Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Documentazione

Nelle Regioni

 

Profili demografici 2012 della Asl VC di Vercelli e dei Distretti di Vercelli e della Valsesia (pdf 515 kb)

Al 31 dicembre 2012, nel territorio della Asl di Vercelli risiedevano 173.618 abitanti, con una predominanza di sesso femminile (51,9%). La popolazione straniera, che è aumentata nel periodo 2002-2010, sembra essersi stabilizzata nel 2012. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Profili demografici 2012 della Asl VC di Vercelli e dei Distretti di Vercelli e della Valsesia”, pubblicato dalla Asl di VC a ottobre 2014. Dal documento emerge inoltre che nel 2012 sono nati 1372 bambini, con un tasso di natalità del 7,90‰ e che il tasso di mortalità nell’Asl è risultato pari a 12,78‰, superiore al tasso di mortalità regionale (11,55‰). Infine, la popolazione della Asl di Vercelli è caratterizzata da un progressivo invecchiamento superiore a quello regionale, come risulta dagli indicatori strutturali; gli ultrasessantacinquenni risultano 44.511 (25,6% della popolazione totale).

 

La salute di genere in Toscana (2013) (pdf 6,4 Mb)

Report pubblicato dall’Ars Toscana a febbraio 2014 contenente i dati epidemiologici del 2013 su numerosi ambiti della salute, che fornisce un quadro sulle diverse incidenze delle patologie tra uomini e donne.

 

La salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia (pdf 23 Mb)

Molte conferme e qualche novità nel secondo rapporto sulla salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia, pubblicato a maggio 2011. I dati demografici degli anni considerati (2005-2008) confermano il progressivo incremento della popolazione immigrata, a carico maggiormente delle donne (ormai quasi al 50%). Rimane evidente l’effetto “migrante sano”, che caratterizza tutta la prima fase dell’immigrazione, tipicamente a carico di giovani sani che portano con sé la capacità di lavoro manuale. Risultano dunque basse la mortalità, l’incidenza dei tumori e la frequenza dei ricoveri ospedalieri. Gli aspetti di salute più problematici continuano a essere quelli connessi alla gravidanza e ai nuovi nati, gli infortuni sul lavoro e le malattie infettive. Riguardo al ricorso alle strutture ospedaliere: pochi ricoveri ma molti accessi al Pronto soccorso. Il Centro famiglia straniera, che eroga prestazioni sanitarie di base a chi non ha diritto alle cure primarie e presso cui è sempre presente il servizio di mediazione culturale, si è affermato come struttura di riferimento per un numero elevato di immigrati, a cui negli ultimi anni garantisce non solo le prestazioni in urgenza ma anche, se occorre, continuità assistenziale.