Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza da nuovo virus A/H1N1

Notiziario - 25 giugno 2009

Evoluzione della pandemia: le diapositive Ecdc in italiano

Dall’Ecdc un set di diapositive organizzate in moduli e destinate ai professionisti che illustrano l’evoluzione della pandemia a professionisti e decisori politici. Tradotte da Claudio Po (Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna), queste slide si basano su una presentazione tenuta l’11 maggio 2009 a Stoccolma all’Ecdc Advisory Forum. Si consiglia di guardare le diapositive leggendo anche le note di accompagnamento (per visualizzare le note è necessario aprire il file ppt dopo averlo scaricato sul proprio computer). Alcune slide cambieranno nel corso del tempo, quindi sono previsti aggiornamenti periodici. Leggi la traduzione in italiano (ppt 1,2 Mb).

 

La situazione in Italia e nel mondo

Sono saliti a 102 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia.

Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Per avere un quadro aggiornato dei casi nel mondo, clicca nel menù di sinistra su “numero dei casi”.

La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 7 del 24 giugno 2009, 108 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di quasi 56 mila casi registrati in tutto il mondo e 238 decessi.

Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 24 giugno, sono 404 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 4844 casi confermati in 26 Paesi Eu ed Efta. La maggior parte dei nuovi casi segnalati sono nel Regno Unito (349), ma sono stati segnalati anche da Grecia (15), Finlandia (13), Svizzera (6) e Danimarca (3). Svezia, Repubblica Slovacca, Paesi Bassi e Austria segnalano 2 nuovi casi ciascuno, Cipro, Germania, Ungheria, Norvegia, Portogallo e Romania confermano 1 caso rispettivamente. Al di fuori dell’Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 51 mila e 1155 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. La maggior parte dei nuovi casi sono stati confermati in Messico (338) e Thailandia (185).

Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 21 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 87 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 3 mila casi, seguito da Illinois (2526), Texas (2519), New York (1300), Massachusetts (1270) e California (1240). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

Secondo il comunicato della Pan American Health Organization del 24 giugno 2009, in Sud America i Paesi più colpiti sono: Messico, con oltre 8200 casi confermati e 116 decessi, Cile (5186 casi confermati e 7 decessi) e Argentina (1294 casi confermati e 17 decessi).

In Canada, infine, confermati 6732 casi e 19 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.

 

Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

Disponibile il report del 19 giugno 2009 (pdf 260 kb) relativo all’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) continuano a mostrare valori sottosoglia. Il valore medio dell’indicatore di attività nell’ultima settimana di sorveglianza è pari a 0,91, con un aumento dell’8% rispetto alla settimana del 28 maggio-3 giugno 2009 (valore medio dell’indicatore pari a 0,84) e del 21% rispetto alla settimana del 4-10 giugno 2009 (0,75). I valori medi osservati (0,92) nell’ultimo mese (17 maggio-17 giugno) sono sovrapponibili a quelli dello stesso periodo della stagione 2008 (0,97) e circa doppi rispetto a quelli della stagione 2007 (0,58). Dall’ultimo report è stata osservata una modesta circolazione di virus parainfluenzale e di metapneumovirus (rilevati in un campione ciascuno). Il 5 giugno il nuovo virus A/H1N1 è stato rilevato in un paziente genovese con sindrome simil-influenzale. Il 14 giugno è stato confermato il secondo caso di infezione da nuovo virus A/H1N1, il 15 e 16 giugno sono stati confermati il terzo e il quarto caso, entrambi contatti del secondo caso confermato, e il 17 giugno è stato confermato il quinto caso ligure. Non emergono trend o picchi rilevanti dalla sorveglianza delle infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti). Scarica il report (pdf 260 kb).

