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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 2 novembre 2006

Virus a bassa patogenicitÓ in un allevamento in Toscana

In un allevamento di germani, allevati per il ripopolamento in provincia di Grosseto, Ŕ stata riscontrata la presenza di virus influenzale in alcuni capi sottoposti a controllo dal servizio veterinario della Ausl 9. In seguito agli approfondimenti diagnostici attivati in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e Toscana e il Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria di Padova, Ŕ stato possibile escludere la presenza del virus H5N1 ed Ŕ stata invece accertata la natura di bassa patogenicitÓ del ceppo identificato.

La presenza di virus influenzali negli anatidi selvatici e domestici Ŕ una evenienza abbastanza frequente in natura.

I controlli rientrano nell'ambito del piano di sorveglianza per l'influenza aviaria, che prevede il monitoraggio dei volatili presenti sul territorio regionale. ╚ stata attivata l'unitÓ di crisi e il servizio veterinario regionale ha stabilito i primi interventi di tipo cautelativo sull'allevamento, in attesa di ulteriori valutazioni tecniche che saranno definite di concerto con il ministero della Salute e in relazione alla normativa vigente in materia di influenza aviaria.

I controlli sistematici sugli allevamenti rurali e industriali della Toscana sono partiti circa un anno fa. Dal 5 novembre 2005, i servizi veterinari delle Asl toscane hanno visitato 3495 allevamenti, hanno prelevato 7131 campioni ematici, effettuato 1579 controlli su altre strutture (mercati, agrarie), 4773 controlli su alimenti di origine animale, effettuando 29 sequestri per un totale di 6.855 chili di prodotti. Il monitoraggio ha riguardato anche la laguna di Orbetello, con 200 controlli su tutte le specie che la popolano.

 

Ministero della Salute: nessuna emergenza aviaria

Il virus che ha colpito alcuni esemplari di germani in un allevamento in provincia di Grosseto non Ŕ l’H5N1, ma un altro tipo di virus influenzale, tipico delle specie volatili, a basso grado di patogenicitÓ verso altri volatili. Lo precisa un comunicato del ministero della Salute, secondo cui non c’Ŕ possibilitÓ di contagio per l’uomo anche in caso di contatto con l’animale infetto.

L’abbattimento dei germani non Ŕ motivato da rischi per l’uomo, ma Ŕ esclusivamente dettato dall’esigenza di una possibile diffusione ad altri allevamenti. Non si tratta quindi di “influenza aviaria”, intendendo con questa definizione la malattia dei polli e di altri uccelli provocata dal virus H5N1, che ha creato nel passato molto allarme nell’opinione pubblica a seguito del contagio di alcune persone venute a contatto diretto con gli animali infetti in condizioni di scarsa igiene ambientale, soprattutto nel Sudest asiatico.

Per quanto riguarda il virus H5N1, Ŕ utile ricordare che in nessuna parte del mondo si Ŕ mai verificato alcun caso di trasmissione del virus da uomo a uomo e che il contagio da animale a uomo pu˛ avvenire solo per contatto ripetuto e promiscuo con l’animale infetto.

In Italia non si registra al momento alcun caso di contagio da virus H5N1. L’anno scorso sono stati notificati solo pochi casi di cigni selvatici infetti dal virus (19 in tutto) e nessun caso tra i volatili di allevamento, a riprova della sicurezza dei nostri allevamenti e dei sistemi di controllo sanitario in ogni parte d’Italia.

Leggi il comunicato del ministero della Salute.

 

Izs Venezie: appartiene al ceppo europeo il virus identificato in Toscana

Il sistema di monitoraggio e sorveglianza messo in atto dai servizi veterinari italiani ha permesso di individuare un virus H5 a bassa patogenicitÓ, non pericoloso per l'uomo, in un allevamento di germani reali in provincia di Grosseto (zona Principina Terra). Le analisi effettuate dal Centro di referenza per l'influenza aviaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno evidenziato che il virus, giÓ isolato in passato, appartiene ai ceppi europei normalmente presenti nei volatili selvatici acquatici e quindi non ha niente a che vedere col virus asiatico. L'individuazione del virus non Ŕ stata casuale, in quanto l'allevamento Ŕ situato in una zona umida interessata dal piano di monitoraggio attualmente in corso.
Leggi il comunicato originale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

 


 

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