Paolo D’Argenio - ministero della Salute
Tutte e tre aree in cui si articolano i Lea sono state
riviste integralmente con il
Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2008.
Per quanto riguarda in particolare l’area relativa
all’assistenza sanitaria collettiva, le modifiche principali sono:
- l’aggiornamento della denominazione del livello di
assistenza da “Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di
lavoro” a “Prevenzione collettiva e sanità pubblica”
- la riaggregazione delle aree. Le aree sono state
riorganizzate, e ne sono state costituite alcune nuove. In particolare:
- è stata costituita la nuova area “Prevenzione
delle malattie croniche”, che include la promozione di stili di vita
sani e gli screening oncologici
- è stata costituita la nuova area “Sorveglianza
e prevenzione nutrizionale”
- l’aggiornamento dell’impostazione logica e dei
contenuti:
- è stato introdotto come unità di attività (al posto
della prestazione) il programma di sanità pubblica, che include le prestazioni. La
nozione di programma è innovativa: diverse strutture di una Asl, ma anche
organismi esterni alla Asl, possono cooperare in uno stesso programma che è
caratterizzato dagli obiettivi di salute. In ogni programma le componenti
principali, pur non avendo carattere specificamente vincolante,
rappresentano fattori di garanzia per il raggiungimento degli obiettivi
- le attività di sorveglianza sono legate strettamente a quelle di prevenzione
e controllo
- è stata descritta
dettagliatamente l’articolazione di quello che il Servizio sanitario garantisce
nei campi della prevenzione sui luoghi di lavoro, della prevenzione
nutrizionale, della promozione dell’attività fisica e della sicurezza stradale
- è stato aggiornato alle
normative e agli orientamenti dell’Unione Europea il livello che riguarda la
sicurezza alimentare, il Reach, l’intersettorialità per la promozione di stili
di vita sani
- a differenza delle prestazioni di assistenza
sanitaria, che generalmente sono richieste dall’individuo che ne trae
vantaggio, l’azione della sanità pubblica è intrapresa su iniziativa dei
servizi sanitari, a seguito di una disposizione normativa o
dell’individuazione di rischi o bisogni di salute della collettività.
Inoltre, mentre l’assistenza sanitaria garantisce prestazioni a
vantaggio del singolo, la sanità pubblica persegue obiettivi di salute a
vantaggio della collettività. Gli interventi di sanità pubblica sono
organizzati in programmi caratterizzati da obiettivi misurabili, da
procedure e metodi e sistemi informativi atti a valutare l’attuazione e
i risultati. L’implementazione di un programma implica, quindi, l’uso
dell’epidemiologia come strumento per analizzare il contesto,
selezionare i problemi e i bisogni di salute prioritari, individuare gli
interventi di provata efficacia, definire gli obiettivi, le
corrispondenti azioni e i metodi più idonei al monitoraggio e alla
valutazione dei risultati. I nuovi Lea della prevenzione collettiva e
della sanità pubblica sono stati pensati tenendo conto quindi del lavoro
che ogni giorno fanno i servizi e non adattando modelli tipici
dell’assistenza sanitaria e delle cure rivolte ai singoli (visite,
prestazioni, esami e così via).
I punti critici
Nonostante la revisione dei Lea, non sono stati attuati
tutti i cambiamenti che sarebbero necessari, mentre su alcuni aspetti
restano opinioni discordanti.
Il trattamento
per smettere di fumare: è un trattamento ingiustamente sottovalutato, in
quanto si pensa al fumo come a un vizio e non come a un rischio per la salute. In Italia
ogni anno 2 milioni di fumatori tentano di smettere, ma non usano i metodi
efficaci che pure esistono. Nell’assistenza distrettuale è prevista la voce
del trattamento delle dipendenze patologiche, in cui dovrà rientrare anche
il trattamento per smettere di fumare, anche se ciò non è espressamente
chiarito.
Le visite fiscali:
costituiscono una pratica inutile e inefficace per le finalità di salute, e
sono inutili anche per il contenimento delle frodi. La percentuale di visite che
si concludono con una riduzione del periodo di malattia concesso dal curante è
assolutamente insignificante, tuttavia le amministrazioni pubbliche continuano a
utilizzare questa pratica come misura di routine, in quanto prevista dai
contratti. Ciò porta a un loro uso indiscriminato, senza alcuna valutazione
preliminare.
È verosimile che le pubbliche
amministrazioni non possano rinunciare completamente alle visite fiscali,
tuttavia sarebbe auspicabile e necessario:
- espungere le visite fiscali dall’elenco dei Lea,
in quanto la presenza di questa voce contrasta con il principio che i
livelli essenziali di assistenza comprendono misure efficaci per
migliorare lo stato di salute
- promuovere un uso mirato e selettivo di questo strumento di verifica,
valutando le situazioni di sospetto abuso e riducendo fortemente i costi
di questa attività.
L’eliminazione delle visite fiscali dai Lea darebbe un
impulso determinante a questa razionalizzazione, ormai doverosa per la
pubblica amministrazione.
Le visite per
l’avviamento all’attività sportiva non agonistica: si tratta di
un’attività su cui esistono divergenze, perché non sembra in grado di
evitare i casi di arresto cardiaco che si verificano in ragazzi che
praticano attività fisica. Tuttavia c’è una forte sensibilità nell’opinione
pubblica e nel mondo politico verso questo tipo di prestazioni.
L’attuazione
Un documento ambizioso si rivolge ai servizi di sanità
pubblica con l’obiettivo di favorire l’orientamento verso problemi di salute
attuali, con metodologie aggiornate. Ma in molte realtà i servizi sono sotto
organico e senza giovani. L’attuazione rappresenta una grande sfida. Sarà
necessario considerare quattro profili dei programmi di sanità pubblica
contenuti nei Lea:
- l’efficacia. Sotto il nome di attività contro
l’iniziazione al fumo rientrano programmi efficaci come quelli cognitivo
comportamentali, ma anche attività inefficaci come le conferenze e
interventi addirittura dannosi. Si rende necessaria un’accurata
riflessione, programma per programma, obiettivo per obiettivo, per
attuare programmi potenzialmente efficaci
- la qualità. Programmi
potenzialmente efficaci possono essere attuati male: un impegno verso il
miglioramento continuo della qualità avrebbe bisogno di programmi
condivisi di accreditamento, garantito dalle società scientifiche del
settore
- la misurabilità. Ciò
che non è misurabile non è migliorabile. Questo è stato sempre un punto
debole per il sistema di garanzia dei Lea. Il programma viene erogato?
Quale proporzione della popolazione target è coperta dal programma? Non
sempre è facile rispondere a questi quesiti; non sempre, in passato, gli
indicatori utilizzati misuravano realmente l’attività dei servizi. Sarà
necessario un grande programma nazionale per la misurazione dei Lea
della prevenzione collettiva e della sanità pubblica
- gli obiettivi di salute. Se la misurazione dei Lea
della prevenzione collettiva e sanità pubblica merita uno studio e una
pratica rigorosi, gli obiettivi di salute, che sono l’altra facciata
della stessa pagina, dovrebbero essere monitorati Asl per Asl. Molti
progressi sono stati fatti in questi ultimi anni, in Italia, nella
sorveglianza sui rischi delle malattie (basti pensare al sistema di
sorveglianza Passi), ma c’è bisogno di fare sistema.