(Traduzione e sintesi a cura della redazione di EpiCentro)
Quali misure sono state prese per prevenire
l’importazione di influenza aviaria nell’Unione europea da Paesi terzi?
La Commissione ha attivato una serie di azioni
che mirano a proteggere l’Ue dalla possibilità di diffusione della
malattia dall’Asia, Russia e Kazakistan. Sono state proibite le
importazioni da quelle regioni di uccelli vivi e di prodotti avicoli a
rischio come la carne fresca di pollo e le piume non trattate. Tuttavia,
questa proibizione non interessa carne di pollo cotta, dato che il
trattamento con calore ad almeno 70°C distrugge il virus dell’influenza.
La situazione in Asia è regolarmente controllata dal Comitato permanente
sulle catene alimentari e la salute animale. Al momento, il bando delle
importazioni riguarda la Cambogia, Cina e Hong Kong, Indonesia, Laos,
Malesia, Nord Corea, Pakistan, Tailandia, Vietnam, Russia e il
Kazakistan.
Cosa sta facendo l’Unione europea per aiutare l’Asia a combattere l’epidemia in corso?
L’attuale epidemia ha portato alla morte o distruzione di oltre 125 milioni di polli, e a una perdita economica stimata sugli 8-12 miliardi di euro e alla morte di circa 50 persone. La paura è che questo virus possa, eventualmente, diventare l’agente infettivo di una pandemia umana. L’Unione Europea si sta coordinando con le organizzazioni internazionali per fornire un supporto tecnico di emergenza e finanziario ai Paesi coinvolti, in particolare al Vietnam, per cercare di limitare la diffusione del virus e il passaggio all’uomo. Tuttavia, l’eradicazione del virus dell’influenza aviaria dall’Asia non può essere considerato un obiettivo realistico a breve termine ed è quindi essenziale pianificare e coordinare azioni future e misure di controllo.
Come migliorerà la situazione la nuova direttiva proposta dalla Commissione europea?
La direttiva contenente misure per il controllo dell’influenza aviaria (adottata il 28 aprile 2005) punta ad aggiornare le misure dell’Ue in base alle lezioni acquisite dalle recenti epidemie e dalle nuove conoscenze scientifiche sulla diffusione di questo virus e sui rischi per la salute umana. Per prevenire epidemie di influenza aviaria, la nuova legislazione stabilisce misure obbligatorie di sorveglianza e di controllo contro i virus che possono essere trasmessi al pollame domestico da uccelli selvatici come le anatre e le oche. Non è possibile eradicare completamente questi virus dalla popolazione di uccelli selvatici, ma si può controllare in modo efficace l’infezione degli allevamenti domestici e prevenire la mutazione del virus verso forme ad alta patogenicità. La nuova direttiva deve essere adottata dal Consiglio europeo e recepita dalle legislazioni nazionali in tutti i paesi membri prima di entrare in vigore completamente il 1 gennaio 2007. L’adozione di questa direttiva è una priorità della presidenza britannica dell’Unione nell’autunno 2005.
Cosa sta facendo la Commissione per contribuire alla preparazione in risposta a una potenziale pandemia di influenza umana?
La Commissione ha pubblicato il 20 marzo 2004 un documento intitolato Community pandemic influenza preparedness and response planning, che identifica gli elementi chiave della strategia europea per fronteggiare l’influenza pandemica:
stesura e sperimentazione dei piani nazionali di preparazione;
sorveglianza e networking dei laboratori di referenza nazionale per identificare rapidamente i ceppi pandemici;
gestione efficace dell’epidemia attraverso consulenze puntuali e tempestive;
notifica precoce dei casi, assistenza nel caso di epidemia e coordinamento della risposta da parte degli Stati membri della Ue;
fornitura adeguata e tempestiva di vaccini e di farmaci antivirali.
Dalla pubblicazione di questo piano, la Commissione
ha lavorato con gli Stati membri e con l’Organizzazione mondiale della
sanità per migliorare i piani nazionali. La Commissione sta organizzando
una esercitazione di prova per l’autunno 2005 per testare le
comunicazioni, lo scambio di informazioni l’interazione tra le autorità
competenti a livello europeo e il coordinamento e l’operatività dei
piani nazionali. Subito dopo, sarà tenuta una conferenza per valutare il
risultato dell’esercitazione e mettere a punto raccomandazioni.
I network di laboratori veterinari e di salute
pubblica sono già stati messi a punto nell’Unione europea. L’Ue dispone
infatti di una rete di sorveglianza, la European Influenza Surveillance
Scheme (Eiss). Il Centro per la prevenzione e il controllo delle
malattie europeo (Ecdc) assumerà un ruolo determinante nella gestione di
questo settore. La Commissione sta anche cercando di migliorare il
coordinamento e la cooperazione tra questo network e il Community
Reference Laboratory for Avian Influenza, e con tutte le organizzazioni
nazionali e internazionali che operano nel campo. Un incontro congiunto
di tutti i soggetti coinvolti si è tenuto a inizio 2005 per migliorare
il coordinamento. Esperti dei Paesi membri, assieme a Eiss e Ecdc si
sono riuniti il 21 giugno 2005 per preparare un documento di guida
tecnica sulle procedure di comunicazione alle istituzioni sui casi di
influenza aviaria umani. Il documento è pronto e sarà approvato entro
fine settembre 2005 dal Sistema rapido di allarme e risposta (Early
Warning and Response System, Ewrs), strumento informatico che connette
gli Stati membri, l’Ecdc e la Commissione in caso di emergenze dovute a
malattie trasmissibili. Attraverso questo strumento, gli Stati membri
stanno regolarmente aggiornando la Commissione sulle misure di salute
pubblica intraprese dopo i recenti eventi segnalati in Russia.
La Commissione sta promuovendo una serie di incontri con il comitato di Sicurezza sanitaria e i produttori europei di vaccini per identificare un sistema condiviso che garantisca sufficienti quantità di vaccino nel più breve periodo possibile nel caso di una pandemia. Sul fronte dei farmaci antivirali, la Commissione sta trattando con le industrie per discutere della disponibilità di antivirali e delle difficoltà incontrate da alcuni paesi nell’operazione di stoccaggio.
Il 6 aprile 2005, la Commissione ha proposto una regolamentazione del Parlamento e del Consiglio europeo per stabilire un fondo di solidarietà che permetta il rimborso dei costi fino a 1000 milioni di euro all’anno nel caso di una grave emergenza sanitaria pubblica, per coprire il costo dei vaccini e dei farmaci. Questo meccanismo di rimborso dovrebbe agire da incentivo verso gli Stati membri per concludere in anticipo accordi di acquisto con l’industria, facilitando la creazione di condizioni di equità nelle scorte.
Quale ricerca si sta facendo nel campo dell’influenza aviaria?
L’Unione europea ha stanziato 6,5 milioni di euro a diversi progetti di ricerca sul virus dell’influenza aviaria. Tra questi, sviluppo di nuovi vaccini, studi sulla trasmissione della malattia tra le popolazioni avicole e agli umani, e migliori metodi diagnostici. L’Unione europea ha anche diversi progetti, per un totale di 12,4 milioni di euro, per sviluppare nuove tecnologie per combattere una pandemia di influenza nella popolazione umana, attraverso lo sviluppo di nuovi vaccini, la creazione di reti di sorveglianza, il monitoraggio delle resistenze ai farmaci e lo studio degli effetti degli antivirali.