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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

piano nazionale della prevenzione

Rapporto conclusivo del progetto di monitoraggio e controllo dell'applicazione del DLgs 626/94: una sintesi dei risultati

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Fortemente voluto dai presidenti delle Regioni e delle Province autonome, questo progetto è in assoluto la prima indagine attuata in Italia in modo diffuso e omogeneo sui livelli applicativi delle norme sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. Condotto su gran parte del territorio italiano, il monitoraggio ha coinvolto centinaia di operatori dei Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asl di quasi tutta l'Italia. Se da un lato la mancanza di conoscenze sul passato anche prossimo rende molto difficile fare una comparazione critica con la situazione degli anni precedenti, dall'altro valorizza particolarmente questa ricerca, che costituisce un punto di riferimento fondamentale per il futuro.

 

In sintesi, si può affermare che i processi organizzativi sono stati formalizzati in un ampio numero di aziende (tra il 61 e il 96% del campione), smentendo chi sostiene che il DLgs 626 è una legge inapplicabile perché troppo onerosa in termini burocratici. Infatti, oltre ad adempimenti puramente formali (come per esempio la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del medico competente o dei lavoratori addetti alle emergenze), sono stati ampiamente soddisfatti anche adempimenti preventivi più concreti, come la realizzazione della valutazione dei rischi, effettuata nel 95% dei casi. Va comunque detto che gli indicatori relativi ai livelli di qualità sono piuttosto bassi, come per esempio quelli che riguardano la formazione (tra il 24 e il 41%).

 

Sembra dunque che in questi anni le aziende abbiano curato maggiormente l'applicazione della legge più dal punto di vista formale, faticando invece ad adeguarsi alle richieste culturali e metodologiche. In quest'ottica, si inquadrano la scarsa integrazione tra la gestione della produzione e della prevenzione, la limitata capacità di programmare la sicurezza e la carenza diffusa di un adeguato sistema informativo. La situazione è particolarmente critica nel caso delle piccole e piccolissime imprese, che hanno dimostrato di aver raggiunto un livello qualitativo e quantitativo sufficiente soltanto nel 28% dei casi.

 

Non si può negare, però, che sia iniziato un percorso per giungere a questa trasformazione. Un'impressione giustificata anche dal livello soddisfacente raggiunto dal 60-75% delle aziende nella qualità della valutazione dei rischi, nell'adeguatezza del piano attuativo e nella positiva collocazione nel contesto aziendale del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

In conclusione, questo rapporto ha dimostrato come siano stati pienamente raggiunti gli obiettivi del lungo e impegnativo progetto di monitoraggio dell'applicazione della legge 626, ovvero:

  • evidenziare i livelli applicativi del DLgs 626/94 nelle aziende italiane, individuando criticità e punti di forza
  • evidenziare le situazioni in cui sono necessari interventi di correzione
  • fornire indicazioni utili per il processo di revisione della normativa, attualmente in corso
  • facilitare la programmazione di eventuali interventi di supporto, assistenza e vigilanza da parte dei diversi organi decisionali (Ministeri, Regioni, Asl)
  • contribuire in modo qualificato e documentato al dibattito italiano ed europeo sulla regolazione della sicurezza sul lavoro
  • mettere a disposizione delle imprese e di altre parti sociali uno strumento valido anche per analisi interne
  • mettere a disposizione degli operatori dei servizi di vigilanza e prevenzione strumenti e metodi validati per il loro lavoro di supporto, assistenza, vigilanza e controllo
  • realizzare un buon modello di intervento integrato e coordinato su scala nazionale, con comuni strumenti informativi, percorsi formativi di preparazione, metodologia operativa, raccolta ed elaborazione dati, che in futuro potrà rivelarsi utile per la realizzazione di altri progetti di questa portata nel campo della prevenzione.

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