Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
home > prevenzione e salute > salute globale > I determinanti sociali delle malattie infettive: l’impegno dell’Unione europea...
focus
salute globale
I determinanti sociali delle malattie infettive: l’impegno dell’Unione europea

22 luglio 2010 - Sebbene l’Europa sia una delle aree più ricche del pianeta, ben il 17% dei cittadini europei vive al di sotto della soglia di povertà. Le condizioni in cui le persone nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano, influiscono sul benessere delle persone e danno luogo a disuguaglianze sistematiche nello stato di salute della popolazione evitabili attraverso politiche e strategie adeguate. Eurosurveillance dedica il numero dell’8 luglio 2010 ai determinanti sociali delle malattie infettive.

 

L’Europa contro le disuguaglianze

Con la Decisione del 22 ottobre 2008 (pdf 82 kb), il Parlamento europeo e il Consiglio d’Europa hanno designato il 2010 come l’anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà”, come formulato all’avvio della strategia di Lisbona. Agire sui determinanti sociali significa anche agire sulla salute dei cittadini europei, allo scopo di garantire una maggiore equità. Il meeting del The Employment, Social Policy, Health and Consumer Affairs Council (Epsco), tenutosi nel marzo 2010 tra i ministri della Salute europei, ha messo in evidenza la necessità di riconoscere e monitorare i determinanti sociali della salute, allo scopo di raggiungere l’uguaglianza della salute auspicata. Per i dettagli sull’impegno dell’Unione europea su questo fronte, leggi l’editoriale di Eurosurveillance “Reducing health inequalities and monitoring social determinants of health in the European Union: a priority of the Spanish Presidency of the European Union 2010”.

 

Alcune malattie infettive nell’Unione europea colpiscono maggiormente i gruppi di individui vulnerabili: conoscere i determinanti sociali che condizionano la distribuzione di una patologia all’interno di questi gruppi è quindi indispensabile per mettere a punto strategie preventive.

 

Il secondo editoriale, “Social determinants of infectious diseases: a public health priority”, illustra i contenuti dei 4 articoli contenuti nello speciale di Eurosurveillance.

 

Inequità e infezioni

Tra le varie malattie infettive legate ai determinanti sociali, l’articolo “Human activities predominate in determining changing incidence of tick-borne encephalitis in Europe” prende in esame il caso dell’encefalite da zecca. Sebbene questa patologia oggi sia prevenibile attraverso la vaccinazione, negli ultimi anni in Europa ne è aumentata l’incidenza. Lo studio evidenzia che quando avvengono rapidi cambiamenti politici, i fattori socio-economici hanno un ruolo fondamentale nel determinare il rischio di contrarre questa malattia.

 

Due articoli forniscono nuove intuizioni sui determinanti sociali della listeriosi, una malattia infettiva trasmessa attraverso gli alimenti. La listeriosi, seppur rara, è una grave tossinfezione alimentare che colpisce prevalentemente le donne in gravidanza, il feto, i neonati, gli anziani e le persone immunodepresse. Nonostante l'alto tasso di mortalità della malattia, i suoi determinanti socio-economici non sono stati studiati in dettaglio, perciò le disuguaglianze di salute legate a questa malattia non sono evidenti. L’articolo “Human listeriosis in England, 2001–2007: association with neighbourhood deprivation” dà conto dei risultati di uno studio che ha messo in relazione i dati di sorveglianza di laboratorio sui casi di listeriosi segnalati in Inghilterra tra il 2001 e il 2007 con gli indici di deprivazione dei cittadini. La ricerca ha dimostrato che la listeriosi umana in Inghilterra è associata alle cattive condizioni di vita, e che la sua incidenza aumenta nelle zone più disagiate.

 

Tra il 2001 e il 2008, sono stati segnalati in Inghilterra e Galles 1510 casi di listeriosi e, tra questi, il 12% dei casi era legato alla gravidanza. L’articolo “Emergence of pregnancy-related listeriosis amongst ethnic minorities in England and Wales” riferisce che la proporzione di casi connessi alla gravidanza classificata come “etnica” è sensibilmente aumentata dal 16,7% al 57,9% e che l'incidenza tra la popolazione straniera è risultata più elevata che tra la popolazione “non etnica” nel 2006, 2007 e 2008. Dallo studio emerge che la maggiore immigrazione e/o migrazione economica che negli ultimi anni ha interessato Inghilterra e Galles, sembrano aver modificato la popolazione a rischio di listeriosi associata alla gravidanza.

 

Strategie d’intervento

L’articolo “Strategies to intervene on social determinants of infectious diseases” prende in esame le diverse strategie di azione sui determinanti sociali delle malattie infettive, valutandone qualità e criticità. Il documento mette in evidenza che la maggior parte di questi interventi riguardano malattie croniche e che, quando prendono in considerazione le malattie infettive, si concentrano perlopiù su Hiv e malattie sessualmente trasmesse. È dunque necessario mettere a punto strategie che adottino un approccio globale di salute pubblica.

 

Consulta il numero di Eurosurveillance dell’8 luglio 2010.

 

 

Stampa

Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps