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resistenze agli antibiotici

Antibioticoresistenza: il rapporto di Ecdc ed Emea

(revisione a cura di Valeria Alfonsi - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)

 

 

15 ottobre 2009 - Gli antibiotici hanno rappresentato una rivoluzione nella storia della medicina, ma oggi la loro efficacia è seriamente minacciata dal fenomeno della resistenza.

 

Nel 2007 Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control), Emea (European Medicines Agency) e ReAct (International Network Action on Antibiotic Resistance) hanno espresso la necessità di produrre un documento che valutasse il divario tra l’aumento continuo della diffusione di infezioni provocate da batteri multi-resistenti nell’Unione europea e lo sviluppo di nuovi antibiotici per il loro trattamento.

 

Per questo, nel 2008, Ecdc ed Emea hanno creato un gruppo di lavoro per la stesura del rapporto “The bacterial challange: time to react” (pdf 888 Kb).

 

Le principali evidenze

Il rapporto di Ecdc ed Emea ha messo in luce il grave divario esistente tra l’impatto dell’antibioticoresistenza e la produzione di nuovi farmaci per affrontarla e in particolare ha evidenziato che:

  • la resistenza agli antibiotici è alta (raggiunge e addirittura supera il 25% in diversi Paesi dell’Ue) sia tra i batteri Gram-positivi che tra i Gram-negativi, causa di gravi infezioni nell’uomo
  • la resistenza agli antibiotici in alcuni batteri Gram-negativi è in crescita nell’Ue (come si è recentemente osservato per Escherichia coli)
  • ogni anno nell’Ue circa 25 mila pazienti muoiono per infezioni causate da batteri multi-resistenti
  • le infezioni da batteri multi-resistenti hanno un forte impatto socio-economico sul sistema sanitario e costano almeno 1,5 miliardi di euro all’anno
  • sono stati identificati e sono sotto sviluppo 15 nuovi agenti antibatterici sistemici che potrebbero essere utili nella lotta all’antibioticoresistenza
  • vi è una particolare carenza di nuovi farmaci con nuovi meccanismi d’azione contro i batteri Gram-negativi resistenti
  • è indispensabile attuare una strategia globale per risolvere il problema dell’antibioticoresistenza.

I batteri resistenti in esame

Il rapporto fornisce una descrizione dell’antibioticoresistenza nell’Unione europea e si pone l’obiettivo di delineare lo scenario che potrebbe prospettarsi nei prossimi anni. Lo studio è stato condotto su un gruppo selezionato di batteri resistenti:

  • Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Mrsa)
  • Staphylococcus aureus intermedio o resistente a vancomicina (Visa/Vrsa)
  • Enterococcus spp. (per es. Enterococcus faecium) vancomicino-resistente (Vre)
  • Streptococcus pneumoniae penicillino-resistente (Prsp)
  • Enterobacteriaceae (per es. Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae) resistenti alle cefalosporine di terza generazione
  • Enterobacteriaceae (per es. Klebsiella pneumoniae) e Gram-negativi non fermentanti (per es. Pseudomonas aeruginosa) resistenti ai carbapenemi.

La situazione in Europa e lo sviluppo di nuovi agenti chemioterapici

Il rapporto analizza anche l’andamento e l’impatto della infezioni da batteri antibioticoresistenti nell’Ue. In questa regione l’antibioticoresistenza è complessivamente molto diffusa e in alcuni casi in crescita. Il suo impatto a livello economico è molto alto e considerando l’andamento degli ultimi anni è probabile che nel prossimo futuro si avrà un aumento della prevalenza dei batteri Gram-negativi resistenti.

 

La mancanza di informazioni approfondite sull’antibioticoresistenza in Europa ha portato a un generale disinteresse da parte dei decisori e dei cittadini rispetto a questo problema. Per questo motivo, uno dei principali obiettivi di questo rapporto obiettivi consiste nel fornire un’attenta disamina dei principali aspetti dell’antibioticoresistenza, fornendo anche mappe di diffusione delle infezioni.

 

Per quanto riguarda lo sviluppo e l’identificazione di nuovi chemioterapici potenzialmente utili in grado di contribuire alla lotta contro l’antibioticoresistenza, il rapporto dà un segnale ottimistico e porta a considerare la reale possibilità di messa a punto per un buon numero di agenti attualmente in fase preclinica di studio. Particolarmente impegnativa sarà la sfida contro le infezioni determinate da batteri Gram-negativi resistenti.

 

Scarica il rapporto (pdf 900 kb) dell’Ecdc e dell’Emea “The bacterial challange: time to react” e leggi il comunicato stampa dell’Ecdc (pdf 888 Kb).