Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 3 novembre 2005

Il punto della situazione

In Russia è stato scoperto il quarto focolaio nella regione di Altai, ai confini con il Kazakhstan, la più colpita dall'influenza aviaria. Il focolaio è stato individuato nel distretto di Volcikinsk dove 52 galline sono morte in cinque diversi pollai nel villaggio di Seliverstovo. Secondo il bilancio più aggiornato del ministero russo dell'Agricoltura, cinque regioni sono attualmente alle prese con il virus H5N1: due si trovano nella parte europea (Tula e Tambov), tre in Asia (Celiabinsk, Omsk, e Altai).

La Cina ha sospeso oggi le importazioni di volatili da tutti i 14 Paesi in cui si sono verificati casi di influenza aviaria (Indonesia, Vietnam, Thailandia, Cambogia, Giappone, Corea del Nord, Kazakhstan, Sudafrica, Mongolia, Romania, Turchia, Russia, Svezia e Croazia) e ha stanziato due miliardi di yuan (200 milioni di euro) per la lotta contro l'epidemia. Il governo di Pechino ha invitato i responsabili delle province a comunicare immediatamente i casi di sospetta influenza aviaria alle autorità sanitarie nazionali e agli organismi internazionali. Il divieto resterà in vigore fino a nuovo ordine.

Usa, pronti i piani di Casa Bianca e Department of Human Health
Lo scorso 1 novembre il presidente americano George W. Bush ha illustrato con un discorso all'Istituto nazionale della sanità il piano Usa per fronteggiare un'eventuale pandemia di influenza nel caso il virus aviario H5N1 dovesse mutare e trasmettersi da persona a persona. Il pacchetto di misure ha un costo di 7,1 miliardi di dollari (5,92 miliardi di euro). In particolare, Bush ha chiesto al Congresso un miliardo di dollari per l'acquisto di scorte antivirali, 1,2 miliardi per l'acquisto di vaccino contro l'H5N1, 2,8 miliardi per la ricerca sui vaccini, e 583 milioni di dollari per la campagna di prevenzione. Gli Stati, le città e le comunità locali riceveranno specifiche istruzioni su come, quando e a chi somministrare le 20 milioni di dosi disponibili di vaccini e medicinali antivirali come Tamiflu (della casa farmaceutica elvetica Roche) e Relenza (dell'inglese GlaxoSmithKline). In testa alla lista vi sono ricercatori e addetti ai laboratori impegnati nella ricerca e nella produzione di vaccini anti-influenzali, personale sanitario e quanti dovranno prestare assistenza ai malati.


Conoscere l’influenza aviaria: le risposte dal territorio

L’impatto sui media tradizionali di un tema così “tecnico” come l’influenza aviaria ha portato a distorsioni sul piano della comunicazione. Ciò ha portato anche al verificarsi di alcuni episodi di allarme, non giustificato dalle effettive condizioni di pericolo, che a loro volta potrebbero produrre convinzioni e comportamenti sbagliati. Gli operatori sanitari, invece, hanno bisogno di informazioni scientificamente valide e immediatamente disponibili, che provengano da fonti ufficiali e attendibili. Per questo motivo, dal territorio segnaliamo due esempi positivi: uno dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve), l’altro della Regione Emilia Romagna.

Nel sito dell’Izsve gli esperti hanno sviluppato, per il ministero della Salute, un’area tematica dedicata all’influenza aviaria. La sezione raccoglie gli sviluppi relativi al sistema preventivo nazionale per il controllo dell’influenza aviaria, le informazioni sulla malattia e i riferimenti legislativi. Predisposto congiuntamente dal Centro di referenza per l’influenza aviaria dell'Izsve e dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica, è inoltre disponibile il Piano di monitoraggio nazionale sul pollame domestico e, in collaborazione con il Cermas, sui volatili selvatici. Particolarmente dedicato agli operatori invece, il Manuale operativo in caso di influenza aviaria, versione 2005.

La Regione Emilia Romagna invece, ha creato un sito internet sull’influenza aviaria che è curato da esperti dell’Assessorato politiche per la salute e dell’Agenzia sanitaria della regione. L’obiettivo è fornire agli operatori sanitari e ai cittadini informazioni corrette, chiare e tempestive su un fenomeno che sta destando preoccupazione e sul quale, vista la molteplicità e spesso la discordanza dei messaggi, diventa difficile orientarsi. Sul sito vengono anche segnalati gli aggiornamenti delle conoscenze sulla valutazione del rischio, sulle misure di prevenzione e di assistenza. La redazione è coordinata da un comitato tecnico-scientifico composto da medici di sanità pubblica e medici veterinari.

Cosa significa comunicare su un rischio in situazioni di emergenza

Pianificazione e comunicazione rappresentano le scelte strategiche essenziali per sviluppare interventi in grado di fronteggiare una situazione di emergenza. Per affrontare la quale, tutto va predisposto, tutto va pianificato, anche la comunicazione va pensata, organizzata e affinata per poter poi intervenire velocemente e in modo coordinato. Barbara De Mei (reparto malattie infettive, Cnesps) propone una sessione dedicata all’approfondimento di competenze e strategie finalizzate a rafforzare la qualità della relazione e il rapporto di fiducia e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: questa settimana, cosa significa comunicare su un rischio in situazioni di emergenza.


 

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