Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Aspetti epidemiologici

Revisione a cura di Monica Monaco, Patrizio Pezzotti e Annalisa Pantosti (Iss)

 

In Italia

 

23 novembre 2017 – I dati raccolti dalla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza dell’Istituto superiore di sanità (Ar-Iss) coordinata dal dipartimento Malattie infettive dell’Iss (Annalisa Pantosti, Patrizio Pezzotti, Simone Iacchini e Monica Monaco), indicano che in Italia la resistenza agli antibiotici, per le specie batteriche sotto sorveglianza, si mantiene tra le più elevate in Europa.

 

Sul fronte dei Gram negativi, nel nostro Paese è diffusa soprattutto la specie batterica Klebsiella pneumoniae che è resistente a quasi tutti gli antibiotici disponibili, inclusi i carbapenemi. La percentuale di resistenza a questa classe di antibiotici in K. pneumoniae è pari al 34%, una delle percentuali di resistenza più alte d’Europa insieme a quella di Grecia e Romania.

 

Secondo il recente Report della Sorveglianza Nazionale delle batteriemie da Cpe (Rapporto Istisan 17/18 “Sorveglianza nazionale delle batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi. Rapporto 2013-2016”, pdf 1,4 Mb), K. pneumoniae resistente ai carbapenemi provoca almeno 2000 casi di batteriemia per anno. La resistenza ai carbapenemi nelle batteriemie da K. pneumoniae è salita rapidamente dall’1,3% nel 2009 al 27% nel 2011 fino al 33% nel 2015.

 

Anche Escherichia coli ha raggiunto alte percentuali di resistenza agli antibiotici: 30% verso le cefalosporine di terza generazione e 43% verso i fluorochinoloni. La sorveglianza evidenzia una situazione critica anche per le multiresistenze osservate in Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp, responsabili soprattutto di infezioni correlate all’assistenza (Ica) in pazienti ricoverati in terapia intensiva ed in altri reparti ad alta intensità di cure.

 

Per quanto riguarda i patogeni Gram positivi, la percentuale di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) oscilla da anni intorno al 33-34%. Si dimezza invece la resistenza alla penicillina in Streptococcus pneumoniae (responsabile di polmoniti e sepsi anche in pazienti non ospedalizzati). La resistenza alla vancomicina negli enterococchi, che ha rappresentato un grosso problema clinico negli anni Novanta, rappresenta di nuovo una minaccia. Infatti, la percentuale di E. faecium resistente alla vancomicina nelle batteriemie è passata dal 5% nel 2013 al 13% nel 2016.