Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Una nuova Europa

Silvia Declich e Flavia Riccardo – reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

28 marzo 2013 - La Regione europea dell’Oms sta vivendo un momento di transizione, con rilevanti cambiamenti demografici ed epidemiologici, nel contesto di una profonda crisi economico-finanziaria.

 

Le esigenze di promozione della salute, prevenzione e cura stanno cambiando rapidamente, stimolando un adattamento della tipologia e della modalità di offerta dei servizi sanitari nei Paesi della Regione. Poiché questo processo si sta verificando con velocità e intensità diverse, si osservano diseguaglianze e disparità di salute tra un Paese e l’altro e, all’interno dello stesso Paese, tra diversi gruppi di popolazione.

 

Contrastare questa tendenza è una priorità identificata nel documento strategico Health 2020 di cui l’European health report 2012, pubblicato nel marzo 2013 dall’Ufficio europeo dell’Oms, vuole essere il riferimento tecnico/epidemiologico. Il documento, individua le popolazioni migranti come un gruppo di particolare interesse sia per la loro crescente rilevanza demografica nella Regione europea dell’Oms, sia per il rischio che soffrano di condizioni di salute peggiori rispetto alla popolazione generale.

 

Quasi il 70% della crescita demografica rilevata nella Regione europea tra il 2005 e il 2010 è infatti ascrivibile al fenomeno immigratorio, che è quindi uno dei fattori che ne influenzano maggiormente la transizione demografica.

 

È di 73 milioni la stima del numero di migranti che vivono nella Regione europea, costituendo quasi l’8% della popolazione. Il 52% è costituito da donne. Le stime e le proiezioni del saldo migratorio netto nel 2020, indicano trend regionali diversi con flussi migratori prevalentemente in uscita per le nazioni un tempo appartenenti all’Unione Sovietica e prevalentemente in entrata per i Paesi dell’Europa occidentale. Sebbene non si conoscano gli effetti a lungo termine del fenomeno migratorio sulla crescita e composizione demografica della popolazione della Regione europea dell’Oms, è noto che, rispetto al resto della popolazione, i migranti sono più giovani, meno abbienti, più propensi ad ammalarsi e con minore accesso ai servizi sanitari.

 

È necessario prenderne atto sia nelle politiche sanitarie che a livello intersettoriale per rispondere meglio ai bisogni di salute, attuali e futuri, delle popolazioni migranti nei nostri Paesi.

 

Leggi anche l’approfondimento sull’European health report 2012 a cura della redazione di EpiCentro.