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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Donne e salute, il rapporto 2010 della Commissione europea

25 marzo 2010 - In prevalenza la popolazione europea è femminile (nel 2007 c’erano 104,9 donne ogni 100 uomini) e, di media, le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore (in Lituania la differenza arriva fino a 11,7 anni). Eppure, le donne tendono ad ammalarsi più spesso degli uomini (la percentuale di anni di vita in buona salute è 75,4% per le donne e 80,7% per gli uomini) e, con l’avanzare dell’età, aumenta l’incidenza delle patologie croniche (diabete) e dei problemi mentali.

 

Alcuni studi sottolineano la diversa incidenza di alcune patologie tra popolazione maschile e femminile, così come l’importanza di prestare cure differenziate per donne e uomini. Peraltro, il corpo maschile e quello femminile hanno differenze fisiologiche tali da farli reagire in modo diverso alle malattie. Per questa ragione, la Commissione europea ha pubblicato uno studio (pdf 5,3 Mb) sulla salute delle donne che ha coinvolto i 27 Stati membri dell’Unione europea e la European Economic Area (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). Obiettivo del documento è mostrare quali sono i dati attualmente disponibili sull’argomento, sottolineando sia le questioni che al momento rivestono maggiore interesse per la salute femminile, sia quelle emergenti.

 

Lo studio ha messo in luce un problema poco considerato: è difficile riuscire a fornire un quadro completo ed esaustivo per un’area come quella analizzata, sia perché sono necessari indicatori esatti sia perché servono dati precisi. Per questo motivo, per la realizzazione del rapporto si è dovuto tener conto della ristrettezza dei campioni, del carattere locale dei dati e delle scarse indicazioni di genere.

 

La situazione in Europa

A livello lavorativo, nonostante in media le donne abbiano un’istruzione maggiore (nel 2006 il 55,1% degli studenti delle scuole superiori erano donne), spesso ricevono salari inferiori rispetto agli uomini. Inoltre, in tutto il territorio europeo, sono frequenti le assunzioni femminili con part-time (nel 2007 il 31,2% delle donne e il 7,7% degli uomini), una condizione giustificabile solo in parte dal loro doppio ruolo casalingo e lavorativo. Dai dati analizzati è infatti emerso che in proporzione, le donne svolgono più spesso degli uomini, lavori che non prevedono retribuzione, come l’assistenza ai familiari malati, le cure parentali (alle quali le donne dedicano il triplo del tempo degli uomini, 60 minuti contro 22) e il volontariato.

 

La situazione lavorativa della donna si riflette anche sulla sua salute materna: la percentuale di infertilità femminile è infatti in aumento (il tasso di fertilità è passato da 2,6 nei primi anni ’60, a 1,4 nel periodo 1995-2005) ed è legata sia al ritardo con cui si affronta la prima gravidanza (nel 2006 l’età media della prima gravidanza è di 30 anni in Spagna, Italia, Olanda, Svezia e Danimarca), sia all’aumento dell’incidenza di alcune patologie, come le infezioni da clamidia (in Francia nel periodo 1998-2007 l’incremento è stato +144%), che possono portare all’infertilità, e che affligge le donne nel 55% dei casi.

 

La salute delle donne

Le cause di morte più frequenti tra le donne europee sono le malattie cardiovascolari e i tumori (seno, colon-retto, utero e polmone), tuttavia, nonostante gli sviluppi scientifici abbiano portato al miglioramento dei dati sulla mortalità per molte forme tumorali (-2% nel periodo 1982-1992, -8% nel periodo 1992-2002), emerge la necessità di svolgere ricerche più approfondite volte a ridurre la mortalità attraverso politiche di prevenzione.

I dati sulla salute femminile indicano che attualmente il problema sanitario più importante è rappresentato dall’Hiv a causa del costante aumento dei nuovi casi (14.483 nuovi casi nel 2000 e 19.435 nuovi casi nel 2007).

 

Un altro problema, legato soprattutto all’aumento dell’aspettativa di vita delle donne, è rappresentato dai disordini mentali (la depressione colpisce il 18,2% delle donne e il 9,5% degli uomini). La demenza e l’Alzheimer sono le patologie più frequenti cui vanno incontro le donne con l’avanzare dell’età: l’assenza di dati di genere riferiti a queste malattie le rende problematiche da affrontare con urgenza.

 

Le patologie muscolo-scheletriche sono una delle principali cause di infermità nell’età adulta. Si tratta di disordini, come osteoporosi e artriti, spesso cronici, che tendono a svilupparsi più frequentemente nelle donne e, in generale, i dati disponibili indicano che le fratture ad avambraccio (80%), omero (75%), anca (70%) e colonna vertebrale (58%) hanno un’incidenza maggiore nella donna.

 

Gli stili di vita

Gli stili di vita e i fattori di rischio come fumo, alcol, obesità e attività fisica, sono importanti nell’analisi sull’incidenza delle patologie nel sesso femminile. Il fumo è ritenuto responsabile di patologie come ictus, bronchiti croniche e tumori, e questo studio ha registrato anche un aumento del tasso di decessi legati al fumo. Nonostante queste evidenze, i dati seppur parziali, relativi alle donne fumatrici, riferiti al periodo 2003-2005, hanno evidenziato un incremento rispetto al periodo 1996-2003 (Portogallo +6,8% e Austria +32,2%).

 

Sebbene il consumo di alcol in Europa sia il più alto del mondo, sono disponibili pochi dati di genere, la tendenza è maggiore per gli uomini ma un dato preoccupante è rappresentato dall’uso dell’alcol durante la gravidanza (25-50% delle donne). Allo stesso modo, per quanto riguarda l’uso di sostanze stupefacenti e di droghe, la tendenza è soprattutto maschile, ma le donne primeggiano nell’uso di tranquillanti e sedativi durante il periodo scolastico (15-16 anni).

 

Sovrappeso e obesità sono problemi che riguardano l’intera popolazione europea (maschile e femminile) e sono associati all’insorgenza di patologie cardiovascolari, ipertensione e diabete di tipo 2. Tra le donne, le percentuali di obesità maggiori sono state riscontrate in Austria, Regno Unito e Germania. Alcuni studi hanno, inoltre, evidenziato che l’obesità femminile è associata a tumori al polmone, problemi muscolo-scheletrici e, nelle donne in menopausa, anche ai tumori all’endometrio.

 

Leggi il rapporto della Commissione europea “Data and Information on Women’s Health in the European Union” (pdf 5,30 Mb).