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influenza aviaria

Notiziario - 16 novembre 2006

Pnas: il virus H5N1 sta mutando, ma per Oie e Fao non Ŕ una sorpresa

Secondo un rapporto pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), un nuovo sottotipo di virus H5N1, detto variante Fujian, sembra essere diventato il ceppo predominante dell’influenza aviaria che sta circolando nel pollame in gran parte dell’Asia. Secondo Fao e Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) non si tratta comunque di un fatto sorprendente.

Il direttore generale dell’Oie Bernard Vallat e il capo dell’ufficio veterinario Joseph Domenech avvertono che lo sviluppo di nuovi antigeni nel virus dell’influenza aviaria comporta una revisione dei vaccini attualmente in uso per il pollame. Le due organizzazioni sottolineano che la vaccinazione estesa del pollame deve essere accompagnata da sorveglianza e monitoraggio post vaccinazione ed evidenziano anche la necessitÓ di riferire alle autoritÓ veterinarie qualsiasi decesso inaspettato nel pollame.

La vaccinazione rimane una delle misure previste dalla strategia Fao-Oie per il contenimento dell’influenza aviaria. Entrambe le organizzazioni affermano che le campagne di vaccinazione dovrebbero essere attuate e monitorate secondo le linee guida, cosý come l’utilizzo della catena del freddo allo scopo di proteggere e conservare i vaccini. La vaccinazione deve essere realizzata insieme ad altre misure di controllo della malattia, come il miglioramento delle norme igieniche nelle fattorie, la gestione della movimentazione degli animali e l’abbattimento controllato in caso di focolai epidemici.

╚ necessario l’impegno di tutti i governi per mettere in atto programmi di prevenzione e controllo come la sorveglianza della circolazione del virus e, dove necessario, programmi di vaccinazione, soprattutto in Paesi dove il virus Ŕ endemico o dove c’Ŕ un alto rischio di introduzione della malattia. Fao e Oie stanno giÓ sostenendo questi programmi nei Paesi in cui il virus Ŕ giÓ in circolazione. ╚ per˛ necessaria una maggiore informazione sui programmi di controllo basati sulla vaccinazione e, inoltre, il finanziamento di ulteriori ricerche per capire meglio i cambiamenti epidemiologici e genetici del virus.

La Fao, l’Oie e molti altri esperti hanno ripetutamente esortato i ricercatori a scambiarsi, in maniera tempestiva e trasparente, i risultati dei loro studi e i dati disponibili sui ceppi virali. L’Avian Influenza Laboratory Network di Fao e Oie Ŕ una sorta di piattaforma dove i Paesi membri e gli scienziati possono scambiare preziose informazioni con la comunitÓ internazionale veterinaria e medica. ╚ essenziale che l’interesse di salute globale e lo scambio tempestivo di informazioni prevalgano sull’allungamento dei tempi di approvazione delle pubblicazioni scientifiche.

Durante i focolai Ŕ importante isolare i patogeni, come quello dell’influenza aviaria, da casi clinici e monitorare qualsiasi cambiamento nel tipo virale per assicurare che le aziende producano vaccini conformi agli standard Oie, che sono efficaci contro i ceppi di virus attualmente in circolazione. Le mutazioni dovrebbero essere sufficienti per giustificare una riformulazione del vaccino. La Fao e l’Oie affermano che nell’interesse della salute globale questa dovrebbe essere fatta congiuntamente dai Governi nazionali e dalle case farmaceutiche.

Gli scienziati di istituti come l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Italia), la Veterinary laboratories agency (Regno Unito), il Southeastern poultry research laboratory (Usa), l’Australian animal health laboratory, e il Friedrich Loeffler Institute (Germania), hanno dato il loro appoggio alla posizione assunta da Fao e Oie secondo cui la sola somministrazione del vaccino non Ŕ sufficiente per arrestare la circolazione del virus e per proteggere la salute di animali e uomini.

In una zona in cui il pollame Ŕ stato vaccinato devono essere condotti studi sierologici ben pianificati, con indicazione delle modalitÓ di vaccinazione nel pollame, compreso l’impiego della catena del freddo, i tipi di vaccino e la data dell’ultima vaccinazione, in modo da poter interpretare chiaramente i risultati.
Leggi il comunicato originale.

 


 

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