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Il Piano di
eliminazione del morbillo e della rosolia congenita come “piano guida” per il
superamento dei “LEA di carta”
a cura di Gianni Gallo,
Azienda ULSS 12
Veneziana
Finalmente. Il Piano di
eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita preparato dal
coordinamento interregionale per il controllo delle malattie infettive e le
vaccinazioni in collaborazione con l’Istituto Superiore di sanità e il
Ministero della salute è stato approvato, su proposta delle Regioni e
Province Autonome, dalla Commissione Stato-Regioni nella seduta del 13
novembre.
Questo Paino è una delle
realizzazioni previste dal documento “L’individuazione delle priorità di
intervento nel campo della prevenzione delle malattie infettive” approvato,
lo scorso anno, dagli Assessori alla Sanità e dai Presidenti delle Regioni e
Province Autonome.
Due le esigenze che hanno portato
le Regioni a individuare questa priorità:
“La definizione e la conduzione
di un programma che porti alla eliminazione del morbillo e della rosolia
congenita in Italia rappresenta di gran lunga la principale priorità nel
campo delle malattie prevenibili con vaccinazione”.
Non mi soffermo su questo primo
aspetto, tanto importante quanto da tutti condiviso, se non per considerare
che:
-
in estrema sintesi, il piano ha
l’obiettivo di evitare che un bambino possa ancora nascere con una rosolia
congenita o che un bambino possa ancora morire per morbillo;
-
questi sono due diritti, di
fatto, non ancora riconosciuti a tutti i bambini del nostro Paese;
-
questi diritti non sono
realmente garantiti anche perché le capacità dei servizi di offrire
attivamente le vaccinazioni raccomandate e ottenere una ampia consapevole
adesione non sono ancora adeguate.
Nessuna tra le regioni e province
autonome ha infatti completamente i livelli di protezione verso le malattie
prevenibili con vaccinazioni che sono oggi previste nel calendario delle
vaccinazioni dell’infanzia e che rientrano tra i LEA.
Inoltre, vi sono importanti
differenze non dovute a scelte di strategie vaccinali, ma principalmente alla
diversa capacità operativa dei servizi.
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Percentuali minime e massime
di coperture per alcune vaccinazioni raccomandate nel 2002 (Ministero
della salute. Dati provvisori relativi a 16 Regioni)
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Minimo |
Massimo |
Differenza |
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Pertosse |
86 |
99 |
13 |
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HIB |
65 |
95 |
30 |
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MPR |
59 |
92 |
33 |
Nella realtà, la vaccinazione non
è oggi un diritto ugualmente fruibile da tutti i bambini del nostro Paese.
Esiste un approccio molto
importante all’idea di diritto, secondo la quale ha senso parlare di diritti
solo se li si considera assieme ai doveri corrispettivi; un diritto non ha
senso se non è controbilanciato da quello che Immanuel Kant chiamava “obbligo
perfetto” cioè l’obbligo specifico di un agente determinato di rendere reale
questo diritto.
In questo caso, i bambini hanno
diritto di essere vaccinati e la Sanità Pubblica ovvero i Servizi vaccinali
delle Regioni e delle ASL hanno l’obbligo di garantire questo diritto.
Questi principi devono trovare
una concreta praticabilità. Per rispondere a questa necessità le Regioni
prevedono:
“La
realizzazione di questo programma di eliminazione rappresenta inoltre
l’occasione per attuare un programma di miglioramento complessivo del sistema
vaccinale di tutte le Regioni e le Province Autonome.
Il Programma
di eliminazione del morbillo costituisce quindi un “programma guida” per
attuare una politica di miglioramento della qualità del sistema vaccinale”.
Così come i LEA cercano di
sostanziare tramite una lista di “prestazioni erogabili” il diritto alla
salute oggi possibile nel nostro Paese, così, con questo piano si vogliono
individuare le azioni concrete in questo caso gli obblighi per i servizi di
vaccinazione, che devono essere condotte per evitare che il diritto espresso
attraverso i LEA sia solo scritto sulla carta.
Il Piano di eliminazione vuole
essere l’occasione per introdurre nella operatività quotidiana dei servizi di
vaccinazione di tutto il nostro Paese le azioni che migliorando in modo
sostanziale la qualità dei servizi si sono dimostrate efficaci nell’aumentare
le coperture vaccinali in una popolazione.
Le principali azioni che sono
state individuate come necessarie a questi scopi sono:
-
Il miglioramento della
sorveglianza delle malattie (morbillo e rosolia congenita) ma anche delle
coperture vaccinali e delle reazioni avverse a vaccino.
-
La conduzione di tutte le
azioni che hanno dimostrato evidenza di efficacia nell’aumentare le
coperture vaccinali in una popolazione:
-
la chiamata attiva alla
vaccinazione e il sollecito di chi non si presenta
-
la gratuità delle
vaccinazioni e la loro esecuzione senza altri ostacoli
-
gli interventi di
educazione sanitaria rivolti alla popolazione target, associati con almeno
un’altra attività (per es. chiamata attiva, formazione degli operatori)
-
la valutazione delle
attività svolte ed il feedback dei risultati per gli operatori sanitari
-
i sistemi di promemoria
per gli operatori
-
ecc.
-
La realizzazione di anagrafi
vaccinali.
-
La conduzione di un programma
di formazione rivolto a tutti gli operatori interessati che abbia i
seguenti obiettivi:
-
di condurre le attività
previste dal Piano, per poter assicurare un adeguato livello di protezione di
tutta la popolazione.
-
di conoscere e attuare le
misure a dimostrata efficacia nell’aumentare le coperture vaccinali.
-
La effettuazione di adeguate
campagne di informazione rivolte alla popolazione.
Solo se i sistemi vaccinali di
tutte le Regioni e Province Autonome saranno in grado, nei prossimi anni, di
attuare le azioni che sono necessarie per ottenere una elevata e consapevole
adesione alla vaccinazione si riuscirà a raggiungere e mantenere
l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita.
Diversamente, se non si riesce a
definire una azione comune di sviluppo della qualità dei servizi in
vaccinazione alcuni obiettivi comuni saranno irraggiungibili e le differenze
di accesso a questo diritto si accentueranno sempre di più.
Il piano di eliminazione del
morbillo e della rosolia congenita, nei prossimi tre anni, intende quindi
risolvere quello che è di gran lunga il principale problema di salute
evitabile con vaccinazione nel nostro Paese e nello stesso tempo vuole creare
le condizioni per evitare che i LEA scritti o che si scriveranno rimangano
solo sulla carta.
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