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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

piano nazionale della prevenzione

Equità e intersettorialità per collegare centro e territorio

Adriana Giannini - Regione Emilia-Romagna

 

16 giugno 2016 - Luoghi di lavoro, comunità, scuola e settore sanitario: questi i quattro ambiti di intervento (chiamati setting), intorno ai quali l’Emilia-Romagna ha impostato il proprio Piano regionale della prevenzione (Prp), declinando così gli obiettivi centrali dell’attuale Piano nazionale (Pnp) 2014-2018.

 

Intersettorialità

Questa suddivisione ha permesso di utilizzare una modalità di lavoro intersettoriale che ha messo in risalto le diverse – e altrettanto importanti – professionalità coinvolte. Infatti, nell’ambito di ogni setting sono stati predisposti 68 progetti che rispondono agli obiettivi del Pnp e coinvolgono gruppi di lavoro trasversali, composti da operatori dei diversi servizi regionali e delle Aziende sanitarie locali (Asl). I progetti selezionati sono stati divisi in 6 programmi che ricalcano i 4 setting (quello della “comunità” si delinea in tre sotto-ambiti: programmi rivolti alla popolazione, interventi per fasce di età e interventi per condizioni specifiche). Una scelta necessaria perché , come recita il Piano regionale: «La prevenzione non può che essere intersettoriale, interistituzionale e interprofessionale, essendo gli interventi più efficaci trasversali a diversi settori della società».

 

L’equità

Un altro principio ispiratore delle strategie regionali – e nazionali – nel campo della governance sanitaria e della prevenzione è l’equità. Valore di riferimento che è stato considerato un criterio-guida per dare risposte efficaci alle disuguaglianze presenti nel tessuto sociale e che, dunque, è diventato nodo centrale del Prp 2015-2018.

 

Per identificare quali sono le azioni più promettenti dal punto di vista della riduzione delle disuguaglianze e valutare l’attuazione delle attività equity oriented (lavoro svolto in stretta collaborazione con l'Agenzia sanitaria e sociale regionale e in collegamento con la rete dei referenti aziendali per l’equità) sono state individuate tre direzioni:

  • progetti rivolti a gruppi di popolazione che presentano caratteristiche di vulnerabilità sociale e/o fragilità
  • la messa a disposizione dello strumento dell’EqIA (Equality Impact Assessment) come garanzia di valutazione dei progetti inseriti nel Prp nella prospettiva dell’equità
  • la realizzazione di tre HealthEquity Audit su: mancata attività fisica nelle donne adulte; obesità infantile; promozione di stili di vita salutari in pazienti psichiatrici.

Il percorso attuativo locale

Per monitorare il percorso del Piano regionale della prevenzione 2015-2018, favorirne l’attuazione e coordinare le attività, è stato previsto un “gruppo di monitoraggio” composto dai rappresentanti dei diversi settori coinvolti nel Prp.

A livello locale le Asl hanno predisposto il "piano attuativo locale" che spiega il contributo di ogni Azienda nell’attuazione degli interventi previsti nel Prp attraverso:

  • la promozione di sinergie tra i servizi territoriali e i servizi e presidi ospedalieri
  • l’integrazione tra servizi sanitari delle Aziende
  • la programmazione volta a rafforzare messaggi di promozione della salute e di prevenzione nei processi assistenziali
  • la costruzione di reti e alleanze con enti e associazioni locali
  • la costante attenzione all’efficacia e sostenibilità economico organizzativa degli interventi e al contesto sociale territoriale.

Qualche riflessione

Il Piano regionale della prevenzione è, nel suo insieme, una sfida, ma anche una grande opportunità da cogliere condividendo organizzazione, strumenti, metodo, monitoraggio e governo. In tal senso, diventa fondamentale rafforzare la rete della prevenzione e promuovere momenti di confronto tra soggetti coinvolti, per socializzare, condividere, sviluppare sinergie a tutti i livelli e migliorare la sostenibilità del sistema.

 

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