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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Giornata europea degli antibiotici 2014

Annalista Pantosti (Mipi-Iss) e Paolo Fortunato D’Ancona (Cnesps-Iss)

 

20 novembre 2014 – In occasione della Giornata europea degli antibiotici, lo European Centre for Disease Prevenziontion and Control (Ecdc) ha promosso un’intera settimana (17-23 novembre) dedicata al tema “Everyone is responsible, everywhere” che sottolinea ancora una volta l’importanza dell’uso prudente degli antibiotici. La Giornata, che si svolge il 18 novembre, è infatti l’occasione per discutere sull’argomento, diffondere messaggi sul problema delle resistenze agli antibiotici e sui rischi associati all’uso improprio di questi farmaci.

 

Il panorama europeo

Il rapporto “Antimicrobial resistance surveillance in Europe 2013” (pdf 11 Mb), pubblicato annualmente dallo European Antimicrobial Resistance Surveillance Network (Ears-Net), ricorda che il fenomeno della resistenza agli antibiotici è largamente diffuso in tutto il territorio, seppure mostri marcate differenze regionali. Infatti, in generale, la resistenza agli antibiotici è stata osservata maggiormente nei Paesi dell’Est e del Sud Europa. I dati del rapporto indicano che il fenomeno è presente soprattutto tra i batteri Gram negativi (come E. coli, K. pneumoniae, P. aeruginosa e Acinetobacter). In particolare, E. coli e K. pneumoniae hanno mostrato un aumento della resistenza a classi di antibiotici chiave e molti hanno mostrato una resistenza combinata per le cefalosporine di terza generazione, i fluorochinoloni e gli aminoglicosidi. Inoltre, tra il 2010 e il 2014, in tutto il territorio dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo è stato osservato un aumento significativo della resistenza alle cefalosporine di terza generazione da parte di K. pneumoniae ed E. coli.

 

Rispetto ai carbapenemi, che sono gli antibiotici di ultima generazione più utilizzati per il trattamento delle infezioni correlate all’assistenza, l’indagine evidenzia che la resistenza è ancora relativamente bassa nella maggior parte dei Paesi Ue/See, anche se è evidente un aumento in Klebsiella pneumoniae (tra il 2010 e il 2013 si è passati dal 4,6% all’8,3%), di cui sono responsabili soprattutto due Paesi: Grecia e Italia. Infatti, come sottolineato nel Primo Piano pubblicato sul sito dell’Iss, in Italia si è passati da meno dell’1% delle Klebsielle resistenti nel 2008, al 35% nel 2013.

 

Una alternativa ai carbapenemi è rappresentata da un vecchio antibiotico, la colistina. Tuttavia, uno studio recente condotto nel nostro Paese, ha mostrato che più del 40% delle Klebsielle resistenti ai carbapenemi sono resistenti anche alla colistina. Per approfondire leggi l’articolo “Colistin resistance superimposed to endemic carbapenem-resistant Klebsiella pneumoniae: a rapidly evolving problem in Italy, November 2013 to April 2014” pubblicato su Eurosurveillance il 23 ottobre 2014.

 

Infine, i dati mostrano una riduzione della percentuale di Mrsa (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina), tra il 2010 e il 2013, in tutti i Paesi Ue/See. Il dato è sicuramente positivo, tuttavia si tratta di un calo inferiore rispetto a quello osservato nei precedenti quattro anni. Inoltre, nel 2013, 7 Paesi su 30 hanno segnalato percentuali di Mrsa superiori al 25%. In Italia la percentuale di MRSA isolato da batteriemie è ancora intorno al 35%

 

Materiali informativi

A seguito della pubblicazione dell’ultimo sondaggio Eurobarometro, da cui è emerso che molti europei utilizzano in modo inappropriato antibiotici prescritti in precedenza o provano ad acquistarli senza una prescrizione medica, l’Ecdc ha realizzato una campagna focalizzata sull’automedicazione con gli antibiotici, con il doppio target personale medico (per cui sono stati realizzati materiali informativi utili per gestire le domande dei pazienti) e popolazione (poster informativi scaricabili).

 

Inoltre, in occasione della Giornata, il 18 novembre, l’Ecdc è stata attiva su Twitter con l’hashtag #AntibioticDay coinvolgendo nella discussione anche i suoi partener negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda.

 

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