Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

progetto mattoni

Il progetto Mattoni del SSN: il mattone della Assistenza Sanitaria Collettiva.

Renato Pizzuti – Osservatorio epidemiologico Regione Campania

 

Il progetto “Mattoni del SSN” nasce da una linea di lavoro comune tra Ministero della Salute – Direzione Generale della Programmazione, e le Regioni.
La recente riforma costituzionale attribuisce alle Regioni la responsabilità delle politiche sanitarie mentre il Ministero garantisce l’equità del sistema attraverso il monitoraggio dei LEA. Per rispondere a questa nuova configurazione di ruoli e responsabilità il Ministero della Salute avvia nel 2002 il progetto Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), con l’intento di realizzare lo strumento attraverso cui rendere disponibili per il Ministero le informazioni necessarie per il monitoraggio dei LEA, e produrre per le Regioni i dati necessari a confrontare le performance dei diversi sistemi regionali. L’elemento critico di successo del progetto è la realizzazione di un sistema di integrazione delle informazioni sanitarie individuali e di un monitoraggio della rete di assistenza, attraverso i quali rendere possibile la raccolta di dati sulle prestazioni erogate sia in ambito ospedaliero che territoriale, riconducendole univocamente ai soggetti che le hanno ricevute, applicando metodologie di lettura delle informazioni strutturate in modo da permettere di confrontare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi.
Il progetto, considerato strategico per le Amministrazioni partecipanti, è stato così affidato, insieme al progetto Mattoni del SSN, alla Cabina di Regia, organismo espressione della Conferenza Stato-Regioni, composta da 6 Regioni, 3 Ministeri e l’ASSR.
Il progetto Mattoni del SSN intende rispondere alle esigenze informative che scaturiscono dal progetto NSIS. In particolare per conseguire gli obiettivi dell’NSIS si deve disporre di: dati classificati e codificati in modo omogeneo; approcci omogenei per la creazione, a livello locale, dei dati che successivamente vengono resi disponibili al livello regionale e nazionale del SSN; metodologie condivise per la costruzione delle misure per il bilanciamento tra qualità e costi nel sistema sanitario.
Il progetto Mattoni sviluppa le sue linee di attività in quattro direzioni, entro cui confluiscono le 15 linee progettuali, che costituiscono l’impianto generale del progetto stesso.
L’interazione tra i diversi mattoni appare un elemento strategico di fondamentale importanza per il raggiungimento dell’obiettivo.

Assistenza sanitaria collettiva
Il mattone “assistenza sanitaria collettiva” si pone l’obiettivo di definire un sistema di classificazione delle prestazioni e delle funzioni ricomprese nei LEA dell’assistenza sanitaria collettiva, a partire dallo stesso testo legislativo che li istituisce.
La responsabilità del progetto è stata affidata alla Regione Campania, che ne risulta capogruppo, con la Regione Emilia Romagna come associata. Fanno parte del gruppo ristretto le Regioni Campania, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Puglia.
Con l’approvazione del progetto è stata avviata la prima fase di ricognizione delle esperienze regionali esistenti in tema a sistemi informativi dedicati alla prevenzione e, in base alle risposte ricevute, si è concordato di allargare il gruppo di lavoro almeno alle regioni Piemonte, Lombardia, FVG, Umbria, Sicilia, che hanno prodotto adeguata documentazione, in attesa di eventuali ulteriori risposte.
Uno dei principi discussi e condivisi dal gruppo di lavoro è relativo al ruolo centrale nella gestione dei sistemi informativi e delle risorse disponibili che deve ricoprire il Dipartimento di Prevenzione delle ASL, in quanto esso ha la responsabilità di ridurre i rischi per la salute della popolazione adottando misure efficaci con le risorse disponibili. Altro punto essenziale riguarda il concetto di rischio e l’opportunità di ricorrere a misure di copertura come proxy dell’efficacia, in analogia a quanto già succede per le vaccinazioni e gli screening oncologici. Attraverso la valutazione congiunta dell’indicatore di copertura e dell’indicatore di outcome relativo alla misura di prevenzione adottata, è possibile valutare se l’intervento ha prodotto un miglioramento significativo dello stato di salute (ossia una riduzione del rischio), nell’ambito considerato.

