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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 18 gennaio 2006

Il punto della situazione

Test di laboratorio effettuati al centro nazionale per l'influenza di Ankara hanno confermato altri due casi di infezione umana da virus H5N1 in due bambini di Dogubeyazit, provincia di Agri. Si tratta di una ragazza di 14 anni deceduta domenica 15 gennaio e di suo fratello di 5, ancora ricoverato in ospedale in condizioni stabili. Come per tutti gli altri casi umani registrati in Turchia, entrambi hanno sviluppato i sintomi della malattia dopo essere stati esposti a pollame infetto. Il 1 gennaio scorso le papere del loro allevamento domestico hanno iniziato a morire, e quel giorno la ragazza, aiutata dal fratello, ha macellato per scopi alimentari uno degli animali morti. I due fratelli hanno sviluppato sintomi influenzali il 4 gennaio e sono stati ricoverati l'11 gennaio. Nessun altro membro della famiglia mostra i sintomi della malattia.

Salgono così a 20 i casi umani confermati (4 mortali), nessuno dei quali, però, provocato da trasmissione diretta da uomo a uomo del virus. Ben 18 casi su 20 riguardano bambini e adolescenti di età compresa tra 4 e 18 anni.

Confermati anche 19 focolai epidemici nel pollame, in 12 delle 81 province del Paese.

 

Ccm: le precauzioni per chi viaggia nei Paesi colpiti

Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), in seguito ai recenti casi umani di infezione da virus aviario H5N1 confermati in alcune aree della Turchia, ha realizzato un opuscolo informativo destinato ai viaggiatori diretti o provenienti dalle aree interessate. All'interno dell'opuscolo sono riportate alcune precauzioni da adottare.

 

Oms, sequenziato il virus isolato in Turchia

I test di laboratorio effettuati in Turchia hanno confermato la presenza del sottotipo H5 del virus dell'influenza aviaria nei campioni prelevati da altri due pazienti, che provengono uno dalla provincia di Sanliurfa, vicino al confine meridionale con la Siria, l'altro dalla provincia di Siirt, che si trova vicino a Van nella parte orientale del Paese. Sinora sono stati riportati casi umani di influenza aviaria in 9 delle 81 province turche. Entrambi i pazienti sono bambini, di 4 e 6 anni, che sono stati a stretto contatto con uccelli malati. Si ritiene che nella provincia di Sanliurfa le epidemie fra il pollame domestico siano cominciate lo scorso novembre. Nel complesso, i funzionari agricoli hanno confermato focolai fra il pollame in 11 province del Paese e stanno verificando dei casi sospetti in altre 14.

È stato disposto di inviare campioni di diversi pazienti al laboratorio inglese che collabora con l'Oms, per analisi successive. Attualmente il direttore di questo laboratorio si trova ad Ankara per dare un supporto nell'attività diagnostica al Centro nazionale per l'influenza del Paese. Si stanno inoltre cercando di accelerare l'analisi dei campioni dei pazienti. Sono sempre di più le persone preoccupate di essere esposte all'infezione, in cerca quindi di rassicurazioni, a causa della crescente consapevolezza della malattia fra la popolazione turca e del resoconto quasi quotidiano sui focolai epidemici fra il pollame.

La valutazione rapida dell'anamnesi dei pazienti con una possibile storia di esposizione al virus si sta rivelando un'opportunità unica per approfondire le conoscenze su come la malattia si trasmette all'uomo. Si stanno anche acquisendo dati utili per determinare l'efficacia dei farmaci antivirali, visto che la maggior parte delle persone con un'anamnesi favorevole o con sintomi respiratori stanno prendendo l'oseltamivir in via profilattica oppure a breve distanza dall'esordio dei sintomi.

Alcuni membri dello staff internazionale stanno lavorando ad Ankara e nella provincia di Van insieme ad altri esperti del posto per pianificare le ricerche principali. Questi studi dovrebbero aiutare ad approfondire la comprensione degli aspetti epidemiologici della malattia, tra cui la possibilità che sia avvenuta una trasmissione da uomo a uomo, il livello di esposizione degli operatori sanitari e di altre categorie professionali a rischio di infezione, ma anche la possibilità che forme più lievi della malattia si stiano diffondendo fra la popolazione generale.

Tutti i dati disponibili indicano che non si è ancora verificata la trasmissione da uomo a uomo. Come già era accaduto in Asia, la modalità principale di infezione è il contatto diretto con gli uccelli malati. Il rischio di infezione per i viaggiatori che si recano in Turchia è trascurabile se si evita il contatto diretto con uccelli morti o malati, sia domestici che selvatici.

Il Centro di riferimento per la ricerca sull'influenza aviaria dell'Oms presso il National Institute for Medical Research di Mill Hill (Londra) ha completato l'analisi genetica e antigenica dei virus isolati dai primi due casi fatali di influenza aviaria nell'uomo registrati in Turchia.

