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influenza aviaria

Notiziario - 22 dicembre 2005

Cina: salgono a sei le persone colpite dal virus H5N1
Il ministro della salute cinese ha confermato un altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria H5N1. Si tratta di un uomo di 35 anni che vive nella provincia sud-orientale di Jiangxi. Il 4 dicembre l'uomo ha sviluppato febbre, seguita da polmonite. Al momento è ricoverato in ospedale, nel reparto di terapia intensiva. Le autorità hanno confermato la presenza di un virus del sottotipo H5 fra le papere presenti nei dintorni della casa dell'uomo. Anche i familiari e le persone a stretto contatto con lui sono state messe sotto osservazione.
Con questo salgono a sei i casi umani in Cina confermati da analisi di laboratorio, di cui due mortali. Ad oggi sono cinque le province o le regioni cinesi in cui sono stati riportati casi umani di influenza aviaria: Hunan, Anhui, Guangxi, Liaoning e Jiangxi.

Nuovi casi di resistenza all’oseltamivir in Vietnam
L'efficacia dell'antivirale oseltamivir nel combattere l'influenza aviaria è stata messa in discussione da un articolo pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine da ricercatori del British Wellcome Trust della Oxford University, coordinati da Jeremy Farrar. Lo studio ha preso in esame otto cittadini vietnamiti infettati dal virus H5N1. In due di questi il virus è diventato ben presto resistente alla terapia a base di oseltamivir. In particolare, il caso è preoccupante per il primo paziente, una ragazza di 13 anni che all'inizio sembrava rispondere bene alla terapia e stabilizzarsi. Poi però, una volta che il virus è mutato nella forma più aggressiva, è peggiorata rapidamente fino alla morte. La terapia era stata iniziata per tempo, quando la madre della ragazza era morta proprio a causa dell'influenza.
In un editoriale pubblicato sulla rivista, gli esperti sottolineano come quanto riportato da Farrar sia preoccupante. Lo studio segnala infatti che quattro degli otto pazienti sottoposti alla terapia antivirale sono sopravvissuti, ma comunque, secondo quanto dichiara Alan Hay del Centro per l'influenza dell'Oms, "ci sono ormai preoccupazioni sull'uso di questi farmaci per trattare le persone infette".

 

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