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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

piano nazionale della prevenzione

Dalla Lombardia, un approccio per setting e ciclo di vita

Maria Gramegna - UO Prevenzione, Direzione Generale Welfare, Regione Lombardia

 

20 ottobre 2016 - Dare attuazione a tutti i macro-obiettivi del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) attraverso 13 programmi regionali, i cui obiettivi specifici risultano coerenti con quelli centrali, con l’analisi di contesto locale e con i risultati raggiunti dai precedenti Piani: questo l’obiettivo principale del Piano regionale della prevenzione (Prp) 2015-2018 della Regione Lombardia.

 

Il documento è il risultato dell’integrazione di due deliberazioni:

  • il DGR n. X/3654 del 5 giugno 2015 che conclude il percorso avviato con DGR n. X/2934 del 19/12/2014 (che ha recepito il Pnp 2014-2018 e con la quale Regione si è impegnata ad adottare, entro il 31 maggio 2015, il proprio Prp)
  • il DGR n. X/4702 del 29 dicembre 2015 “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio sociosanitario per l'esercizio 2016” – sub allegato 12 - a conclusione del percorso di valutazione da parte del ministero della Salute (ai sensi dell’Accordo REP. Atti 56/CSR del 25 marzo 2015 di approvazione del “Documento di valutazione del Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018”).

I programmi regionali definiti nel Prp sono supportati da azioni basate sulle migliori evidenze di efficacia e da interventi integrati che si realizzano nell’ambito della più complessiva programmazione regionale e della sostenibilità delle azioni proposte. I programmi prevedono un approccio per setting e per ciclo di vita, orientato alla prevenzione e al contrasto delle disuguaglianze e sono:

  • Reti per la promozione della salute negli ambienti di lavoro
  • Scuole che promuovono salute - Rete SPS-SHE Lombardia
  • Promozione della salute del bambino e della mamma nel percorso nascita
  • Promozione di stili di vita favorevoli alla salute nelle comunità
  • Screening oncologici
  • Prevenzione della cronicità
  • Rete regionale per la prevenzione delle dipendenze
  • Prevenzione, sorveglianza e controllo malattie infettive
  • Tutela della salute e sicurezza del lavoratore
  • Integrazione salute e ambiente
  • PPiano dei controlli sulle sostanze chimiche
  • Prevenzione e controllo rischio amianto
  • Sicurezza alimentare per la tutela del consumatore e sanità pubblica veterinaria.

Il Prp 2015-2018, nella sua stesura, ha tenuto conto anche di quanto contenuto nel documento di valutazione del Pnp (approvato con l’Accordo, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 – rep. Atti n. 56/CSR, del 27/03/2015 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano). Per questo motivo sono stati definiti un sistema di monitoraggio del Piano stesso e una serie di indicatori sentinella funzionali alla valutazione dello stato di avanzamento dei programmi regionali.

 

Il Prp, inoltre, nella sua attuazione, prevede di coinvolgere il più ampio schieramento di risorse e competenze, sviluppando la capacità di dialogo e valorizzando anche l’apporto di soggetti che pur avendo altre finalità o interessi possono fornire comunque un contributo di risorse e competenze importante su obiettivi concreti e misurabili in termini di guadagno di salute.

 

Per conseguire gli obiettivi di prevenzione, le azioni, le risorse e le attività definite dalle politiche regionali non possono basarsi sulle sole strutture del Servizio sanitario regionale, ma devono coinvolgere tutti i soggetti che, per finalità, ruolo e/o competenze istituzionali, possono concorrere alla riuscita positiva degli interventi a tutela della salute, garantendo un approccio multidisciplinare.

 

Nel capitolo “Accountability dell’organizzazione e sostenibilità della prevenzione” del Prp 2015-2018, vengono riportate le evidenze di azioni/disposizione/strumenti “a sistema” e/o che si intendono attivare a garanzia del ruolo di governance del livello regionale.

 

Infine, dal punto di vista della “sostenibilità”, è importante sottolineare la coerenza di questo atto con provvedimenti programmatori regionali (come per esempio: Programma regionale di sviluppo, Piano socio-sanitario, documenti di programmazione economica e finanziaria, regole di esercizio di bilancio, obiettivi attribuiti ai direttori generali delle Asl e delle Aziende ospedaliere e obiettivi per i diversi istituti contrattuali/convenzionali) nonché la previsione di un’adeguata allocazione delle risorse per la realizzazione dei suoi obiettivi utilizzando tutti gli strumenti correnti per la verifica delle risorse attribuite (controllo di gestione, dotazioni organiche e ore lavorate) e, insieme, la “compatibilità” delle iniziative preventivate con i Lea (livelli essenziali di assistenza), a garanzia di continuità.

 

Infine, è opportuno precisare che nel 2015, con l’approvazione della Legge Regionale n. 23 del 11 agosto 2015 “Evoluzione del Sistema SocioSanitario Lombardo”, in Regione si è aperto un nuovo scenario che ha dato avvio a un processo di riordino del sistema sociosanitario, con l’integrazione dell’ambito sanitario con quello sociosanitario.

 

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