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influenza aviaria

Notiziario - 25 gennaio 2007

Influenza aviaria umana in Egitto: aggiornamento della situazione in corso

Due virus con una mutazione genetica, responsabili di due casi umani di influenza aviaria da virus A/H5N1, verificatisi in Egitto, hanno mostrato, attraverso test di laboratorio, una suscettibilità leggermente ridotta all’oseltamivir. Al momento dei prelievi dei campioni biologici da cui è stato isolato il virus, entrambi i pazienti erano in trattamento con oseltamivir da due giorni.

 

In dettaglio, i due pazienti da cui sono stati prelevati i campioni sono una ragazza di 16 anni e un uomo di 26, entrambi originari della provincia egiziana di Gharbiyah (l’età e le date di questo aggiornamento, relative ai due pazienti, potrebbero essere leggermente diverse dai precedenti report, ma rispecchiano le informazioni più recenti raccolte dall’Oms). Erano rispettivamente nipote e zio e vivevano nella stessa casa. La ragazza è stata ricoverata il 19 dicembre 2006, mentre l’uomo è stato ricoverato il 17 dicembre. Il 21 dicembre hanno cominciato la terapia a base di osteltamivir che prevede la somministrazione di due dosi al giorno. Il 23 dicembre sono stati trasferiti in un ospedale di riferimento. Lo stesso giorno sono stati prelevati i campioni biologici su cui sono stati fatti i test. La ragazza è poi morta il 25 dicembre e l’uomo il 28 dicembre 2006.

 

In questa e nelle altre indagini sull’A/H5N1 in Egitto, è evidente uno stretto e continuo coordinamento tra il ministero della Salute e della Popolazione egiziano e l’Oms. È grazie al monitoraggio e alle tempestive analisi virologiche effettuate presso il Laboratorio di salute pubblica del Cairo che è stato possibile diagnosticare il virus A/H5N1. Test di conferma e il sequenziamento del genoma sono stati effettuati al Cairo, presso il Centro di ricerca medica navale statunitense Namru-3 e in due Centri che collaborano con l’Oms (ad Atlanta negli Usa e a Londra in Gran Bretagna).

 

Fino a oggi, non c’è indicazione che la resistenza all’oseltamivir sia diffusa in Egitto o in altre aree. L’Oms, infatti, non ha proposto alcuna modifica alle linee guida per il trattamento antivirale pubblicate a giugno 2006, per le persone infettate dal virus A/H5N1, in quanto il livello di resistenza clinica rispetto a queste mutazioni non è ancora stato stabilito. I test in corso indicano che la riduzione della sensibilità del virus al farmaco è infatti moderata. Questa mutazione è stata riscontrata precedentemente anche in un caso in Vietnam nel 2005. Inoltre mutazioni simili non sono associate ad alcun cambiamento nella trasmissibilità del virus tra uomo e uomo. Sulla base di queste considerazioni, a oggi, le conseguenze sulla salute pubblica sono limitate. Infine, queste indagini non impongono di modificare il livello di allerta pandemica. Il livello indicato dall’Oms rimane dunque alla fase 3.

Le autorità egiziane, l’Oms e tutti i centri che collaborano continueranno a comunicare tutte le informazioni rilevanti relative alle indagini di campo e alle analisi di laboratorio non appena saranno disponibili.

 


 

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