Secondo l'Oms, questi virus sono molto simili a quelli dell'influenza aviaria attualmente isolati dagli uccelli in Turchia. Inoltre, sono strettamente correlati anche ai virus isolati durante l'estesa epidemia che si è verificata alla fine dello scorso aprile fra gli uccelli migratori della riserva naturale del lago di Qinghai, in Cina.

Queste analisi indicano anche che i virus circolanti in Turchia sono sensibili a entrambe le classi di antivirali, oseltamivir e amantadina. L'Oms e altri collaboratori esperti stanno rivedendo i dati sulla sensibilità all'amantadina. L'oseltamivir rimane tuttora il farmaco di prima scelta raccomandato dall'Oms.

Uno dei virus isolati dai pazienti ha mostrato delle mutazioni a livello del sito di legame con il recettore. Una di queste mutazioni era già stata precedentemente riscontrata nei virus isolati durante un piccolo focolaio epidemico a Hong Kong nel 2003 (due casi, di cui uno mortale) e dall'epidemia del 2005 in Vietnam. I risultati indicano che i virus di Hong Kong del 2003 hanno maggiore affinità per i recettori delle cellule umane piuttosto che per i recettori delle cellule aviarie. I ricercatori del laboratorio di Mill Hill hanno già anticipato che i virus circolanti in Turchia hanno le stesse caratteristiche. L'interpretazione del significato di questi risultati per la salute umana dipenderà dai dati clinici ed epidemiologici raccolti in Turchia. Tutte le informazioni disponibili indicano che non è ancora avvenuta alcuna trasmissione da uomo a uomo in nessuno dei Paesi in cui sono stati riscontrati casi umani di influenza aviaria.

Per ora il livello di allerta pandemica dell'Oms rimane quindi alla fase 3: si stanno verificando infezioni umane da parte di un nuovo sottotipo virale, ma nella stragrande maggioranza dei casi queste infezioni derivano direttamente dal contatto con gli animali.

 

Ue: le conclusioni dei lavori del Comitato di sicurezza sanitaria

Terminati i lavori del meeting congiunto del 12 gennaio scorso, tra il Comitato di sicurezza sanitaria (di cui fa parte anche l'Ecdc), i coordinatori per l'influenza dell'Ue e i rappresentanti degli Stati membri del sistema di allerta e risposta rapida.

 

Ecdc, nessun caso umano in Europa occidentale

Negli ultimi giorni in Europa i media hanno riportato diversi casi di una malattia con sintomi simili a quelli causati dall'influenza aviaria, in persone provenienti dall'est della Turchia che poi si sono ammalate in territorio europeo: questi pazienti sono risultati tutti negativi ai test di laboratorio per l'H5N1. Dal momento che sta aumentando l'attività dell'influenza di stagione, è possibile che si verifichino altri casi del genere, su cui sarà perciò necessario effettuare ulteriori accertamenti.

 

In Indonesia un altro decesso per influenza aviaria

Il ministro della salute indonesiano ha confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Si tratta di una giovane donna di 29 anni che lavorava come ostetrica nel reparto materno-infantile di un ospedale di Giacarta. La donna ha mostrato i primi sintomi il 31 dicembre ed è stata ricoverata in ospedale il 2 gennaio, dove è morta l'11 gennaio.

Dalle analisi condotte dal ministro della salute e dall'Oms è emerso che durante le due settimane precedenti all'esordio della malattia la donna era stata a stretto contatto con pollame malato. È risultato inoltre che qualche giorno prima dell'inizio dei sintomi la donna si era recata a un mercato dove si vendevano polli vivi per scegliere e comprare pollame fresco macellato. Le indagini sul posto stanno intanto continuando.

È poco probabile che la paziente sia stata infettata sul posto di lavoro. Dalle indagini condotte questa mattina è emerso che nessuno dei suoi colleghi si era ammalato prima che lei mostrasse i sintomi. Anche dai registri ospedalieri risulta che nessuno dei pazienti del reparto dove lavorava aveva mostrato segni simil-influenzali durante il ricovero.

In questo caso particolare è stato necessario ricostruire nel dettaglio i contatti avuti dalla donna, dal momento che aveva fatto due turni in ospedale dopo l'esordio dei sintomi. Al momento, non sembra che abbia trasmesso l'infezione ad alcuno dei suoi pazienti o colleghi. Analogamente, neanche i suoi familiari o vicini di casa mostrano alcun sintomo di malattia. Il monitoraggio delle persone che sono state a stretto contatto con lei continuerà comunque finché non sarà esaurito il periodo massimo di incubazione.

Il nuovo caso appena confermato è il diciassettesimo in Indonesia, dove sinora sono stati 12 i casi fatali.

 


 

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