Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

settimane bianche

Il sistema nazionale di sorveglianza degli infortuni sugli sci (sorveglianza degli incidenti in montagna, Simon), attivo presso il Dipartimento di ambiente e connessa prevenzione primaria, Reparto ambiente e traumi dell’Istituto superiore di sanità, ha avviato nel 2003 uno studio e un monitoraggio dei traumi sportivi derivati dall'attività sciistica in Italia. Il lavoro viene svolto in collaborazione con il Servizio di montagna della Polizia di Stato, l'associazione Valdostana impianti a fune, l'Associazione nazionale esercenti funiviari, l'Asl 20 Verona, 24h Assistance snowcare e l'Università Iuav di Venezia.

(7 dicembre 2005) Incidenti sulla neve: pronto il secondo rapporto Simon
Il 25 novembre 2005 l'Istituto superiore di sanità ha presentato il secondo rapporto Simon (consultabile sul sito dell'Iss in pdf). Il rapporto, in continuità con quello dell'anno precedente, riporta i dati quantitativi relativi al numero e alla tipologia degli incidenti occorsi sulle piste da sci e relativi traumi. Tuttavia, la seconda edizione del rapporto va oltre e analizza in modo più approfondito i dati disponibili, riflettendo sulle cause degli infortuni e sul loro impatto sul sistema della sanità pubblica. Il rapporto muove dalla necessità di conoscere e riflettere in modo più adeguato sui traumi sportivi, per migliorare le misure di prevenzione, quantificare i rischi e fornirne un quadro dettagliato.

I dati raccolti nella stagione 2003-04 e in quella 2004-05 sono piuttosto simili. In totale, tra le due stagioni, sono state analizzate quasi 25mila schede individuali relative a incidenti occorsi in 51 stazioni sciistiche, 14 province italiane. I risultati nei due anni di osservazione non differiscono, confermando che quantitativamente sono i più giovani a essere più esposti al rischio incidenti: oltre il 50% interessa persone sotto i 30 anni di età, più del 60% persone sotto i 40 anni. Quasi il 75% degli incidenti è dovuto a una caduta individuale e solo 1 su 8 a uno scontro con un altro sciatore. Ma, per le persone più anziane, aumenta la probabilità di una caduta a seguito di uno scontro rispetto agli sciatori più giovani. Il rapporto inoltre analizza gli effetti relativi di sci e snowboard sulle fratture e su altri traumi, il tipo di incidenti e le cure fornite, oltre agli andamenti temporali degli incidenti.

(17 febbraio 2005) Piste da sci: ecco la mappa degli incidenti
Più di 30 mila incidenti ogni anno: il sistema nazionale di sorveglianza sugli incidenti in montagna (Simon), coordinato dall’Istituto superiore di sanità, traccia per la prima volta una mappa completa della situazione.
I primi risultati evidenziano che nella maggior parte dei casi gli incidenti avvengono su piste di media difficoltà e solo raramente su piste difficili. Inoltre, il 65% degli incidenti avviene con buona visibilità, e quindi non è imputabile a maltempo. Solo il 10% degli infortuni è dovuto a scontro con altro sciatore: nella maggior parte dei casi le persone perdono il controllo da sole e cadono. Primi elementi che indicano la necessità di adottare comportamenti molto prudenti anche in condizioni definite tranquille.
EpiCentro pubblica la sintesi dello studio preparata da Marco Giustini, coordinatore del sistema Simon, Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria, Istituto superiore di sanità.
Scarica lo studio Simon 2004.

 

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