Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 16 febbraio 2006

Aviaria in Italia: le autorità applicano misure precauzionali

Le autorità italiane hanno informato la Commissione europea della presenza del virus dell'influenza aviaria H5N1 nei cigni selvatici rinvenuti sulla costa orientale della Sicilia, a Taranto (Puglia) e in Calabria. Le analisi che hanno confermato la presenza del virus H5N1 sono state condotte dal Centro nazionale di riferimento per l'influenza aviaria di Padova (laboratorio accreditato dall'Unione europea e laboratorio di referenza della Fao e dell'Oie) successivamente a quelle risultate positive nei laboratori di Palermo, Portici e Foggia.

Le autorità italiane si sono impegnate con la Commissione europea ad applicare immediatamente le misure precauzionali previste dalla decisione della Commissione e adottate dalla Grecia lo scorso venerdì. La Commissione europea adotterà la stessa decisione anche per l'Italia, definendo misure di protezione ad interim in relazione ai casi del contagioso virus dell'influenza aviaria in uccelli selvatici in Italia.

Le misure messe in atto dall'Italia, così come avvenuto in Grecia, prevedono la creazione di un'area ad alto rischio (una zona di protezione di 3 km) attorno alla zona in cui si sono manifestati i casi di influenza aviaria e una zona di sorveglianza di 10 km. All'interno della zona di protezione, il pollame non può razzolare all'aperto, può uscire solo nel tragitto che conduce al macello e le carni di questi polli non potranno fuoriuscire dalla zona di protezione, ad eccezione di quelle sottoposte ai controlli previsti dalla legislazione comunitaria sui generi alimentari (carni provenienti da animali sani cresciuti in allevamenti registrati, soggetti a controlli ante e post mortem da veterinari presenti nei macelli). Le misure di biosicurezza negli allevamenti devono essere rafforzate sia nella zona di protezione che nella zona di sorveglianza, mentre la caccia agli uccelli sarà messa al bando. Inoltre, va accresciuta la consapevolezza dei proprietari di pollame e dei loro familiari in merito ai rischi di questa patologia.

 

Ecdc, una guida sulla comunicazione del rischio al pubblico

Dopo i casi umani registrati in Turchia e Iraq, l'Ecdc ha prodotto una prima guida provvisoria rivolta alle autorità nazionali degli Stati membri dell'Ue sulle modalità di comunicazione al pubblico del rischio legato alla presenza del virus H5N1 in Europa. Le indicazioni pratiche di comportamento sono differenziate, a seconda dei diversi gruppi a rischio. Scarica il documento (in italiano nella traduzione a cura della redazione di EpiCentro).

 

Ungheria: cigni positivi al virus dell'influenza aviaria

Le autorità ungheresi hanno informato la Commissione europea di casi confermati del virus dell'influenza aviaria H5 in tre cigni morti, ritrovati nella regione di Bács-Kiskun, nel sud del Paese. Sono stati inviati campioni al laboratorio di Weybridge (Gran Bretagna) per determinare se si tratti proprio di H5N1. Le autorità slovene si sono impegnate con la Commissione europea ad applicare immediatamente le misure precauzionali previste dalla decisione della Commissione, adottate venerdì dalla Grecia e applicate in Italia alla fine della scorsa settimana. Le autorità ungheresi hanno già assicurato la Commissione che saranno immediatamente applicate le misure precauzionali già introdotte nei Paesi in cui i casi sono stati confermati (Grecia, Italia e Germania), o in cui sono sospetti (Slovenia e Austria). Le misure precauzionali prevedono la creazione di una zona di protezione di 3 km attorno alla zona in cui sono state trovate le carcasse dei cigni infetti e una zona di sorveglianza circostante di 10 km. All'interno della zona di protezione, il pollame non può razzolare all'aperto, può uscire solo nel tragitto che conduce al macello e le carni di questi polli non potranno fuoriuscire dalla zona di protezione, tranne che per pochissime eccezioni.