 

Al momento le attività già avviate e in via di completamento sono le seguenti:

  • Ricognizione delle esperienze regionali;

  • Seminario di presentazione delle esperienze oggetto di ricognizione;

  • Definizione e condivisione di una griglia riassuntiva del quadro regionale, che tiene conto, per ciascuna regione, dell’esistenza di un sistema di classificazione per ciascun raggruppamento LEA, e per ciascuno di essi esistenza di flussi per le prestazioni, esistenza di flussi quantitativi per le attività in termini di risorse impiegate, esistenza di flussi quantitativi per le attività in termini di costi, esistenza di rilevazione di esito, competenza della rilevazione (regionale/aziendale), esistenza di un’anagrafica. In particolare la necessità di disporre di un’anagrafica è da ricondurre alla opportunità di riferire le attività eseguite in termini di “coperture”;

  • Organizzazione di una riunione congiunta con il mattone che si occupa di prestazioni ambulatoriali e con l’Osservatorio Nazionale Screening (9 dicembre 2004), al fine di discutere delle soluzioni possibili al momento per definire il sistema informativo omogeneo per tutte le Regioni per la misura delle coperture degli screening oncologici.

  • Proposta di allargamento del gruppo di lavoro al gruppo nazionale EBP e al tavolo interregionale sulle vaccinazioni.

In questo quadro generale delle attività del Mattone, si inserisce una proposta della Direzione della Prevenzione del Ministero della salute, orientata a proporre una rilevazione campionaria periodica su copertura di misure di sanità pubblica e determinanti di salute.

La proposta parte dalla constatazione che il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 affronta il tema della prevenzione sanitaria e della promozione della salute, dedicando  un’apposita sezione agli stili di vita sani e all’importanza, per la popolazione adulta, di sottoporsi a periodici controlli e test di screening. Tra gli obiettivi primari del Piano, nell’accordo Stato-Regioni del 6.4.2004, viene pertanto indicata la prevenzione attiva del rischio cardiovascolare e delle complicanze del diabete, l’implementazione dei programmi di screening oncologici e delle attività vaccinali.

Nel corso della conduzione del progetto Mattoni, la Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute ha proposto una sperimentazione finalizzata alla introduzione nel Sistema Informativo Sanitario di uno strumento routinario che, attraverso l’utilizzo di un numero limitato di indicatori, descrive in maniera tempestiva come e quanto le Aziende Sanitarie operano per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale e quanto le comunità si discostano dal raggiungimento degli obiettivi di salute. Questi indicatori possono essere stimati allestendo una survey nazionale che dia informazioni a livello di Regione e/o di Azienda Sanitaria.

Il progetto di sperimentazione, illustrato e condiviso nel corso di un seminario interno del gruppo allargato, è stato quindi presentato al tavolo di coordinamento interregionale della prevenzione.

L’Obiettivo generale è quindi la realizzazione del monitoraggio di alcuni aspetti della salute della popolazione italiana in rapporto ad interventi specifici in atto o in via di realizzazione relativi ai principali fattori di rischio comportamentali e all’adozione di misure preventive. I campi di studio sono i fattori di rischio comportamentali (abitudine al fumo, sedentarietà, alimentazione non corretta, abuso di alcol), le misure di prevenzione (adozione dei sistemi di ritenuta in auto, uso del casco in moto, screening oncologici, controllo di ipertensione, colesterolemia, diabete ed obesità), la qualità di vita percepita.

Tra le caratteristiche dell’indagine che appaiono più rilevanti e innovative ci sono la rappresentatività dei risultati a livello di Regione e di Azienda Sanitaria, l’affidamento della rilevazione direttamente a personale del SSN, in particolare ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, la possibilità di inserire informazioni aggiuntive derivate da interessi locali. La sperimentazione verrà realizzata, oltre che da tutte le Regioni, da 1 o 2 ASL per ogni Regione. Il coordinamento nazionale e la progettazione è affidato all’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del master PROFEA.

Tra i Risultati attesi ci sono la restituzione di un metodo validato per la sorveglianza dei comportamenti a rischio, la formazione degli operatori sanitari, la valorizzazione del ruolo attivo dei Dipartimenti di Prevenzione nella sorveglianza, nella prevenzione e promozione della salute, nell’ottica di una rete nazionale dei Dipartimenti.


 

trova dati