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procreazione medicalmente assistita

Attuazione della legge sulla Pma: i dati per il 2015

Giulia Scaravelli - Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita, Iss

 

13 luglio 2017 - La Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (Pma), trasmessa al Parlamento lo scorso 30 giugno, mostra che il quadro relativo al 2015 offre poche variazioni rispetto alla situazione dell’anno precedente. La novità del documento è però che per la prima volta vengono presentati, in maniera più dettagliata, anche i dati riguardanti i cicli effettuati con donazione di gameti che quest’anno sono stati 2800 rappresentando il 2,9% di tutte le tecniche di Pma eseguite.

 

Dai dati, raccolti dal Registro nazionale Pma dell’Iss, emerge che considerando entrambe le tecniche di fecondazione, sia di I livello (inseminazione semplice) sia di II e III livello (fecondazione in vitro), dal 2014 al 2015 aumentano:

  • le coppie trattate, che passano da 70.826 a 74.292 (aumento del 4,9%)
  • i cicli effettuati che da 90.957 diventano 95.110 (incremento del 4,6%)
  • i bambini nati vivi, che salgono da 12.720 a 12.836 (aumento dello 0,9%).

In calo le gravidanze gemellari e quelle trigemine mentre rimane costante l’età media delle donne che si rivolgono alle tecniche di Pma a fresco senza donazione di gameti: 36,7 anni.

 

Migliora l’efficienza delle tecniche di crioconservazione e pertanto attualmente diventa necessario, perché più aderente alla realtà dell’applicazione delle tecniche di Pma, descrivere l’efficienza con la “percentuale cumulativa di gravidanza su ciclo iniziato” che meglio fornisce la probabilità di ottenere una gravidanza per una donna che si sottopone a un ciclo di Pma, avendo anche l’opportunità di effettuare dei cicli di crioconservazione di ovociti e/o embrioni. Questo indicatore è in costante aumento e ha raggiunto il 24,8% nel 2015.

 

I dati disponibili sul primo anno e mezzo di applicazione della fecondazione con donazione di gameti ci dicono che la maggior parte dei gameti utilizzati nei trattamenti sono importati dall’estero: in particolare il 94,4% di ovociti ed il 75,9% di liquido seminale.

 

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