Le misure di biosicurezza negli allevamenti devono essere rafforzate sia nella zona di protezione che nella zona di sorveglianza, mentre la caccia agli uccelli va messa al bando. Inoltre, va accresciuta la consapevolezza dei proprietari di pollame e dei loro familiari in merito ai rischi di questa malattia.

 

H5 confermato nei cigni in Austria

Le autorità austriache hanno informato la Commissione europea in merito ai casi di influenza aviaria da H5 scoperta in 2 cigni nella regione della Stiria, nei pressi della città di Graz. Saranno ora effettuate ulteriori analisi dal laboratorio di riferimento dell'Unione europea di Weybridge (Gran Bretagna) per determinare se si tratti o meno del virus H5N1 individuato negli uccelli selvatici analizzati in Grecia, Italia e Slovenia. Le autorità austriache hanno già assicurato la Commissione che saranno immediatamente applicate le misure precauzionali già introdotte in Grecia, Italia e Slovenia. La Commissione europea adotterà per l'Austria la stessa decisione, introducendo le misure di protezione ad interim in relazione ai casi di influenza aviaria nei volatili selvatici del Paese. Queste misure prevedono la creazione di una zona di protezione di 3 km attorno alla zona in cui sono state trovate le carcasse dei cigni infetti e una zona di sorveglianza circostante di 10 km. All'interno della zona di protezione, il pollame non può razzolare all'aperto, può uscire solo nel tragitto che conduce al macello e le carni di questi polli non potranno fuoriuscire dalla zona di protezione, a eccezione di quelle sottoposte ai controlli previsti dalla legislazione comunitaria sui generi alimentari (carni provenienti da animali sani cresciuti in allevamenti registrati, soggetti a controlli ante e post mortem da veterinari presenti nei macelli). Le misure di biosicurezza negli allevamenti devono essere rafforzate sia nella zona di protezione che nella zona di sorveglianza, mentre la caccia agli uccelli va messa al bando. Inoltre, va accresciuta la consapevolezza dei proprietari di pollame e dei loro familiari in merito ai rischi di questa malattia.

 

H5N1 nei cigni anche in Germania

Le autorità tedesche hanno informato la scorsa notte la Commissione Europea di alcuni casi di influenza aviaria da H5N1 riscontrati in cigni selvaggi trovati morti sull'isola di Rugen, nel Mar Baltico. Saranno ora effettuate ulteriori analisi dal laboratorio di riferimento dell'Unione europea di Weybridge (Gran Bretagna). La Germania applicherà le stesse misure precauzionali adottate dagli altri Stati membri in cui è stata confermata da Weybridge la presenza di volatili contagiati dal virus H5N1 (Grecia e Italia) o in cui è alto il sospetto della sua presenza (Slovenia e Austria). La Commissione adotterà oggi la decisione per l'introduzione in Germania delle misure precauzionali, così come avvenuto per gli altri Stati membri colpiti dal virus. Queste misure prevedono la creazione di una zona di protezione di 3 km attorno alla zona in cui sono state trovate le carcasse dei cigni infetti e una zona di sorveglianza circostante di 10 km. All'interno della zona di protezione, il pollame non può razzolare all'aperto, può uscire solo nel tragitto che conduce al macello e le carni di questi polli non potranno fuoriuscire dalla zona di protezione, ad eccezione di quelle sottoposte ai controlli previsti dalla legislazione comunitaria sui generi alimentari (carni provenienti da animali sani cresciuti in allevamenti registrati, soggetti a controlli ante e post mortem da veterinari presenti nei macelli). Le misure di biosicurezza negli allevamenti devono essere rafforzate sia nella zona di protezione che nella zona di sorveglianza, mentre la caccia agli uccelli deve essere messa al bando. Inoltre, va accresciuta la consapevolezza dei proprietari di pollame e dei loro familiari in merito ai rischi di questa patologia.

 

Slovenia: identificato virus H5 in un cigno

Le autorità slovene hanno informato oggi la Commissione europea di un caso confermato del virus dell'influenza aviaria H5 in un cigno. Il laboratorio sloveno per l'influenza aviaria ha inviato campioni al laboratorio di Weybridge (Gran Bretagna) per ulteriori analisi. Le autorità slovene si sono impegnate con la Commissione europea ad applicare immediatamente le misure precauzionali previste dalla decisione della Commissione, adottate venerdì dalla Grecia e applicate in Italia alla fine della scorsa settimana.

