Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Archivio 2015

(11 giugno 2015) Al via la terza Fad sulle competenze di base del counselling per la promozione di stili di vita salutari

È online la terza Fad (formazione a distanza) sulle competenze di base del counselling per la promozione di stili di vita salutari. Il corso, parte integrante del percorso avviato nel 2012, approfondisce la tematica relativa alla complessità del cambiamento comportamentale, facendo riferimento a diversi modelli teorici e ponendo particolare attenzione al modello transteorico degli stadi del cambiamento. L’offerta formativa è rivolta a tutti gli operatori, sanitari e non, impegnati nella promozione di stili di vita salutari ed eroga 5 crediti Ecm. Il percorso Fad sarà attivo fino al 19 maggio 2016. Per maggiori informazioni visita il sito dedicato.

 

(16 aprile 2015) Ex-Smokers are Unstoppable: la campagna e il nuovo coach digitale

La Commissione europea ha lanciato una nuova versione di “iCoach”, il coach digitale pensato per aiutare le persone a smettere di fumare e creato nell’ambito della campagna “Ex-Smokers are Unstoppable” (gli ex fumatori sono inarrestabili) avviata nel 2011. Secondo i dati forniti dalla Commissione, uno su tre degli oltre 431 mila utenti registrati alla campagna hanno smesso di fumare dopo aver utilizzato per 3 mesi iCoach. La versione 2015 è disponibile, in 23 lingue, sia on line che come App per dispositivi Apple e Android. È gratuita, facilmente accessibile e permette di definire traguardi personali, legati alla specifica fase del processo di cessazione. Per maggiori informazioni consulta: il sito della campagna Ex-Smokers are Unstoppable, il comunicato stampa sul sito della Commissione europea e la pagina della Commissione europea dedicata alle politiche anti-tabacco.

 

(26 marzo 2015) Utilizzare le politiche sui prezzi per diffondere una sana alimentazione

La teoria economica identifica i prezzi dei prodotti come uno dei principali fattori che influiscono sulle scelte di acquisto dei consumatori. Sono quindi diversi anni che i ricercatori individuano evidenze dimostranti che le politiche sui prezzi relative a prodotti alimentari influenzano il tipo e la quantità di cibo che i consumatori comprano. Un approccio ragionato in tal senso, potrebbe infatti potenzialmente contribuire a diffondere abitudini alimentari più sane tra la popolazione, spostando i consumi da alimenti ricchi di zuccheri e grassi verso un maggiore consumo di frutta e verdura. Molti Paesi della regione europea dell’Oms hanno introdotto sussidi o tasse su alimenti specifici, proprio con questa intenzione. La nuova pubblicazione dell’Oms Europa, dal titolo “Using price policies to promote healthier diets”, fornisce informazioni sull’uso delle politiche dei prezzi per promuovere una sana alimentazione e sintetizza i recenti sviluppi e casi studio di alcuni Paesi membri (come per esempio Danimarca, Finlandia, Francia e Ungheria). Per maggiori informazioni consulta il documento completo e leggi il comunicato stampa.

 

(19 marzo 2015) “La riduzione del consumo di sale: un obiettivo possibile”

Il 12 marzo scorso, in un convegno tenutosi al ministero della Salute, sono stati presentati i risultati di due progetti Ccm finalizzati a determinare, nella popolazione adulta, nei bambini e nei soggetti ipertesi, i livelli urinari di sodio e potassio (quali indicatori del consumo di sale e di frutta e verdura) e l’efficacia di un programma di comunità volto a favorire la riduzione del consumo di sale. Dai dati del primo progetto Ccm raccolti nella popolazione generale adulta, nell'ambito dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey, è emerso un consumo giornaliero di sale di 10,8 g negli uomini e di 8,4 g nelle donne, ben al di sopra delle raccomandazioni Oms che suggeriscono un consumo pro die inferiore ai 5 g. È stato inoltre esaminato un campione di ragazzi di 8-11 anni; i risultati hanno mostrato valori medi di consumo molto elevati per questa fascia di età (7,4 g nei ragazzi, 6,7g nelle ragazze) al di sopra delle raccomandazioni Oms. Dalle analisi condotte su un campione di soggetti ipertesi, infine, è emerso che, anche in questa popolazione a rischio, oltre il 90% degli uomini e l’80% delle donne consuma più di 5 g al giorno di sale. Per quanto riguarda il potassio, nel campione di popolazione generale adulta l’apporto alimentare medio è risultato pari a 2,5 g/die negli uomini e a 2,2 g/die nelle donne, nettamente inferiore ai livelli di assunzione raccomandati (≥ 3,9 g). Con il secondo progetto Ccm “Meno sale più salute”, a tre anni di distanza dagli Accordi tra il Ministero e le Associazioni dei panificatori per la riduzione del sale nel pane, è stato esaminato un altro campione rappresentativo di popolazione adulta nel quale è stata registrata una riduzione del 12% del consumo di sale nella alimentazione (negli uomini da 10,8 g a 9,5 g, nelle donne da 8,4 g a 7,4 g). “Meno sale più salute”, inoltre, ha realizzato in un'area della Campania un programma di intervento di comunità finalizzato alla riduzione del consumo di sale nella popolazione e ne ha dimostrato fattibilità e replicabilità. Per maggiori informazioni consulta: il comunicato stampa sul sito del Ministero, il programma (pdf 329 kb) del convegno “La riduzione del consumo di sale: un obiettivo possibile”, la sezione dedicata a “sale e sodio” sul sito del Progetto Cuore.

 

 


 

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