Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 25 ottobre 2005

Asia: tre nuovi casi di infezione umana da virus H5N1, una vittima
Altri tre casi in Asia di infezione umana dal virus H5N1 dell’influenza aviaria, di cui uno in Thailandia e due in Indonesia. A confermare il caso thailandese è stato il ministro della Sanità: il paziente, un bambino di 7 anni della provincia di Kanchanaburi, ha sviluppato i sintomi il 16 ottobre ed è stato ricoverato il 19. E’ figlio di un uomo deceduto a causa del virus lo scorso 19 ottobre, altro caso confermato. Sono questi due i primi casi confermati nel paese dall’inizio dell’anno. Dall’inizio dell’epidemia di influenza nel 2003 ad oggi, la Thailandia ha confermato 19 casi, 13 dei quali risultati mortali.
Altri due casi di infezione umana con il virus dell’influenza aviaria sono stati confermati in Indonesia dal ministro della Sanità. Il primo è un bambino di quattro anni della provincia di Lampung, nell’isola di Sumatra. Ha sviluppato i sintomi il 4 ottobre ed è stato immediatamente ricoverato in ospedale. Qui è guarito ed è già tornato a casa. Si è trattato del nipote di un uomo di 21 anni di Lampung, caso segnalato il 10 ottobre. Nonostante la parentela e il fatto che i due abitino vicino, la trasmissione da uomo a uomo è stata considerata altamente improbabile.
L’altro caso, appena confermato, riguarda un uomo di 23 anni di Bogor, Giava. E’ stato ricoverato il 28 settembre ed è morto due giorni dopo. Le indagini epidemiologiche hanno rivelato che la causa dell’infezione, per entrambi, va ricercata nell’eposizione al pollame infetto. Fino ad oggi, l’Indonesia ha riportato 7 casi di infezione umana da virus H5N1, quattro dei quali sono risultati fatali.
Fonte: Oms.

Cina: nuovo focolaio di influenza aviaria, abbattuti 44 mila volatili
Un nuovo focolaio di influenza aviaria e' stato individuato in Cina, nella provincia orientale dell'Anhui. Lo ha confermato un funzionario della Fao (l'agenzia delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l’alimentazione) al quale la notizia e' stata riferita ieri dal ministero dell'agricoltura cinese. L'epidemia, provocata dal virus H5N1 ha colpito 2100 volatili, 550 dei quali sono morti. Altri 44 mila animali sono stati abbattuti.
Fonte: Ansa.

Italia: Izsve, dopo 600 campioni nessun uccello positivo al virus H5
''Fino ad oggi non abbiamo trovato nessun campione positivo al test per il virus dell'influenza aviaria''. A dirlo e' Calogero Terreggino, ricercatore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie che è il centro di referenza nazionale e mondiale per il virus dei polli.
''Nelle ultime tre settimane abbiamo ultimato test su almeno 600 campioni di uccelli selvatici prelevati nelle principali zone umide del paese e nessuno di questi - precisa il ricercatore - e' risultato positivo al virus H5 sia nella sua versione ad alta patogenicita' che in  quella a bassa patogenicita'''. Dunque al momento il virus non sembra essere ancora arrivato nel nostro paese ne' nella sua versione altamente patogenicità H5N1 ne' in altre versioni meno pericolose della stessa famiglia dei virus H5.
Anche se al momento i risultati di laboratorio smentiscono l'arrivo del virus in Italia, i ricercatori dell'istituto patavino continuano a lavorare a ritmo serrato. ''Ieri sera e' arrivato un altro stock di almeno 300 campioni sui quali abbiamo avviato le procedure di analisi. I primi risultati su questi nuovi campioni dovrebbero essere disponibili entro venerdì prossimo'', dice l'esperto. ''La stagione migratoria - continua - e' solo all'inizio e negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un avvicinamento di uccelli infetti al nostro paese, quindi non escludo che il virus prima o poi arrivi in Italia. Ma non possiamo fare previsioni. Quando arrivera' saranno i test di laboratorio a dircelo''.
Fonte: Agi.

Italia: Wwf, anche ad Orbetello nessuna traccia del virus
"Il virus dell'influenza dei polli non c'e' e non e' ancora arrivato in Italia e se arriverà molto probabilmente sara' più debole di quello in circolazione in Asia senza alcun rischio per gli uomini''. La conferma arriva dall'Oasi del WWF di Orbetello dove un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Bologna guidati da Mauro Delogu ha invitato i giornalisti per una conferenza stampa allo scopo di illustrare il sistema dei controlli messo in atto nella laguna per il controllo degli animali migratori.
''Nelle ultime settimane - ha spiegato Delogu - abbiamo effettuato diversi test su animali catturati in laguna e fino ad oggi nessuno e' risultato infetto dal virus dell'influenza aviaria. I test vengono eseguiti a ripetizione ogni venti giorni su almeno 40 animali, ma abbiamo deciso di intensificare l'attività''. Nessun dubbio pero' che prima o poi anche nel nostro paese arrivi il virus dell'aviaria, anche se''molto probabilmente quello che arrivera' in Italia sara' un ceppo a bassa patogenicita' che non rappresenta alcun rischio per la salute umana''.
Fonte: Agi

Tamiflu: Food and Drug Administration, timori per farmaci contraffatti
La Food and Drug Administration americana ha espresso preoccupazione per la possibilità che entrino in commercio copie fasulle e quindi non efficaci del farmaco antivirale Tamiflu. Il direttore della Fda, Andrew von Eschenbach ha deciso perciò di organizzare un team rapido di risposta che dovrà fare in modo di assicurarsi che in caso di pandemia venga prodotto il farmaco "legittimo".
Secondo gli esperti, il modo con cui i media hanno trattato la vicenda dell'influenza aviara e della possibile pandemia ha scatenato un panico ingiustificato nella popolazione. E la Fda teme che farmaci fasulli possano essere messi in vendita su internet per sfruttare questo panico.
Andrew von Eschenbach ha comunque consigliato la popolazione di non chiedere al proprio medico ricette per il Tamiflu: usarlo nel modo sbagliato potrebbe infatti ridurre l'efficacia del farmaco e causare molteplici effetti collaterali.
Fonte: Agi.

Sicilia: non è stata l’influenza aviaria ad uccidere i polli e l’airone
Non è stata l'influenza aviaria ad uccidere gli otto polli trovati morti domenica mattina nei pressi di Licata (Agrigento). Gli esami eseguiti sulle carcasse a Palermo, dall'Istituto zooprofilattico, hanno dato esito negativo. “L'influenza aviaria - come ha ribadito il direttore dell'Istituto Santo Caracappa - non è ancora arrivata in Italia, anche se non è escluso che possa arrivare nelle prossime settimane”. Esito negativo anche sull'airone trovato agonizzante. L'animale è stato sottoposto, sempre ieri, a test molecolari e batteriologici.
Fonte: Corriere della sera.

 

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