Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

qualità e percorsi assistenziali

Verso sistemi sanitari di alta qualità

Rapporto OCSE 2004



Avviato nel novembre 2001, con la conferenza di Ottawa, il progetto salute dell'Ocse si è protratto per tre anni e ora, giunto alla fine, si traduce in un rapporto complessivo che passa in rassegna tutti gli studi e le pratiche sanitarie messe a punto e sperimentate nei diversi paesi membri.

Mirato a fornire strumenti di analisi e di decisione alle autorità sanitarie e ai regolatori, il rapporto contiene numerosi riferimenti a studi di caso e agli oltre 20 incontri intermedi organizzati in questi tre anni per valutare l'efficacia delle politiche sanitarie attuate secondo alcuni obiettivi considerati comuni: un sistema sanitario di alta qualità ma accessibile e capace di rispondere alle esigenze di salute espresse dai cittadini. In particolare, questa pubblicazione si può considerare uno strumento prezioso per verificare le scelte effettuate e per raccogliere indicazioni da utilizzare nella programmazione dei piani sanitari, sia sul fronte della definizione del budget da attribuire al settore salute che su quello della distribuzione delle risorse economiche e della valorizzazione di quelle umane.

Nove anni in più di speranza di vita, una mortalità infantile cinque volte più bassa, significativi miglioramenti nella prevenzione e nel trattamento del cancro e delle malattie cardiovascolari, un'importante evoluzione tecnologica che consente operazioni chirurgiche meno invasive e più sicure, un significativo aumento della copertura vaccinale in molti paesi: sul fronte dei risultati, il rapporto OCSE indica un netto miglioramento della situazione della salute tra i suoi membri. Ma a un costo elevato: la spesa media, pubblica e privata, in sanità è dell'8 per cento, con punte che vanno oltre il 10 per cento in Germania, Svizzera e Stati Uniti. Anche nel caso in cui il settore privato contribuisca fortemente a questa spesa, come negli Usa, rimane comunque un consistente 6 per cento di spesa pubblica che denota un notevole impegno nel campo sanitario. Impegno che può solo aumentare in previsione, considerate da un lato le aspettative di ulteriore miglioramento della capacità preventiva, sostenute anche da un continuo sviluppo della tecnologia, e dall'altro l'invecchiamento delle popolazioni. La sfida che si trovano ad affrontare i governi è quindi quella di riuscire a migliorare ulteriormente la qualità dei sistemi sanitari senza però incidere ancora di più sulla spesa pubblica. Il rapporto OCSE, che tende a fornire dati secondo i criteri della medicina basata sulle prove di efficacia, può quindi aiutare gli operatori e le autorità sanitarie a rispondere a questa sfida.

Uno delle conclusioni importanti del rapporto è la necessità di lavorare di più sulla prevenzione e sul miglioramento della qualità dei servizi offerti. I sistemi sanitari sono organizzati in modi molto diversi così come assai differenziato risulta lo stato di salute nelle fasce di popolazione interne a ciascun paese. Non solo quindi è importante puntare su politiche di prevenzione che raggiungano un numero più elevato di cittadini ma anche coordinare le politiche sanitarie con altri aspetti della vita del paese che incidono fortemente sullo stato di salute. Un esempio è quello della prevenzione degli incidenti che si ottiene con una migliore sicurezza stradale o le campagne per la riduzione dell'uso di droghe, tabacco e alcol.

Il documento indica anche che molti paesi hanno iniziato a monitorare le proprie politiche utilizzando indicatori di qualità e riuscendo così a evidenziare le possibili strade di miglioramento, attraverso lo sviluppo di strumenti condivisi come linee guida e standard. Una raccomandazione espressa è quindi quella di rafforzare il processo di raccolta di dati e di monitoraggio delle diverse situazioni, puntando soprattutto sull'uso di indicatori di qualità.

Tra le conclusioni chiave del rapporto, l'evidente possibilità di lavorare ulteriormente per rispondere alle aspettative crescenti di una popolazione che sta invecchiando e che è sempre più cosciente della possibilità di prevenire o di trattare diverse malattie. Uno dei problemi principali risulta però proprio l'aspetto della spesa connessa alla messa in atto di queste misure. Se da un lato, infatti, è evidente che la spesa pubblica è necessaria per garantire l'accessibilità dei sistemi sanitari, dall'altro l'aumento vertiginoso di questa spesa rischia di incidere in modo molto pesante sulla fascia di popolazione attiva che sarà sempre più ridotta proprio in seguito al processo di invecchiamento. Il rapporto discute quindi il potenziale ruolo delle compagnie assicurative nella copertura delle spese sanitarie, ruolo che però, viene sottolineato, deve essere regolato e monitorato attentamente dagli stati sotto il profilo legislativo per garantire che la pluralità dell'offerta non si converta in una scarsità dei servizi coperti.

Il rapporto è suddiviso in cinque capitoli, ciascuno corrispondente a un singolo obiettivo comune di qualità. Ogni capitolo propone una revisione dello stato dell'arte puntando soprattutto a evidenziare i risultati ottenuti in quel settore negli ultimi anni, per passare poi all'analisi dei problemi correnti. Vengono quindi identificati alcuni approcci alternativi e delle best practices atte a risolvere i punti deboli.

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Una migliore salute attraverso una migliore cura: la ricerca della qualità

Accesso alle cure: le ricerca al miglioramento e al mantenimento

Pazienti e consumatori soddisfatti: le ricerca per una migliore capacità di risposta

La spesa sanitaria: le ricerca per costi e finanziamenti sostenibili

Aumentare il valore di investimenti nei sistemi sanitari: le ricerca dell'efficienza

 

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