Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 8 luglio 2010

Scoperta nuova via di trasmissione e di circolazione dei virus dell’aviaria

I virus dell’influenza aviaria si legano ai grassi secreti dalla ghiandola dell’uropigio che i volatili spalmano sul corpo per impermeabilizzare il piumaggio (preening). I virus, concentrati sulle piume, vengono ingeriti e possono innescare nuove infezioni. Questo il meccanismo, finora sconosciuto, che consente alle particelle virali, disperse nell’acqua da soggetti infetti, di aderire sulla superficie del corpo degli uccelli, ed essere così in grado di infettare nuovi ospiti recettivi. La scoperta, realizzata nell’ambito della ricerca condotta da un team di scienziati, coordinati dal virologo Mauro Delogu, ricercatore presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Alma Mater-Università di Bologna, assieme ai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia e del St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis, è stata pubblicata sulla rivista PLoS One. Le ricadute più importanti della ricerca riguardano la possibilità di elaborare nuove e più efficaci strategie di prevenzione e sorveglianza dell’influenza. Tra queste, la necessità di verificare l’assenza del virus anche nelle piume, per escludere che l’animale sia infetto o possa infettare, e tenere conto del ruolo del preening e della secrezione della ghiandola uropigiale nella trasmissione dell’infezione per la messa a punto di un’opportuna formulazione vaccinale con l’uso di appropriati adiuvanti mucosali. Per eventuali approfondimenti o chiarimenti sullo studio, è possibile contattare Mauro Delogu. Leggi l’articolo “Can Preening Contribute to Influenza A Virus Infection in Wild Waterbirds?”, pubblicato sulla rivista PLoS One il 25 giugno 2010 e consulta il “Primo piano” e il comunicato stampa sul sito dell’Iss.

 


 

trova dati