Le misure applicate dalla Slovenia, così come dalla Grecia e dall'Italia, consistono nella creazione di una zona considerata ad alto rischio (una zona di protezione di 3 km) attorno all'area in cui è stato trovato il cigno infetto, e in una circostante zona di sorveglianza di 10 km. Le autorità slovene mantengono stretti contatti con la controparte austriaca: l'area di sorveglianza si estende infatti oltre il confine con l'Austria.

All'interno della zona di protezione, il pollame non può razzolare all'aperto, può uscire solo nel tragitto che conduce al macello e le carni di questi polli non potranno fuoriuscire dalla zona di protezione, a eccezione di quelle sottoposte ai controlli previsti dalla legislazione comunitaria sui generi alimentari (carni provenienti da animali sani cresciuti in allevamenti registrati, soggetti a controlli ante e post mortem da veterinari presenti nei macelli). Sia nella zona di protezione che nella zona di sorveglianza le misure di biosicurezza negli allevamenti devono essere rafforzate, la caccia agli uccelli messa al bando e va accresciuta la consapevolezza di proprietari di pollame e dei loro familiari in merito ai rischi di questa patologia.

 

Grecia, confermata la presenza di H5N1

La Commissione europea è stata informata che i risultati delle analisi effettuate dal Centro di riferimento dell'Ue per l'influenza aviaria di Weybridge confermano che l'infezione nei cigni selvatici della Grecia è dovuta al virus H5N1. I risultati provengono dai campioni prelevati dai tre cigni morti rinvenuti nelle aree di Tessalonicco e Pieria. Poiché la Commissione ha già adottato la decisione che stabilisce l'applicazione di severe misure precauzionali nelle aree colpite di Tessalonicco e di Pieria, non sarà al momento necessario mettere in atto nuove misure nel Paese.

 

Bulgaria: cigni positivi al virus dell'influenza aviaria

La Commissione europea è stata informata che le analisi effettuate dal laboratorio di riferimento dell'Ue per l'influenza aviaria di Weybridge (Gran Bretagna) sui casi di influenza aviaria riscontrata nei cigni selvatici in Bulgaria hanno individuato il virus H5N1 ad alta patogenicità. La malattia è stata individuata in cigni selvatici nella regione paludosa di Vidin, nei pressi del confine con la Romania. Le autorità bulgare hanno inoltre informato la Commissione europea in merito ad altri casi sospetti nelle paludi vicine al Mar Nero. La Commissione sta preparando una decisione di messa al bando di importazioni di pollame e volatili vivi, di carne di selvaggina da piuma e prodotti di carne, uova e pennuti non trattati provenienti da aree della Bulgaria colpite dal virus. Attualmente pollame e prodotti derivati non possono essere importati nell'Unione Europea dalla Bulgaria: misure restrittive sono infatti già state messe in atto a causa dello scoppio di un'epidemia legata al virus della malattia di Newcastle. Tuttavia, poiché si ritiene che prossimamente le restrizioni imposte per la malattia di Newcastle verranno riesaminate e probabilmente alleggerite, è necessario adottare anche questo divieto di importazione regionalizzato per le aree colpite da influenza aviaria.

 

