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resistenze agli antibiotici

Gonococchi e resistenze: i dati del 2011

Paola Stefanelli - dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi), Iss

 

11 aprile 2013 - La diffusione dei fenomeni di resistenza antimicrobica in Neisseria gonorrhoeae rappresenta da alcuni anni un problema di tutto il territorio europeo e le indagini condotte dallo European gonococcal Antimicrobial Surveillance Programme (Euro-Gasp) indicano livelli di preoccupazione per molti degli antimicrobici usati nella terapia.

 

L’Ecdc ha pubblicato il report “Gonococcal antimicrobial susceptibility surveillance in Europe – 2011” (pdf 1,5 Mb) contenente i dati dell’indagine condotta nel 2011 in 21 Paesi dell’Unione europea e della European economic area. Lo studio ha analizzato 1902 ceppi di gonococco raccolti nei mesi di maggio-giugno e novembre-dicembre.

 

Dati epidemiologici

L’82,4% delle infezioni da gonococco è stato identificato tra pazienti di sesso maschile, con un range di età da meno di 1 anno a 80, con un valore medio di 29 anni (il 31,9% ha meno di 25 anni). La maggior parte delle infezioni vengono diagnosticate tra Msm (men who have sex with men) e tra maschi eterosessuali: la percentuale di quelli positivi al gonococco ha, in media, un’età molto maggiore delle donne.

 

Nel 19% dei casi veniva segnalata una pregressa infezione da gonorrea. Inoltre, nel 22% dei casi era presente una co-infezione da clamidia. Il 58% dei casi, per i quali era noto l’orientamento sessuale, si ha tra eterosessuali e il 40% tra Msm. Infine, il 18% dei pazienti risultava anche positivo al virus Hiv (nel 92% dei casi erano Msm).

 

Fenomeni di resistenza

Le analisi per valutare la sensibilità agli antimicrobici sono state condotte  sia per quelli attualmente raccomandati per il trattamento (cefixime, ceftriaxone e spectinomicina), sia per le potenziali alternative (azitromicina e gentamicina) che per quelle usate in passato (ciprofloxacina e penicillina). Dai risultati è emerso che una percentuale significativa dei ceppi analizzati presenta una riduzione della sensibilità al cefixime (il 7,6%, con un decremento dell’1% rispetto all’anno precedente).

 

Per la prima volta dall’inizio delle attività dell’Euro-Gasp, 10 ceppi hanno mostrato una riduzione della sensibilità al ceftriaxone. I dati indicano, inoltre, che nonostante i tassi di resistenza alla ciprofloxacina e all’azitromicina continuino a decrescere, si mantengono su valori molto elevati (rispettivamente il 48,7% e il 5,3%).

 

Un’accurata classificazione dei ceppi di gonococco resistenti e/o multi resistenti agli antimicrobici risulta, quindi, essenziale per una corretta sorveglianza del problema.

 

In Italia, presso il dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi) dell’Istituto superiore di sanità, vengono raccolti e analizzati i ceppi di gonococco per la valutazione della sensibilità agli antimicrobici sia per ottenere dati nazionali, sia per riportare il dato a livello europeo all’interno del programma di sorveglianza per il gonococco antibiotico resistente, coordinato dall’Ecdc.

 

Risorse utili

 


 

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