Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

focus
resistenze agli antibiotici
Documentazione

Nel mondo

 

Antibiotici: la resistenza alla colistina arriva dai plasmidi

Cerquetti Marina (Mipi-Iss), Paolo D’Ancona (Cnesps-Iss distaccato al ministero della Salute), Annalisa Pantosti (Mipi-Iss) e Stefania Iannazzo (ministero della Salute) fanno il punto sui casi di resistenza alla colistina, dovuta alla presenza del gene mcr-1 localizzato su un plasmide, osservati negli ultimi mesi.

 

Antibiotic resistance: Multi-country public awareness survey

Documento pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a novembre 2015. Riporta i risultati di survey multi-Stato sulla consapevolezza pubblica dell’antibiotico resistenza. Lo studio, dal titolo ha coinvolto 12 Paesi e circa 10 mila intervistati tra i quali si è indagato l’uso degli antibiotici e la conoscenza dell’antibiotico resistenza.

 

2014 Taftar Progress Report

Il 13 maggio, la Commissione europea e il Department of Health and Human Services degli Stati Uniti hanno pubblicato un “progress report” sulla taskforce transatlantica sull’antibioticoresistenza (Transatlantic Taskforce on Antimicrobial Resistance, Tatfar). Il documento sottolinea i progressi fatti nel primo periodo di implementazione della Tatfar (2011-2013) e rinnova l’impegno delle autorità sanitarie Ue e Usa nella lotta a questo problema. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa sul sito della Commissione europea e visita la pagina dei Cdc dedicata alla Taftar da cui è possibile scaricare i materiali prodotti.

 

Antimicrobial resistance: global report on surveillance 2014 (pdf 3,9 Mb)

Questo rapporto Oms, pubblicato a fine aprile, sottolinea come le resistenze agli antibiotici rappresentino un grande problema di sanità pubblica in grado di coinvolgere tutte le persone di ogni età e Paese.

 

The evolving treath of antimicrobical resistance – options for actions (pdf 2,1 Mb)

Report Oms pubblicato a marzo 2012 sulle strategie per contrastare la resistenza batterica agli antibiotici. Il documento punta al miglioramento della consapevolezza sul problema e allo sviluppo di nuove strategie internazionali sul fronte umano e veterinario focalizzandosi su cinque aree di intervento: sorveglianza, uso razionale nell’uomo e negli animali, prevenzione e controllo delle infezioni, e innovazione. Per maggiori informazioni consulta il sito Oms e leggi il rapporto.

 

Recommendations for future collaboration between the US and Eu (pdf 850 kb)

Documento della ransatlantic Taskforce on Antimicrobial Resistance (Tatfar), focalizzato sugli interventi di cooperazione contro le resistenze antibiotiche.

 

Nuove fact sheet Oms sulla resistenza antimicrobica

Spesso, le infezioni causate da microrganismi resistenti non rispondono ai trattamenti tradizionali, procurando malattie prolungate e maggiore rischio di morte. Ogni anno circa 440 mila nuovi casi di tubercolosi multiresistente (Mdr-Tb) sono la causa di circa 150 mila decessi. La resistenza alla prima generazione di medicine antimalariche (come la clorochina e la sulfadoxina-pirimetamina) è ampiamente diffusa in quasi tutti i Paesi dove la malattia è endemica. Una grande percentuale delle infezioni ospedaliere sono causate da batteri altamente resistenti come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Mrsa). Dunque, l’uso inappropriato degli antibiotici offre condizioni favorevoli per l’emergere, il diffondersi e il persistere di microrganismi resistenti. In vista della Giornata mondiale della salute, prevista per il prossimo 7 aprile e dedicata al tema della resistenza agli antibiotici, l’Oms pubblica delle nuove fact sheet sulla resistenza antimicrobica. Sei le ragioni che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come significative del perché la resistenza antimicrobica sia un problema globale: perché è causa di morte, perché ostacola il controllo delle malattie infettive, perché minaccia il ritorno a un’era “pre-antibiotica”, perché fa aumentare i costi dell’assistenza sanitaria, perché minaccia la sicurezza sanitaria, danneggia il commercio e le economie.

 

 


Ultimo aggiornamento mercoledi 1 giugno 2016