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Istat: dati sulla prevenzione (multiscopo 1999-2000)
Copertura delle vaccinazioni, visite mediche, controlli diagnostici e screening: questi i temi dedicati alla prevenzione dall'indagine multiscopo dell'Istat 1999-2000 oggetto di un convegno dal titolo “Informazione statistica e politiche per la promozione della salute”, tenutosi a Roma dal 10 al 12 settembre alla presenza del Ministro della salute, Girolamo Sirchia, e del Ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo.
I dati, pubblicati con commento nel supplemento del Sole24ore Sanità (10-16 settembre), indicano marcate differenze territoriali, di genere, di età e di livello di istruzione nell'attitudine alla prevenzione. I dati saranno disponibili anche on-line sulle pagine del sito web dell’Istat.
Nel centro nord i comportamenti preventivi sono più frequenti e marcati rispetto alle regioni meridionali. Ad esempio, il 64% dei bambini tra 1 e 2 anni nel nord est sono vaccinati contro la meningite, a fronte di una media nazionale del 46% e del 33,7% nel sud Italia e nelle isole. E mentre l'11% dei bambini residenti al centro nord viene sottoposto a visite preventive, nel meridione e nelle isole la percentuale scende al 6%. Altra zona sfavorita in termini di prevenzione è quella delle grandi aree metropolitane, come si osserva nel nord ovest d'Italia.
Sui comportamenti preventivi pesa il livello di istruzione, soprattutto nelle persone giovani (quasi il 6% dei laureati e diplomati tra i 18 e i 44 anni ha fatto una visita preventiva contro il 3,3% di chi ha la licenza elementare). E se questo fattore gioca anche a favore dello specialista rispetto al medico di base, altro elemento determinante è l'età. Il 74,6% dei giovani tra 18 e 34 anni si rivolge direttamente allo specialista mentre il 71,4% degli ultraottantenni preferisce il medico di base.
Infine, sono le donne quelle che si rivolgono con maggiore frequenza al medico. E sono le donne più istruite quelle che si sottopongono al primo Pap-test più precocemente (attorno ai 30 anni) e ripetono l'esame con maggiore frequenza. In aumento la tendenza a sottoporsi allo screening mammografico, ma anche in questo caso la differenza territoriale è marcata: sono più del doppio le donne di 65 anni residenti nel nord Italia che fanno uno screening rispetto alle coetanee residenti al sud.
Un'Italia frammentata quindi quella che esce dal rapporto Istat, con un'assistenza molto variabile a seconda delle regioni ma con specificità che è importante considerare nella progettazione delle politiche sanitarie regionali oltre che nazionali.


Relazioni:
Informazione statistica e poliche per la promozione della salute - Luigi Biggeri, presidente dell'Istat

Stato sociale, ambiente, povertà … l’impatto delle politiche non sanitarie sulla salute e i possibili indicatori - Giuseppe Costa, Università di Torino

Salute e diagnosi precoci: gli screening dei tumori femminili - Nereo Segnan, Centro Prevenzione Oncologica - Regione Piemonte

Stili di vita, prevenzione e promozione della salute - Gino Farchi, Istituto Superiore di Sanità

Il percorso della maternità: gravidanza, parto e allattamento al seno - Linda Laura Sabbadini, Istituto Nazionale di Statistica
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Ultimo aggiornamento lunedi 19 settembre 2011
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