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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Salute nell’Ue: il report dell’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie

1 luglio 2010 - La salute può essere considerata una delle risorse più importanti per la prosperità sociale ed economica. Tuttavia, anche se l’obiettivo di migliorare la salute media dei cittadini è importante per tutti i Governi, in Europa negli ultimi anni si è assistito a un ampliamento delle disparità sanitarie tra i vari Paesi. Le disuguaglianze nel reddito, nell’educazione, nell’ambiente di vita e nelle condizioni di lavoro hanno effetti sul benessere dei cittadini sia diretti (per esempio vivere in una casa in buone condizioni abbassa il rischio di avere uno stato di salute scadente) sia indiretti, per esempio attraverso fattori psicologici come lo stress.

 

Per analizzare le discrepanze sanitarie all’interno dei singoli Paesi e tra di essi, l’Osservatorio europeo sui sistemi e sulle politiche sanitarie pubblica il rapporto Health in the European Union, Trends and analysis (pdf 3,2 Mb). Obiettivo dell’indagine è analizzare la relazione che intercorre tra le condizioni di vita, i fattori socio-economici e la salute, nell’intento di stimolare un dibattito e politiche di azione in grado di creare una società più sana e più equa.

 

Le malattie croniche

Nell’Unione europea le malattie non trasmissibili costituiscono la principale causa di morte. Le malattie croniche più comuni sono quelle cardiache, quelle cerebrovascolari e il cancro. Ad eccezione della Grecia, della Macedonia e del Portogallo, dove la prima causa di morte è l’ictus, la principale causa di morte in Europa sono le cardiopatie ischemiche. L’incidenza dei tumori è in continua crescita e i tassi di cancro tra gli uomini sono significativamente più alti rispetto alle donne, anche se l’aumento dei tumori ai polmoni nel sesso femminile sta lentamente appianando le differenze. I tassi di mortalità per tumore sono molto variabili all’interno dei vari Paesi e le percentuali più elevate si registrano in Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Irlanda e Svezia. Altre malattie croniche diffuse sono il diabete, le patologie respiratorie e quelle del fegato.

 

Salute mentale

Tra le politiche sanitarie e sociali prioritarie per i Governi europei, la salute mentale sta conquistando sempre più spazio. Le stime a oggi disponibili suggeriscono che in Europa la salute mentale è responsabile del 20% dell’impatto sanitario, anche se per il momento i dati raccolti non consentono di fare analisi comparative affidabili. Quello che emerge chiaramente è che la salute mentale nei Paesi della Comunità economica europea è peggiorata particolarmente marcato parallelamente all’aumento dei disordini legati al consumo di alcol, alla violenza e al suicidio. I dati mostrano anche un aumento dell’assenteismo e del ritiro dal lavoro per malattie mentali, in particolare per la depressione, in tutta Europa sia tra gli uomini che tra le donne.

 

Le malattie infettive

Anche se molte malattie infettive sono state debellate, alcune di esse rimangono una seria minaccia per la salute pubblica. Particolarmente preoccupanti sono gli alti tassi di tubercolosi e i sempre crescenti tassi d’infezione da Hiv in molti dei Paesi membri e in molti degli Stati confinanti, soprattutto nell’Europa orientale. Nel 2004 in Europa (escluse Italia e Spagna) sono stati riportati oltre 24 mila nuovi casi d’infezione da Hiv e la tubercolosi, in declino per tutto il ventesimo secolo, è riemersa in molti Paesi ed è considerata malattia ad alta incidenza soprattutto in Estonia, Lettonia, Lituania e Romania. Tra le malattie sessuali l’infezione più comunemente diagnostica è quella da clamidia, in crescita dal 1995 a oggi. Anche la gonorrea e la sifilide, sostanzialmente sparite alla fine degli anni Ottanta, sono tornate ad aumentare a metà degli anni Novanta.

 

Incidenti e infortuni

Nell’Ue gli infortuni, in particolare quelli stradali e quelli domestici, rappresentano la quarta causa di morte. Gli incidenti stradali sono in continua crescita, anche se i decessi da essi causati sono in diminuzione in molti Paesi tra cui Germania, Olanda, Svezia e Regno Unito. La maggior parte delle persone coinvolte in incidenti stradali è di sesso maschile e soprattutto appartenente alla fascia di età che va dai 15 ai 29 anni.

Circa il 63% degli infortuni avviene in casa o durante le attività ricreative e sportive, con un tasso di mortalità doppio rispetto a quello degli incidenti stradali e circa 10 volte superiore a quello degli incidenti sul lavoro. La percentuale di incidenti domestici o che avvengono durante le attività sportive è significativamente più elevata nell’Europa orientale.

 

Fattori di rischio prevenibili

Il fumo è la principale causa di morte e di malattia evitabili nell’Unione europea, con oltre 650 mila decessi ogni anno. L’obesità, l’inattività fisica e le diete poco equilibrate sono problemi che causano crescenti preoccupazioni nei policy maker dell’Ue. Più del 50% della popolazione europea è in soprappeso o obeso. L’abuso di alcol è la terza causa di morte nell’Unione europea e il consumo di droghe rappresenta una minaccia considerevole per la salute fisica e mentale.

 

Disuguaglianze socio-economiche, salute e cure sanitarie

La riduzione delle disuguaglianze sanitarie e il raggiungimento di un’omogenea distribuzione dei servizi sanitari sono priorità chiave dei Paesi Ue. Il reddito, l’educazione e lo stato occupazionale influiscono sui fattori di rischio come il fumo e l’obesità, sullo stato di salute e sulla mortalità, sia direttamente che indirettamente attraverso fattori psicologici e ambientali. L’accesso alla salute può essere più basso per le persone più povere a causa di barriere economiche determinate dalle spese non incluse nella copertura sanitaria nazionale. In alcuni Paesi tra cui Cipro, Bulgaria, Grecia e Lettonia, queste spese costituiscono circa il 40% dei costi sanitari totali. Altre barriere possono essere quelle geografiche.

 

Conclusioni

Il quadro che emerge dal rapporto evidenzia in generale un miglioramento nella maggior parte dei Paesi, tuttavia molte sono le sfide ancora aperte, soprattutto a causa del continuo invecchiamento della popolazione e dell’ampliamento delle disparità economiche e sociali. Il documento sottolinea, però, che per migliorare l’analisi della situazione sanitaria europea è necessario potenziare la comparabilità dei dati.

 

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