a Tokyo una conferenza internazionale di due giorni, organizzata congiuntamente dal Giappone e dall''Oms, per valutare le forme di lotta contro una possibile pandemia causata dalla diffusione del virus H5N1, ormai giunto alle porte dell'Europa.

All'inizio dell'emergenza provocata da un ceppo virale potenzialmente pandemico, dovrebbe essere possibile evitare un'ulteriore diffusione dell'epidemia, mettendo in atto una serie di misure di risposta rapida e contenimento. Tra questi provvedimenti, la somministrazione su larga scala di farmaci antivirali alla popolazione, la quarantena e altre misure di “distanziamento sociale”. Se questi rapidi interventi avranno successo, ci sarà la possibilità di prevenire centinaia di milioni di casi e milioni di morti, riducendo così al minimo anche l'impatto sociale ed economico della malattia.

Va comunque sottolineato che questi provvedimenti potranno funzionare soltanto in caso di identificazione immediata dei primissimi segnali di diffusione globale dell'influenza, e in caso di implementazione rapida delle contromisure di contenimento.

Il governo del Giappone e l'Oms vogliono quindi affrontare questa sfida e delineare possibili soluzioni. Gli obiettivi specifici del meeting sono infatti: discutere delle misure di risposta rapida che dovrebbero essere implementate nel caso in cui emergesse un ceppo virale pandemico; discutere dei meccanismi regionali e internazionali, come l'identificazione rapida del virus e di eventi potenzialmente legati all'epidemia globale, lo stoccaggio di antivirali e altre scorte di medicinali, e il supporto operativo per la risposta immediata in Asia; raccomandare le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi più importanti legati alla messa in opera delle misure di risposta rapida in tutti i Paesi.

 


 

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