 

La situazione in Messico: aree più colpite e decessi

Secondo il bollettino del 23 giugno 2009 emanato dal ministero della Salute messicano, l'epidemia di influenza A/H1N1 in Messico continua a diminuire. Tuttavia, viene sottolineata l’importanza di continuare ad adottare misure di prevenzione, come lavarsi frequentemente le mani e coprirsi il naso quando si starnutisce. La maggior parte dei casi di nuova influenza A/H1N1 è stata registrata nei seguenti Stati: Yucatan, Veracruz, Chiapas, Hidalgo e San Luis Potosi. I 116 decessi registrati nel Paese rappresentano l’1,4% del totale dei casi confermati: il 51,7% sono donne e il 48,3% uomini. Il 70,7% aveva tra i 20 e i 54 anni. Le persone decedute hanno manifestato sintomi come tosse (85,2%), febbre (84,3%), nausea (75,7%), malessere generale (54,8%) ed espettorazione (52,2%). Sul sito del ministero della Salute del Messico.

 

Un’analisi dei dati individuali in Europa

I risultati presentati nel rapporto dell’Ecdc del 17 giugno 2009 (in inglese) forniscono alcune informazioni generali su caratteristiche demografiche (età, sesso, Paese visitato), manifestazione clinica, trattamento e profilassi della popolazione contagiata dal nuovo virus A/H1N1 in 22 Paesi Ue ed Eea-Efta tra il 5 maggio e il 17 giugno 2009. I casi legati ai viaggi rappresentano la metà dei casi riportati. Le principali aree verso le quali hanno viaggiato i casi in questione sono stati, in ordine cronologico, Messico, Stati Uniti ed Europa. Il 70% dei casi riguarda bambini e giovani adulti sotto i 30 anni. I sintomi più frequenti sono di tipo respiratorio. Il 21% dei casi riporta almeno un sintomo gastrointestinale. La segnalazione di casi singoli rimane l’unico mezzo per produrre una curva epidemica dalla data di insorgenza. Ulteriori analisi sui rapporti relativi ai singoli casi saranno presentate nelle prossime settimane, in particolare sulle condizioni preesistenti e sulle complicazioni tra i casi ricoverati. Sebbene i rapporti sui singoli casi abbiano breve durata, l’Ecdc intende incoraggiare gli Stati membri dell'Ue a proseguire i propri sforzi per costruire una banca dati che meglio monitori e individui i gruppi a rischio e i fattori che contribuiscono allo sviluppo dell'epidemia. In Europa sono attivi diversi sistemi per la sorveglianza della pandemia A/H1N1 (sistema sentinella di raccolta tramite Tessy, segnalazione di casi aggregati attraverso Ewrs). I sistemi sentinella possono essere utilizzati tutto l’anno. La segnalazione dei casi individuali può essere sostituita da segnalazione di casi aggregati quando il numero dei casi diventa troppo elevato. Le informazioni raccolte attraverso questi differenti sistemi dovrebbero essere interpretate in modo da descrivere e controllare l’epidemia nei Paesi europei.

 

Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 18 giugno 2009 (in inglese) dedica alcuni approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:

