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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Mortalità per overdose tra gli ex-detenuti: il report dell’Oms Europa

22 luglio 2010 - Tra i detenuti, la dipendenza da sostanze stupefacenti è di gran lunga più alta rispetto al resto della popolazione e il tasso di mortalità per overdose tra gli ex-reclusi nel periodo immediatamente successivo alla scarcerazione è molto alto. In Asia, per esempio, la dipendenza dagli oppioidi raggiunge l’80%, mentre in America Latina è più diffusa la dipendenza da cocaina.

 

L’alto tasso di diffusione delle droghe tra i detenuti aumenta l’esposizione di queste persone ai rischi sanitari legati alle sostanze stupefacenti e in particolare all’overdose, soprattutto nelle prime settimane dopo la scarcerazione. Gli incidenti di overdose sono il risultato di molti fattori, tra cui la diminuzione della tolleranza alle droghe dopo il periodo di relativa astinenza in carcere, l’uso di altre sostanze stupefacenti, l’assenza di counselling nei mesi precedenti alla scarcerazione e la mancanza di un supporto dopo il rilascio.

 

Per far fronte a questo problema, l’Oms Europa pubblica il rapporto “Prisons and Health, Prevention of acute drug-related mortality in prison population during the immediate post-relaese period” (pdf 494 kb), un documento destinato soprattutto ai Ministri e agli operatori sanitari, in cui vengono analizzate le evidenze attualmente disponibili e messe in luce le possibili strategie da adottare per abbattere la mortalità per droga dopo la scarcerazione.

 

La raccomandazioni chiave

Per avere successo nella prevenzione è indispensabile instaurare un forte legame tra le carceri e i sistemi di sanità pubblica, facendo appello ai seguenti principi:

  • equità nelle cure: in carcere il trattamento per il recupero dalla dipendenza deve essere uguale a quello messo a disposizione per il resto della comunità e deve garantire la presenza di personale specializzato e la qualità delle terapie
  • pratiche evidence-based: sono numerose le evidenze scientifiche che garantiscono l’efficacia delle terapie sostitutive degli oppioidi e per una maggiore efficacia i trattamenti devono essere accompagnati da interventi psicoterapeutici e psicosociali
  • continuità del trattamento e delle cure: i disordini della dipendenza da droghe sono molto persistenti e per questo le cure e i trattamenti devono essere prolungati sia durante il periodo di reclusione, sia durante il periodo di reintegrazione e di rilascio
  • costruzione di reti e partnership: per garantire ai carcerati e agli ex-detenuti un’assistenza continuativa è necessario costruire dei network delle strutture sociali di sostegno, punti di riferimento indispensabili per gli ex-carcerati.

In carcere

Nelle carceri è necessario istituire dei piani di trattamento e promuovere una cultura di rispetto reciproco e partecipazione attiva. Per questo è fondamentale portare avanti dei programmi di educazione per i detenuti e per il personale che lavora nelle carceri (interno ed esterno) e dare loro le principali nozioni di sanità pubblica rispetto a:

  • prevenzione del consumo di droghe
  • comportamenti a rischio
  • prevenzione dell’overdose.

Fuori dal carcere

Il periodo immediatamente successivo alla scarcerazione è fonte d’incertezza e d’instabilità per gli ex-detenuti e rappresenta il momento di maggiore vulnerabilità. Per questo è necessario garantire un sostegno:

  • fisico e pratico, che li aiuti per esempio a trovare una casa e un lavoro
  • psicologico
  • sociale.

Azioni a livello nazionale

Per elaborare delle strategie efficaci è necessario creare strutture e mettere a disposizione servizi che mirino in particolare a:

  • fornire un piano nazionale per il trattamento delle droghe: il piano deve essere incorporato a tutti i livelli del sistema carcerario e deve essere integrato anche al sistema sanitario
  • stabilire le responsabilità di gestione
  • soddisfare le necessità dei vari sottogruppi
  • monitorare il rischio e valutare gli interventi.

Risorse utili

Consulta sul sito dell’Oms Europa: