Efsa: cibi crudi un rischio per salmonella non per l’influenza aviaria
"Non esistono evidenze scientifiche che mostrano che l'influenza
aviaria si trasmette per via alimentare". L'autorità europea per la
sicurezza alimentare (Efsa) ha emanato un comunicato stampa con il quale
ha smentito alcune indiscrezioni pubblicate su alcuni giornali europei,
secondo le quali sarebbe stato meglio non mangiare carne e uova di pollo
crude per il rischio di essere infettati dal virus dell'influenza
aviaria. "Il nostro consiglio di mangiare carne e uova ben cotte - si
legge in una nota che accompagna il comunicato stampa - si riferisce non
all'influenza aviaria, ma al rischio connesso alla salmonella e agli
altri agenti che possono infettare questi prodotti".
(fonte:
Efsa)
Salmaso (Cnesps): in Italia nessun rischio dagli alimenti
“Il rischio che l’influenza aviaria possa entrare nella catena
alimentare in Italia è praticamente nullo”. Stefania Salmaso, direttrice
del Cnesps, Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione
della salute dell’Istituto superiore di sanità, ci tiene a precisare su
EpiCentro – il sito di riferimento del Cnesps - che la raccomandazione
dell’Efsa pubblicata oggi è tesa a rassicurare i consumatori, ricordando
loro le comuni regole di igiene in caso di rischi sanitari, e cioè il
consumo di carni e uova previa cotture. “Questa raccomandazione già
esisteva prima dell’influenza aviaria e riguardava le normali regole di
igiene alimentare – prosegue Salmaso -. Era stata pensata per qualsiasi
altra malattia, soprattutto quelle di origine batterica. Non bisogna
stancarsi di ricordare, infatti, che le persone contagiate in Asia,
pochissime rispetto ai milioni di animali infetti, sono state tutte in
strettissimo contatto diretto con gli animali. Si è trattato, com’è
facile intuire, di situazioni ambientali di notevole promiscuità tra
uomini e animali, che nulla hanno a che vedere con le condizioni
igieniche medie che si riscontrano nei Paesi europei”.
Dunque, anche la possibilità che uccelli infetti possano contagiare i
polli è decisamente scarsa. “È probabile che entro qualche giorno i
ricercatori troveranno qualche migratore infetto dal virus H5N1 –
continua la direttrice del Cnesps -, ma i controlli e le precauzioni
adottate ci fanno quasi escludere che siano grado di trasmettere
l’infezione ai polli. Il rischio è decisamente minimo”.
Salmaso avverte poi dei rischi legati a un’informazione approssimativa e
allarmistica sull’influenza aviaria e lancia un appello agli operatori
sanitari, i quali dovrebbero “attingere le corrette informazioni solo da
fonti istituzionali e divulgarle così come sono ai cittadini”.
Il ruolo della comunicazione e del counselling in condizioni di
emergenza
Nell’ambito dell’emergenza causata dalla possibile pandemia
influenzale, la comunicazione assume un ruolo fondamentale per garantire
una gestione partecipata del rischio. Comunicazione tra le istituzioni
nazionali, regionali e locali, comunicazione tra gli operatori sanitari
coinvolti, comunicazione tra i diversi soggetti sociali che spesso hanno
ruoli, competenze e percezioni diverse rispetto al rischio pandemico:
operatori sanitari, amministratori, cittadini, media, opinion leader.
Una comunicazione trasparente, omogenea e affidabile, in grado di
rispondere al bisogno informativo delle persone, di ascoltare e
comprendere i loro dubbi e le loro preoccupazioni è la condizione
necessaria per fondare un rapporto fiduciario e per accrescere la
credibilità delle istituzioni. Barbara De Mei (reparto Malattie
infettive del Cnesps) propone una
sessione dedicata
all’approfondimento di competenze e strategie finalizzate a rafforzare
la qualità della relazione e il rapporto di fiducia e collaborazione.
La guida del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle
malattie
“Minimizzare i rischi per l’uomo di acquisire virus altamente
patogenici dell’influenza aviaria da uccelli e animali”. Cosa fare con
l’influenza aviaria. Scarica le
linee guida
aggiornate dell’Ecdc.
Ue: vietate le importazioni di uccelli vivi da paesi terzi
Avallata la decisione della Commissione di fermare le importazioni
da paesi extra-Ue di uccelli vivi, diversi dal pollame, per scopi
commerciali. Ci sono però alcune deroghe. Leggi la
traduzione del comunicato.
“I rischi in estremo oriente sono diversi dai nostri”
Gianni Gallo, della Ulss 12 di Venezia, commenta le dichiarazioni
del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per il quale ci si è
preoccupati troppo di un’improbabile pandemia. Consulta il
commento.