Ecdc: H5N1 in Nigeria, rischio anche per l'Europa
La conferma della scoperta del virus dell'influenza aviaria H5N1 in un allevamento avicolo della Nigeria ha importanti implicazioni di salute pubblica, sia per l'Africa che per l'Europa. È probabile che la scoperta dell'H5N1 nello stato di Kadena, a nord della Nigeria, stia a indicare lo scoppio di una o più epidemie di maggior dimensioni in questo Paese dell'Africa Occidentale, sia tra i volatili domestici che tra quelli di allevamento. Per diversi motivi questa scoperta desta una certa preoccupazione: se infatti l'H5N1 riuscirà a radicarsi nelle popolazioni di volatili africane, sarà difficile in seguito sradicarlo.
In Africa, come nell'Asia orientale e sud-orientale, molte persone vivono a stretto contatto con i polli e, di conseguenza, sono a rischio d'infezione. Inoltre, numerosi Paesi europei ospitano popolazioni africane che si spostano tra Africa ed Europa. Molti di queste persone potrebbero sviluppare patologie respiratorie che andrebbero quindi sottoposte ad analisi per verificare l'esistenza o meno del virus H5N1, così come attualmente avviene con viaggiatori provenienti da Turchia, Viet Nam ecc. È stato più volte riferito dell'introduzione illegale in Europa di carne cruda che immigrati africani portano con sé al rientro nel Paese ospitante.
Non è ancora chiaro come l'infezione sia giunta in Nigeria. Tuttavia l'Africa occidentale si trova al centro di un doppio flusso migratorio, che porta gli uccelli verso nord in direzione dell'Europa e verso sud in direzione di altri Paesi africani. Pertanto esiste la possibilità di un'ulteriore propagazione del virus, sia verso l'Europa occidentale, sia verso altre zone africane. Comunque, una volta che il virus si trova in un Paese, il movimento dei polli e dei prodotti derivati può ugualmente rappresentare un importante mezzo di propagazione.

 

Cina, altre due vittime del virus H5N1

Il ministro della Sanità cinese ha riferito di aver rinvenuto l'undicesimo e il dodicesimo caso umano di influenza aviaria da H5N1. Si tratta di due giovani contadine di 26 e 27 anni che vivevano rispettivamente nella provincia sud-orientale di Fujian e nella provincia meridionale di Hunan.

Dopo aver sviluppato i sintomi il 10 gennaio, la ragazza di 26 anni è stata ricoverata in ospedale per una polmonite ed è stata sottoposta a un trattamento che ne ha stabilizzato le condizioni. La giovane di 27 anni, invece, ha sviluppato i sintomi il 27 gennaio ed è stata ricoverata con una diagnosi di grave polmonite. La donna è morta il 4 febbraio.

Come molti altri casi in Cina, il primo caso è stato individuato in un'area in cui, di recente, non erano state ufficialmente riferite manifestazioni del virus. I casi si sono manifestati in sette province e regioni: Anhui, Fujian, Guangxi, Jiangxi, Hunan, Liaoning, e Sichuan.

Le continue manifestazioni di casi umani sporadici di influenza aviaria stanno a indicare che il virus continua a propagarsi nelle popolazioni di uccelli almeno in alcune parti del Paese. Dal maggio del 2005, le autorità hanno riferito 32 manifestazioni, la maggior parte delle quali è stata resa pubblica tra ottobre e novembre del 2005.

Finora è stato riferito lo scoppio di tre epidemie tra la popolazione avicola: una nella provincia di Sichuan il 3 gennaio, una nella provincia di Guizhou il 10 gennaio e un'altra nella provincia di Shanxi l'8 febbraio.

A oggi, la Cina ha riferito di 12 casi confermati da analisi di laboratorio. Di questi, 8 si sono rivelati fatali.

 

Indonesia: due nuovi decessi per influenza aviaria

Il ministro indonesiano della Sanità ha dato conferma di ulteriori due casi di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. In entrambi i casi le vittime sono decedute.

Il primo caso risale al 22 gennaio: la vittima è una donna di 22 anni deceduta il 10 febbraio. Il suo vicino allevava polli. Campioni di questi polli e di uccelli domestici venduti in un mercato che si trova nei pressi dell'abitazione della vittima sono stati analizzati dalle autorità sanitarie indonesiane.

Il secondo caso risale invece al 31 gennaio e la vittima è una donna di 27 anni deceduta il 10 febbraio. Quattro giorni prima dell'insorgere dei sintomi, sono morti i polli di una vicina di casa.

Le due donne vivevano in due diversi sottodistretti della provincia occidentale di Java.

Sale così a 25 il numero dei casi manifestatisi in Indonesia, di cui 18 fatali.

 


 

trova dati