Cina: salgono a sei le persone colpite dal
virus H5N1
Il ministro della salute cinese ha confermato un
altro caso di infezione umana da parte del virus dell'influenza aviaria
H5N1. Si tratta di un
uomo di 35 anni che vive nella provincia sud-orientale di Jiangxi.
Il 4 dicembre l'uomo ha sviluppato febbre, seguita da polmonite. Al
momento è ricoverato in ospedale, nel reparto di terapia intensiva. Le
autorità hanno confermato la presenza di un virus del sottotipo H5 fra
le papere presenti nei dintorni della casa dell'uomo. Anche i familiari
e le persone a stretto contatto con lui sono state messe sotto
osservazione.
Con questo salgono
a sei i casi umani in Cina confermati da analisi di laboratorio, di cui
due mortali. Ad oggi sono cinque le province o le regioni cinesi in cui
sono stati riportati casi umani di influenza aviaria: Hunan, Anhui, Guangxi, Liaoning e Jiangxi.
Leggi il
comunicato ufficiale dell’Oms.
Nuovi casi di
resistenza all’oseltamivir in Vietnam
L'efficacia dell'antivirale oseltamivir nel
combattere l'influenza aviaria è stata messa in discussione da un
articolo pubblicato sulla rivista
New England Journal of Medicine
da ricercatori del British Wellcome Trust della Oxford University,
coordinati da Jeremy Farrar. Lo studio ha preso in esame otto cittadini
vietnamiti infettati dal virus H5N1. In due di questi il virus è
diventato ben presto resistente alla terapia a base di oseltamivir. In
particolare, il caso è preoccupante per il primo paziente, una ragazza
di 13 anni che all'inizio sembrava rispondere bene alla terapia e
stabilizzarsi. Poi però, una volta che il virus è mutato nella forma più
aggressiva, è peggiorata rapidamente fino alla morte. La terapia era
stata iniziata per tempo, quando la madre della ragazza era morta
proprio a causa dell'influenza.
In un editoriale pubblicato sulla rivista, gli
esperti sottolineano come quanto riportato da Farrar sia preoccupante.
Lo studio segnala infatti che quattro degli otto pazienti sottoposti
alla terapia antivirale sono sopravvissuti, ma comunque, secondo quanto
dichiara Alan Hay del Centro per l'influenza dell'Oms, "ci sono ormai
preoccupazioni sull'uso di questi farmaci per trattare le persone
infette".
Leggi
l’
articolo
del New England Journal of Medicine.