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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

piano nazionale della prevenzione

Informazioni generali

Revisione a cura di Alberto Perra - Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps-Iss

 

15 settembre 2016 – Accompagnare il cittadino in tutte le fasi della vita, nei luoghi in cui vive e lavora con una serie di azioni di promozione della salute e di prevenzione: questa l’idea di fondo del Piano nazionale della prevenzione (Pnp). Un’idea che si basa sul principio che investire su interventi di prevenzione – basati sull’evidenza scientifica – rappresenta una scelta strategica precisa che può garantire, sul medio e lungo periodo, la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale. Il Pnp, parte integrante del Piano sanitario nazionale, prevede inoltre che ogni Regione predisponga e approvi un proprio Piano locale.

 

In passato strumento attraverso cui il ministero della Salute stabiliva a livello nazionale gli obiettivi e le operatività per la prevenzione, il Pnp è nato nel 2005 dall’esigenza di pianificare le attività di promozione, tutela e miglioramento della salute dei cittadini. In accordo con la legge costituzionale n.3 del 2001, che prevede la competenza delle Regioni in ambito di legislazione su principi fondamentali stabiliti dallo Stato, gli obiettivi erano quindi declinati in obiettivi locali nei Piani regionali di prevenzione (Prp), redatti dalle Regioni stesse nei mesi successivi all’emanazione del Pnp.

 

Nell’edizione successiva (Pnp 2010-2012) la condivisione del lavoro e delle conoscenze viene riproposta anche in fase di stesura dei Prp, durante la quale le Regioni collaborano tra loro mettendo in comune buone pratiche, strumenti e modelli virtuosi utili al raggiungimento degli obiettivi del Pnp.

 

Questo atteggiamento si è consolidato come uno dei principi fondanti del Pnp, che oggi promuove e raccomanda l’integrazione tra istituzioni, settori, aree organizzative (Regione, Ulss, Azienda ospedaliera, territorio, ecc) nella fase di erogazione degli interventi, al fine di conseguire il più elevato livello di salute raggiungibile.

 

Il Pnp 2014-2018: l’attitudine alla partecipazione

Il Piano nazionale della prevenzione 2014-2018, il terzo, deriva da un processo che ha visto una sempre maggiore partecipazione delle Regioni nella fase di stesura. Regioni e Stato hanno legiferato insieme, ciascuno portando le proprie visioni ed esperienze, sino a giungere alla formulazione di obiettivi condivisi. Lo scopo di questo percorso è stato favorire la qualità della programmazione, la comparabilità dei prodotti e dei risultati e la crescita culturale e di expertise.

 

Questo lavoro ha portato all’emanazione dell’attuale Pnp, avvenuta il 13 novembre 2014 a seguito dell’accordo raggiunto nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

 

Rispetto al precedente Pnp, l’attuale si caratterizza per la definizione di “pochi” macro-obiettivi comuni tra Stato e Regioni, lasciando ai vari contesti regionali la definizione delle popolazioni target e la gestione delle azioni funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Questo deriva dall’osservazione di una criticità del Pnp 2010-2012, che aveva visto la dispersione delle risorse in un numero eccessivo di obiettivi specifici, realizzando di fatto la frammentazione della programmazione regionale in progetti che rischiavano di perdere di vista il contesto più ampio dei principi e delle priorità nazionali. Attualmente, quindi, il Piano prevede 10 macro-obiettivi che definiscono gli ambiti di prevenzione, 73 obiettivi centrali (da raggiungere entro il 2018) e 139 indicatori di valutazione.

 

Gli indicatori di valutazione

Fondamentale il ruolo degli indicatori, concordati a livello preliminare tra Stato e Regioni, che hanno la funzione di misurare l’impatto del Piano sia sui processi, sia sugli esiti di salute, sia sulla verifica dell’adempimento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Lo scopo di questo sistema di valutazione è verificare annualmente l’aderenza regionale agli obiettivi prefissati e lo stato di avanzamento dei progetti e i progressi della prevenzione per i cittadini all’interno delle Regioni.

 

Il contrasto alle disuguaglianze

Tra i principi di prevenzione su cui l’attuale Pnp ha focalizzato maggiormente l’attenzione si sottolinea il contrasto alle diseguaglianze: in un contesto che ha visto le differenze sociali acuirsi nel corso degli anni, sono state messe in atto misure idonee a identificare situazioni e a promuovere interventi di prevenzione e promozione della salute equi e mirati alla tutela dei gruppi più fragili e svantaggiati.

 

I dieci macro-obiettivi di rilevanza strategica identificati dal Pnp

1. Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili

2. Prevenire le conseguenze dei disturbi neurosensoriali

3. Promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani

4. Prevenire le dipendenze da sostanze e comportamenti

5. Prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti

6. Prevenire gli incidenti domestici e i loro esiti

7. Prevenire gli infortuni e le malattie professionali

8. Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute

9. Ridurre la frequenza di infezioni/malattie infettive prioritarie

10. Attuare il Piano nazionale integrato dei controlli per la prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.

 

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