  • a eccezione dei tropici, l’andamento delle infezioni influenzali sembra essere influenzato dalla latitudine, ma non dalla longitudine. L’influenza stagionale si diffonde tipicamente tra novembre e marzo nell’emisfero settentrionale e tra aprile e settembre nell’emisfero meridionale. Un articolo di Eurosurveillance del 18 giugno 2009 segnala che nelle scorse settimane Cile e Australia hanno registrato un sensibile aumento dei casi di nuova influenza A/H1N1. Anche in Europa ci si aspetta che, dopo una diffusione moderata delle infezioni durante i mesi estivi, con l’inizio dell’inverno, il virus si diffonda più velocemente
  • un articolo descrive i risultati della sorveglianza virologica di laboratorio fatta sui primi 54 casi di infezione da nuovo virus influenzale A/H1N1, segnalati in Italia tra il 27 aprile e il 10 giugno 2009. L’infezione ha coinvolto principalmente giovani adulti. L’articolo, firmato dai ricercatori dell’Iss, del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e della rete di sorveglianza virologica dell’influenza Influnet, descrive le caratteristiche virologiche del nuovo virus A/H1N1v isolato in Italia. La sorveglianza di laboratorio ha rappresentato uno strumento utile per il rilevamento tempestivo dei casi tra i viaggiatori e i loro contatti: molti laboratori hanno sviluppato metodologie per una rapida diagnosi dell’infezione di questo nuovo virus, in stretta collaborazione con il Centro nazionale influenza dell’Iss che ha fornito supporto per la diagnosi definitiva e la raccolta dei dati.
  • tra il 9 maggio e il 4 giugno 2009, in Giappone, da 16 delle 47 prefetture hanno segnalato 401 casi confermati in laboratorio di nuovo virus influenzale A/H1N1. Le due zone più colpite sono state la prefettura di Osaka e la città di Kobe, dove si sono verificati focolai in alcune scuole che ne hanno comportato la chiusura. A oggi, tutti i casi hanno manifestato sintomi coerenti con l’influenza stagionale e non sono stati registrati casi gravi o fatali. Un articolo (in inglese) analizza l’epidemiologia delle infezioni da nuovo virus A/H1N1 in Giappone, tra maggio e giugno 2009
  • per valutare l’impatto delle strategie di intervento sulla diffusione della nuova influenza A/H1N1 in Europa, sono stati impiegati modelli matematici sui recenti dati del Messico. La chiusura delle scuole è, al momento, la strategia principale per mitigare la diffusione del virus. Un articolo (in inglese) presenta simulazioni di diversi scenari possibili. Rispetto a una condizione di non intervento, la chiusura del 100% delle scuole in una comunità di 2 mila persone, alla soglia dell’1% di tasso di attacco cumulativo, comporterebbe una diminuzione dell’89,3% del numero totale dei casi sintomatici. Quando questa misura è associata al trattamento e all’isolamento domiciliare dei casi che manifestano sintomi, così come la riduzione del 50% dei contatti sociali, è prevista una riduzione del 94,8% del tasso di attacco cumulativo, insieme a una durata più breve della trasmissione influenzale
  • campioni clinici prelevati da 79 individui sintomatici, con una storia recente di viaggi in Paesi con accertata trasmissione di nuova influenza A/H1N1 (Nord America), sono stati sottoposti a test con la Pcr real-time multipla, il cui bersaglio è costituito da un vasto spettro di agenti che possono causare infezioni respiratorie acute. A parte quattro casi di nuova influenza A/H1N1, in quasi il 60% dei campioni sono stati diagnosticati altri virus respiratori. Queste osservazioni indicano che molte diverse trasmissioni virali avvengono contemporaneamente in Paesi in cui continua la diffusione della nuova influenza A/H1N1. La definizione dei casi sospetti secondo criteri clinici ed epidemiologici sembra avere scarsa capacità di distinguere la nuova influenza A/H1N1 da altre infezioni virali. Leggi l’intero articolo.

Un articolo del numero di Eurosurveillance del 28 maggio 2009 (in inglese) segnala un’epidemia di influenza A/H1N1 su una nave da crociera nei Caraibi con più di 1200 passeggeri a bordo. La nave è stata messa in quarantena al largo dell’isola venezuelana di Margarita. Ai passeggeri e al personale di bordo è stato impedito lo sbarco nelle precedenti fermate di Barbados e Grenada dopo che tre membri dell’equipaggio sono risultati positivi al virus dell’influenza A/H1N1. Si tratta del quinto caso di infezione su navi da crociera a partire dall’inizio della pandemia, il primo dei quali è stato segnalato il 25 maggio. Le misure per la salute pubblica, da adottare in caso di pandemia a bordo di navi destinate a viaggi internazionali, sono contenute nel Regolamento sanitario internazionale. L’autorità competente di un Paese può rifiutare la partenza o lo sbarco secondo la legislazione nazionale o secondo quanto riportato nel regolamento. I progetti Eu Shipsan e Shipsan Trainet (in inglese) prevedono linee guida per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili, a bordo di navi passeggeri. Una revisione della letteratura ha evidenziato che, dal 1997 al 2005, sono stati confermati nove focolai di influenza collegati a navi passeggeri, con tassi di attacco fino al 37%.

 

Un articolo pubblicato il 15 giugno 2009 dal Canadian Medical Association Journal (in inglese) conferma che, come nelle tre precedenti pandemie, anche in quella attuale la gravidanza rappresenta un serio fattore di rischio. Un recente studio di letteratura evidenzia la sicurezza e l’assenza di effetti teratogenici degli inibitori della neuroaminidasi nelle donne incinta. Al momento, il farmaco più adeguato per le donne in gravidanza sembra essere l’oseltamivir, visto che sui suoi effetti sono disponibili più dati. Sia l’oseltamivir sia lo zanamivir sono considerati compatibili con l’allattamento al seno.

