Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 16 dicembre 2005

Il punto della situazione

  • Umana
    Cina: scoperto il sesto caso umano di influenza aviaria. Il virus H5N1 sarebbe stato trovato in un uomo di 35 anni della contea di Suichuan, provincia di Jiangxi. Lo rendono noto i mezzi di informazione locali, mentre si aspetta la conferma ufficiale. Tempo fa il ministero dell'Agricoltura cinese aveva annunciato la scoperta di un nuovo focolaio di influenza aviaria nella stessa provincia, dopo oltre due settimane di dilazione. La presenza del virus è stata confermata anche in un'azienda agricola di allevamento, in cui sono morte 1.640 anatre. Secondo le statistiche ufficiali, si tratta del trentunesimo focolaio di influenza aviaria scoperto in Cina quest'anno.

  • Veterinaria
    Romania: Il virus H5N1 e' stato individuato in altri cinque villaggi rumeni, anche fuori del Delta del Danubio. La conferma e' arrivata dal laboratorio britannico di Weybridge. In tutti e cinque i villaggi è in vigore la quarantena, i volatili domestici sono stati tutti abbattuti. Ieri, due distinti focolai erano stati individuati in due villaggi della Romania sudorientale e orientale: a Tonea, nella provincia di Calarsi, e a Odaile, nella provincia di Buzau. Nel Paese finora sono stati individuati una ventina di focolai, mentre sarebbero 98mila i capi abbattuti.

Indonesia: Oms, confermato nuovo caso di infezione umana

Il ministro della Salute dell'Indonesia ha confermato un altro caso di infezione umana dal virus H5N1 dell'influenza aviaria. Il caso riguarda un uomo di 35 anni di Giacarta, che ha sviluppato sintomi di febbre, tosse e difficoltà respiratorie il 6 novembre, è stato ricoverato in ospedale il 9 ed è morto il 19 dello stesso mese. I membri della famiglia e altre persone con cui l'uomo aveva avuto stretti contatti sono state poste sotto osservazione e analizzate per individuare possibili infezioni. Al momento, non sono stati individuati altri casi. Le indagini sono state intraprese per scoprire la fonte di infezione: l'uomo non aveva volatili domestici in casa ma nel vicinato sono stati individuati altri uccelli, da cui sono stati prelevati dei campioni per sapere se potevano rappresentare una fonte d'infezione. Si tratta del 14° caso confermato in Indonesia. Di questi, nove sono risultati fatali.

 

Il punto della situazione di Eurosurveillance

Il virus H5N1 dell'influenza aviaria ad alta patogenecità è stato isolato per la prima volta ad Hong Kong e nella Cina meridionale nel 1996. Nel 1997 sono stati segnalati focolai negli animali e casi di infezione umana. Tra il 1998 e il 2002 non sono stati segnalati casi. Focolai del virus sono riapparsi in Asia nel 2003 e in Europa nel 2005.

Sporadici casi di infezione continuano ad essere segnalati in Asia. Da gennaio 2003 ad oggi, sono stati riportati 138 casi umani confermati dall'Oms. Settantuno pazienti (il 51%) sono morti. I casi sono avvenuti in: Cambogia (4 casi, 4 fatali), Cina (5 casi, 2 fatali), Indonesia (14 casi, 9 fatali), Thailandia (22 casi, 14 fatali) e Vietnam (93 casi, 42 fatali).

La Cina ha segnalato i primi casi di infezione umana fuori da Hong Kong nel novembre 2005. I casi umani fin qui segnalati non erano imprevisti, ma qui la situazione desta preoccupazione a causa dell'enorme popolazione rurale del paese (il 70% del miliardo e 250 milioni di abitanti), che potrebbe rappresentare un serbatoio importante di opportunità di ricombinazione per i virus.

In Europa sono stati individuati focolai di H5N1 negli uccelli in Croazia, Kazakhstan, Romania, Russia e Turchia. La diffusione del virus sembra essere dovuta agli uccelli migratori. Il virus è stato anche isolato in un centro di quarantena nel Regno Unito, in campioni di uccelli infetti provenienti da Taiwan. In questo caso, la diffusione del virus è avvenuta attraverso l'importazione di animali vivi.

La presenza del virus negli uccelli e nell'uomo in Cina e in Indonesia preoccupa perché questi paesi hanno una popolazione rurale umana che vive a stretto contatto con milioni di polli (ce ne sono 14 miliardi in Cina). Ciò potrebbe facilitare la ricombinazione di virus dell'influenza aviaria e umana e portare alla nascita di un ceppo pandemico.

La potenzialità pandemica del virus H5N1 non è ancora chiara. Al momento il virus è ancora poco adattato all'uomo e i rischi per la salute umana in Europa sono molto bassi. Qui, a parte le precauzioni per gli operatori avicoli, il rischio è quasi nullo e la prevenzione riguarda le comuni prassi igieniche, soprattutto quelle legate all'alimentazione.

 

Verbale, non verbale e paraverbale: limite e risorsa nella comunicazione

La comunicazione si sviluppa su due piani: quello del contenuto e quello della relazione. Nello specifico, la comunicazione verbale ha la funzione di esprimere i contenuti del messaggio, mentre quella non verbale e paraverbale veicola le tonalità affettive del messaggio e il grado di comprensione delle informazioni ricevute. Non possiamo inviare un contenuto senza inviare insieme e nello stesso tempo un messaggio emotivo di relazione.
Barbara De Mei (reparto malattie infettive, Cnesps) cura una sessione sul ruolo della comunicazione e del counselling in condizioni di emergenza: questa settimana, Verbale, non verbale e paraverbale: limite e risorsa nella comunicazione.

 


 

trova dati