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Un modello matematico per simulare possibili scenari pandemici
Marta Ciofi degli Atti - Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute, Istituto superiore di sanità

 

Sono i modelli matematici di tipo “individual-based” a fornire le stime più realistiche della diffusione delle malattie infettive, ed è proprio di tipo “individual-based” quello elaborato dai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e della fondazione Bruno Kessler, utilizzato per uno studio sulla diffusione di una pandemia influenzale.


La ricerca, pubblicata sulla rivista della Public Library of Science PlosOne, ha valutato il possibile impatto di una pandemia influenzale in Italia e l’effetto delle diverse misure di contenimento che dovrebbero essere attuate.


L’utilizzo di questo particolare modello matematico è stato possibile poiché in Italia sono disponibili dati Istat “individuo per individuo”, con un’accuratezza e un dettaglio molto fine. Si hanno, infatti, informazioni su dove le persone vivono, su come si spostano (lavoratori e studenti pendolari), sulla frequenza scolastica e sul tasso di occupazione per età.

Le misure di contrasto
Sono due le categorie di contromisure che devono essere prese nel caso di pandemia: quelle farmacologiche (utilizzo di vaccini e somministrazione di antivirali) e quelle volte a limitare i contatti tra le persone (limitare i voli internazionali, chiudere le scuole, gli uffici e i luoghi di aggregazione in generale).


Proprio al secondo tipo di intervento si sono rifatte le autorità di Hong Kong, nella decisione di anticipare la chiusura delle scuole per le vacanze di Pasqua, a seguito dei focolai epidemici che si sono sviluppati tra fine febbraio e inizio marzo 2008. Le misure di contenimento sono state prese, nonostante non ci sia alcun sospetto di Sars o di influenza aviaria.


Il modello matematico utilizzato per lo studio ha simulato tre scenari diversi. Uno “leggero” (dove si ammala il 21% della popolazione), uno “moderato” (si ammala il 31% della popolazione) e uno “grave” (si ammala il 39% della popolazione). L’adozione di diversi scenari di diffusione è importante per tenere conto delle incertezze legate ad una possibile futura pandemia influenzale.


La ricerca ha messo anche in evidenza come le misure di contenimento considerate, tutte indicate nel Piano nazionale pandemico (pdf 592 kb), se utilizzate in modo singolo abbiano dei limiti. Quelle di tipo medico risentono infatti della disponibilità di un numero adeguato di dosi e della possibile emergenza di resistenze (antivirali) o della disponibilità in tempi rapidi (vaccini), mentre quelle che riducono il contatto diretto tra persone rallentano la diffusione ma non modificano l’incidenza della malattia. Per poter limitare l’impatto di una possibile pandemia è dunque necessario combinare insieme le diverse strategie.

 

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Ultimo aggiornamento lunedi 19 settembre 2011
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