 

Sorveglianza e studi durante una pandemia in Europa

Dal 2006 l’Ecdc lavora con gli Stati membri e l’Oms per pianificare le attività di sorveglianza da intraprendere in caso di pandemia. Il rapporto tecnico dell’Ecdc “Surveillance and studies in a pandemic in Europe” (in inglese, pdf 410 kb), recentemente pubblicato, contiene le ultime valutazioni degli specialisti degli Stati membri e dell’Ecdc su questo tema. Il rapporto è il risultato di tre pubblicazioni precedenti: “Influenza surveillance in a pandemic paper from Ecdc working group” (in inglese, agosto 2007 - pdf 843 kb); “Stec O157 outbreak in the Netherlands” (in inglese, settembre-ottobre 2007) e “Meeting report. Now-casting and short-term forecasting during influenza pandemics” (in inglese, novembre 2007 - pdf 1,3 Mb). Il rapporto contiene un insieme di raccomandazioni complementari al documento “Global surveillance during an influenza pandemic” (in inglese), la guida provvisoria pubblicata dall’Oms nell’aprile 2009. Il documento descrive la materia, suddividendola in quattro distinte componenti: 1) individuazione rapida e indagine; 2) valutazione completa e rapida; 3) sorveglianza; 4) indagine rapida dell’efficacia e dell’impatto delle contromisure (compresa la sicurezza degli interventi farmaceutici) per mitigare la pandemia. Alla luce di quanto successo nel 1968 e nel 1957, e probabilmente nel 1918, è stato stabilito che è raro che una pandemia abbia origine in Europa. Di conseguenza, la fase di individuazione rapida e indagine probabilmente avrà luogo altrove. Ovviamente questo è ciò che è avvenuto nella pandemia del 2009, anche se il virus è emerso in Occidente, la maggior parte degli osservatori tenevano sotto controllo l’Oriente. In ogni modo, sarà di vitale importanza per l’Europa realizzare a pieno le altre tre componenti, che avranno bisogno di essere supportate da studi speciali e sorveglianza (microbiologica) basata su osservazioni di laboratorio. Una valutazione rapida e completa (componente 2) è essenziale e i parametri dei virus responsabili di una eventuale pandemia, che non possono essere previsti, sono molti. Non è necessario che la valutazione avvenga in tutti i Paesi: la cosa migliore sarebbe che avvenisse nei primi Paesi colpiti, con il supporto dell’Ecdc e dell’Oms, e che tutti i risultati venissero condivisi con gli altri Stati. Un buon esempio di questa valutazione rapida è già avvenuto nel 2009, perché non appena il ceppo è stato individuato, il virus è stato messo a disposizione di coloro che ne avevano bisogno per sviluppare i test diagnostici e iniziare la produzione del vaccino. Un’attività di natura più epidemiologica è in corso nei Paesi maggiormente colpiti, non solo in Europa, ma anche in Nord America, dove la pandemia è iniziata prima. Il documento mette in evidenza che tutti i Paesi europei hanno bisogno di realizzare la sorveglianza (componente 3) per dare supporto all’effettiva gestione dei propri sistemi sanitari e degli altri servizi e per comprendere meglio in quale fase della pandemia si trovino i vari Paesi. L’Ecdc sostiene che la sorveglianza internazionale dovrebbe essere semplificata, dal momento che molti Paesi avranno difficoltà a fornire informazioni di routine dettagliate agli organismi internazionali e a mantenere allo stesso tempo i processi interni vitali. L’Ecdc ha aggiunto come componente 4 le indagini dell’impatto delle misure sanitarie pubbliche (e la sicurezza delle contromisure farmaceutiche).

Leggi il testo originale (in inglese, pdf 302 kb) sul rapporto dell'Ecdc del 14 giugno 2009 e scarica il rapporto tecnico dell’Ecdc “Surveillance and studies in a pandemic in Europe” (in inglese, pdf 410 kb).

 


 

trova dati