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influenza aviaria

Notiziario - 18 maggio 2006

Primo caso umano in Gibuti

Il ministero della Salute del Gibuti ha confermato il primo caso nel Paese di infezione umana da virus dell’influenza aviaria H5N1. La persona colpita è una bambina di 2 anni di un piccolo villaggio rurale nel distretto di Arta. Ha sviluppato i sintomi il 23 aprile e al momento è in condizioni stabili con sintomi persistenti. Tre test condotti il 10 maggio dalla US Naval Medical Research Unit 3 (Namru-3), con sede al Cairo, hanno confermato l’infezione da virus H5N1. È il primo caso di infezione umana riportato nella regione del Corno d’Africa. Tre fratelli della bambina sono sotto sorveglianza e assistenza per una possibile infezione. Sono stati prelevati dei campioni da portare alla Namru-3 per le analisi.

Le autorità sanitarie del Gibuti hanno iniziato la sorveglianza sui casi umani in seguito alla morte di un piccolo numero di polli all’inizio di aprile. La Namru-3 ha confermato anche la presenza del virus H5N1 nei campioni provenienti da tre polli.

È in corso la sorveglianza per ulteriori casi umani e animali, ma è ostacolata dalla mancanza di risorse, di capacità epidemiologiche e di laboratorio del Paese.

La ricerca di casi umani è stata ulteriormente ostacolata dallo scoppio simultaneo di un focolaio di febbre dengue, che può nascondere la presenza di altre malattie febbrili con comparsa improvvisa dei sintomi, fra cui anche l’infezione da H5N1.

La situazione fra gli animali è poco nota. La maggior parte della popolazione del Paese è concentrata nel distretto di Gibuti (la capitale), dove molti nuclei familiari possiedono piccole quantità di pollame. La produzione di pollame nelle altre zone del Paese è scarsa. Finora non è stata rilevata alta mortalità in allevamenti di pollame.

Su richiesta del ministero della Salute, l’Oms sta provvedendo ad aiuti urgenti per la ricerca e la risposta ai focolai.

Leggi il comunicato originale.

 

Romania: prorogato ed esteso il bando all’esportazione di pollame

L’estensione del bando sull’importazione del pollame rumeno e su prodotti affini è stato ratificato dalla Standing Committee on the Food Chain and Animal Health. Il divieto include la regione di Brasov, e le quattro aree circostanti di Covasna, Harghita, Mures e Sibiu nella Romania centrale. La decisione è stata presa in seguito alla segnalazione di molti casi confermati e di altri casi sospetti di influenza aviaria ad alta patogenicità in stormi di pollame a Brasov nei giorni scorsi. Il bando sui polli rumeni è già in atto per 26 regioni a causa di focolai di H5N1 che si sono verificati a partire da ottobre 2005. Le autorità rumene hanno reso noto che, a Brasov, sono state prese misure per controllare e sradicare la malattia e che sono stati presi ulteriori provvedimenti di biosicurezza contro l’influenza aviaria in tutta la regione. Il divieto di importazione rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2006 con possibilità di revisione. Lo scoppio di questi nuovi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in un Paese europeo sottolinea la necessità di prestare attenzione alla malattia e di continuare ad applicare misure precauzionali nelle zone ad alto rischio.

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