Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Health at a Glance 2016: stato di salute nei Paesi europei

Revisione a cura di Angela Spinelli, Direttore Cnesps-Iss

 

1 dicembre 2016 - Per migliorare la salute della popolazione e ridurre le disuguaglianze di salute nei Paesi europei sono necessarie attività di prevenzione più efficaci e un’adeguata qualità dell’assistenza. Lo riferisce il rapporto “Health at Glance 2016 – State of Health in the EU cycle” pubblicato dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – Organization for economic co-operation and development, Oecd) in collaborazione con la Commissione europea. Il documento presenta il confronto tra lo stato di salute di diverse nazioni (28 Stati Ue, 5 Paesi candidati e 3 nazioni dell’European Free Trade Association) e le prestazioni dei loro sistemi sanitari.

 

Dai dati emerge che nonostante l’aspettativa di vita tra gli Stati Ue sia aumentata di oltre 6 anni dal 1990 (passando da una media di 74,2 anni a 80,9 anni nel 2014) sono ancora molte le disuguaglianze tra i Paesi e tra gruppi socio-demografici: nell’Europa occidentale si vive circa 8 anni di più che in quella orientale e centrale e, all’interno delle singole nazioni, l’aspettativa di vita è maggiore tra coloro che hanno un alto livello di istruzione e un reddito elevato.

 

Il rapporto riferisce anche che nel 2013 oltre 1,2 milioni di europei sono morti per malattie e incidenti che avrebbero potuto essere evitati con politiche di prevenzione più efficaci e un’assistenza più tempestiva. Sono infatti ancora molte le azioni necessarie per intervenire sui fattori di rischio – ambientali e comportamentali – che portano a morte prematura. Nonostante i progressi fatti in molti Paesi europei nella promozione di stili di vita salutari (attraverso campagne di comunicazione e specifiche politiche legislative e fiscali), il documento Ocse sottolinea che nel 2014 si registravano ancora dati poco favorevoli: più di 1 adulto su 5 fumava ogni giorno, oltre 1 adulto su 5 riferiva di eccedere nel bere alcolici almeno una volta al mese e 1 adulto su 6 risultava obeso.

 

Miglioramenti costanti dal punto di vista della salute della popolazione e della riduzione delle disuguaglianze possono inoltre essere raggiunti assicurando un accesso universale alle cure e a un’assistenza sanitaria di qualità. Il rapporto riferisce che molti Paesi Ue hanno raggiunto la copertura sanitaria universale per un set di servizi di base. Tuttavia, nel 2014, in 4 Paesi Ue (Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania) ancora un 10% della popolazione non risultava regolarmente coperto per le spese sanitarie.

 

Per assicurare un accesso efficace ai servizi è necessario che gli Stati dispongano di un numero sufficiente di professionisti della salute, di diverse competenze. Dal 2000 il numero di medici pro capite è aumentato in media di un 20% in quasi tutti i Paesi Ue (passando da 2,9 medici per 1000 abitanti nel 2000 a 3,5 nel 2014) ma rimangono ancora disomogeneità nella distribuzione geografica degli operatori all’interno dei singoli Paesi.

 

Infine, il rapporto Ocse sottolinea la necessità per i governi di far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione e alle relative conseguenze sui sistemi sanitari nazionali. La percentuale degli over 65enni è infatti aumentata dal 10% del 1960 al 20% nel 2015 e si prevede che raggiunga il 30% nel 2060.

 

Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Health at Glance 2016 - State of Health in the EU cycle”.